Montalbano: l’addio di Luca Zingaretti al Commissario più amato della TV

È ufficiale l’addio dell’attore romano al personaggio che gli ha consegnato la notorietà. Chi raccoglierà il suo testimone? Le scommesse sono aperte.

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Per alcuni possono rappresentare una liberazione, per altri la perfetta chiusura di un cerchio, ma in generale gli addii per chi li vive intensamente sono sempre dolorosi. E dolorosa siamo sicuri che deve essere stata la decisione di Luca Zingaretti di scrivere una volta per tutte la parola fine alla sua ventennale e bellissima “storia d’amore” con il Commissario Montalbano, il personaggio nato dalla penna di Andrea Camilleri che ha appassionato milioni di lettori prima e di spettatori poi. Un personaggio che è di fatto entrato nell’immaginario del pubblico e al quale l’attore romano ha legato in maniera indissolubile il suo nome e cognome dal 1999, anno in cui andò in onda (il 6 maggio per la precisione) il primo dei trentasette episodi della saga sin qui realizzati dal titolo Il ladro di merendine, trasposizione dell’omonimo romanzo dello scrittore siciliano del 1996.

Zingaretti: “Addio a Montalbano? Camilleri vorrebbe che chiudessimo in bellezza”. E così è stato…

Montalbano cinematographe.it

Prima o poi doveva accadere, del resto la notizia circolava nell’aria da tempo e adesso è stata ufficializzata dall’attore romano. Che ciò potesse accadere si era già percepito all’epoca della conferenza stampa di presentazione degli ultimi episodi andata in scena lo scorso febbraio, prima che il mondo intero venisse scaraventato nell’incubo pandemico. Proprio quei due capitoli della Collection, ossia Salvo amato, Livia mia e La rete di protezione, ci hanno tenuto compagnia, insieme alle repliche dei precedenti, nei 57 lunghissimi giorni di quarantena e lockdown che hanno costretto miliardi di italiani (e non solo) al confinamento domiciliare. Le parole pronunciate in quell’occasione da Zingaretti avevano suonato come un campanello d’allarme di una decisione, quella di abbandonare i panni di Salvo, che quasi scontata. In moltissimi, noi compresi, abbiamo fatto finta di non ascoltarle: “Addio a Montalbano? Camilleri vorrebbe che chiudessimo in bellezza”. Del resto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

L’addio di Zingaretti a Montalbano è una vera doccia fredda. Saluteremo anche la serie?

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Insomma, l’addio di Zingaretti a Montalbano è un vero choc per tutti coloro che amano e hanno amato le inchieste del Commissario, ma qualcosa ci fa pensare che su di esse non calerà il sipario. Visto l’enorme successo e i record di ascolti registrati in tutti questi anni, siamo sicuri che il personaggio non andrà in pensione. Difficilmente Mamma Rai, Rai Fiction e la Palomar si lasceranno sfuggire la “gallina dalle uova d’oro” della televisione nostrana. Urge dunque una contromossa per fare in modo che Montalbano, anche senza colui che lo ha impersonificato per decenni sullo schermo, non appenda la pistola e il distintivo al chiodo, proseguendo così le sue indagini in quel dell’immaginaria Vigàta. In tal senso, 007 ha continuato ad esistere nonostante Ian Fleming e Sean Connery, rinnovandosi continuamente, tra alti bassi, sino ai giorni nostri.

Il Commissario Montalbano cinematographe.it

Ora che questo possa accadere anche nel caso de Il Commissario Montalbano sarà il tempo a stabilirlo, ma c’è da dire che  comunque andrà lo spirito e la forza che animeranno i futuri tentativi non saranno per forza di cose gli stessi. Questo perché se l’assenza dello storico interprete è più o meno bypassabile con un sostituto più o meno all’altezza, quelle di Andrea Camilleri in fase di scrittura e di Alberto Sironi dietro la macchina da presa, scomparsi a pochissimi mesi di distanza l’uno dall’altro, sono di fatto incolmabili. Certo Francesco Bruni, da sempre al fianco di Camilleri nel lavoro di adattamento dalla carta al piccolo schermo, potrebbe dare la giusta continuità narrativa e drammaturgia, così come Gianluca Maria Tavarelli, firmatario della regia degli episodi del serie prequel de Il giovane Montalbano, potrebbe prendere il posto di Sironi al timone, ma non fino in fondo.   

Le scomparse di Camilleri e Sironi hanno pesato sulla scelta?

Il commissario Montalbano - la rete di protezione cinematographe.it

Qualcosa vuoi o non vuoi si è (inter)rotto ed è uno strappo che, per quanti sforzi si possano fare, difficilmente si potrà colmare. Ci sono ferite che nemmeno il tempo può cicatrizzare e le morti di Camilleri e Sironi lo sono a tutti gli effetti. Forse la pensa allo stesso modo anche Zingaretti, che per completare gli ultimi episodi ha dovuto persino sdoppiarsi, lavorando sia davanti che dietro la macchina da presa. Per sua stessa ammissione non è stato per nulla semplice, perché il peso della responsabilità lui l’ha sentito tutto sulle spalle dichiarando: “senza Camilleri e Sironi è stata un’avventura ciclopica. Questo è il primo anno che dolorosamente ci troviamo qui senza quello che non solo è stato il nostro padre letterario, nonché mio professore in Accademia, Andrea Camilleri, ma anche senza un altro grande punto fermo della serie che è stato il regista Alberto Sironi. Lui è stato capace di trasformare il materiale straordinario messo a disposizione dai romanzi in opere audiovisive che hanno scritto pagine importanti per la televisione italiana”. E come dargli torto, perché assenze come queste si fanno sentire e come.

Montalbano cinematographe.it

Dunque per l’attore è venuto il momento di congedarsi da quel personaggio che gli ha dato la notorietà e stavolta per sempre. Mai dire mai, ma siamo sicuri che non tornerà sui propri passi come aveva fatto in passato: “nel 2008 decisi di abbandonare Montalbano per un problema di strategia: pensavo, come insegnatomi da Camilleri in accademia, che bisognasse uscire tra gli applausi. Dopo due anni decidemmo insieme a produttori e autori di rifarlo perché ci mancava. È stata una scommessa vinta, perché gli applausi non sono finiti, ma aumentati”.

Chi raccoglierà il testimone di Zingaretti?

Il giovane Montalbano - Cinematographe.it

Quello del 2008 fu dunque un arrivederci, mentre quello giunto in questi giorni può considerarsi un addio, che secondo quanto dichiarato dal diretto interessato è legato anche a questioni personali e al desiderio di dedicarsi di più alla sua famiglia. Nel frattempo siamo pronti a goderci l’ultima volta di Zingaretti nei panni del Commissario con il 37° episodio dal titolo Il metodo Catalanotti, già girato ma di cui la l’azienda di Piazza Mazzini ha deciso di posticipare la messa in onda al 2021. La “caccia” al nuovo volto di Montalbano è dunque aperta, con la scelta che potrebbe ricadere su Michele Riondino, che lo ha interpretato dal 2012 al 2015 con enorme successo nelle due stagioni de Il giovane Montalbano. A questo punto non ci resta che attendere nuovi sviluppi, ma le scommesse su chi sarà il nuovo Commissario sono già aperte.

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