120 battiti al minuto Cinematographe

L’omofobia è più presente e viva che mai. È di pochi minuti fa la notizia che Sebastiano Riso, regista che quest’anno ha presentato il film Una Famiglia a Venezia, è stato vittima di un’aggressione omofoba a Roma, e nonostante ciò, siamo costretti a dover dare un’altra comunicazione in merito a comportamenti simili rivolti al film 120 battiti al minuto.

120 battiti al minuto è stato vietato ai minori di 14 anni

In un post, che commentava un’intervista al regista di 120 battiti al minuto, Robin Campillo, e al protagonista Arnaud Valois, pubblicata da un importante sito internet italiano, si può leggere la seguente frase: “Quanti animali innocenti vivisezionati per curare questi cosi?“. Apparentemente potrebbe sembrare una frase normale e innocua, ma non è così, dato che questi cosi si riferisce ai gay presentati dalla pellicola di Campillo.

Oggi, più che mai, ci ritroviamo costretti a combattere contro queste considerazioni profondamente violente, che nascondono principi razziali, e che non possono assolutamente passare inosservate, nonostante possano sembrare dei casi isolati di persona che non sanno quello che dicono. L’obiettivo principale di 120 battiti al minuto era arrivare nelle sale come Film per tutti, dimostrando l’abbattimento dello spavento nel guardare un uomo innamorato di un altro uomo. La dimostrazione che c’è ancora tanta strada da fare è data non solo dai terribili commenti, ma anche dall’apposizione del divieto ai minori di 14 anni.

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