Too Old To Die Young cinematographe.it

Too Old To Die Young, la serie di Nicolas Winding Refn presentata fuori concorso al 72° Festival di Cannes, è rapidamente diventata uno degli eventi mediatici di questa stagione telefilmica, non solo per via della concezione stessa che ha Refn della sua creatura una serie solo nella forma, di fatto un film in 13 ore e/o in 10 parti – e di come il concetto di streaming abbia notevolmente influenzato la fruizione non solo del contenuto in sé, ma del ruolo stesso dello spettatore, ma anche perché piena summa della poetica Refniana fatta di luci artificiali, musica elettronica, silenzi vuoti e personaggi dalla dubbia moralità, lanciando così lo spettatore in un’esperienza audiovisiva che attinge a piene mani dal suo cinema e all’ambiente di pellicole come Drive (2011), Solo Dio Perdona (2013) e The Neon Demon (2016).

Too Old to Die Young: recensione della serie di Nicolas Winding Refn

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Non è un caso se abbiamo citato gli ultimi lavori del regista danese, è infatti da Drive in poi che Refn ha amplificato l’effetto straniante e distorsivo delle sue pellicole attraverso la scelta precisa di utilizzare ambienti bui composti principalmente da luci artificiali dai colori sì vivaci ma freddi, opachi, dove difficilmente si riesce a scorgere una familiarità, un sentimento – anche fosse il più piccolo barlume d’Amore – diverso da qualcosa che non sia rabbia, vendetta e (auto)condanna; in tal senso la colonna sonora di Cliff Martinez diventa l’autentico co-protagonista dei lavori di Refn. La scelta precisa del compositore statunitense, con il suo stile che unisce sonorità elettroniche e ambient-synch, a elementi classici, genera un totale distacco dalla realtà, dalle immagini che vediamo, creando una sorta di strano effetto onirico – più tendente all’incubo.

Too Old To Die Young – le sonorità narrative di Cliff Martinez

I brani di Cliff Martinez, per via della loro fortissima capacità distorsiva e onirica, sono degli autentici punti di forza del cinema di Refn e nel creare un’esperienza audiovisiva a 360 gradi, lo è stato per Drive e per The Neon Demon, non fa eccezioni Too Old To Die Young dove se alcuni brani electro-ambient vengono utilizzati in una particolare occasione per sottolineare un determinato momento all’interno della narrazione, – come nel caso di Viggo & Diana che suggella il rapporto romantico tra i personaggi interpretati da John Hawkes e Jena Malone, o Starlight Cantina che in apertura di racconto sottolinea che sarà un viaggio di sola andata per l’inferno – altri ancora si ripetono ossessivamente, anche come semplici “reprise”, ricordando così allo spettatore che ci stiamo muovendo in un determinato territorio narrativo che abbiamo già incontrato in un momento passato.

È il caso di Naked Guy Murder, che entra in scena ogni qualvolta ci imbattiamo in un momento nella narrazione in cui sta per capitare qualcosa di negativo o di moralmente dubbio da parte di un personaggio, un passo in più verso l’abisso – diventa dolorosamente il main theme di Martin Jones.

Brano dalla funzione similare rispetto a quello sopracitato, con No Smoking Allowed – Refn sottolinea momenti dalla dubbia moralità ma non necessariamente violenti, perlopiù ambigui e disturbanti.

Con High Priestess of Death, ci ritroviamo dinanzi a un brano similare nel concept a Naked Guy Murder, perché sottolinea l’evoluzione del personaggio di Yaritza (interpretato da Cristina Rodio) da ragazzina innocente ma non sprovveduta, ad assassina provetta a capo del Cartello messicano. Yaritza è anche il personaggio speculare di Martin con la sola differenza che il suo arco narrativo si conclude diversamente e in modo più “positivo”.

Too Old To Die Young – Nicolas Winding Refn spiega come vedere la sua serie tv

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Too Old To Die Young – Roland Alphonso, Stranger Cole e Prince Buster

I brani degli artisti sopracitati, in particolare nel caso di Rough & Tough di Stranger Cole e Ten Commandaments di Prince Buster, sono tutti inseriti in Too Old To Die Young con la funzione di alleggerire il tono della narrazione, permettendo a Refn di giocare sul contrasto tra musica leggera soul e latino-americana, e la crudeltà del suo mondo dove non c’è possibilità di redenzione.

Warlock di Roland Alphonso in particolare – ma anche nel caso di A Shot In The Dark, Determination e Scambalena – tutti brani che entrano in scena ogni qualvoltaMartin entra a contatto con la malavita di L.A. di Damian (interpretato da Babs Olusanmokun).

Too Old To Die YoungBubble Sex e Mandy

Non solo la colonna sonora di Cliff Martinez, in Too Old To Die Young ci sono anche una serie di casi narrativi particolarmente interessanti legati ad alcune canzoni conclamate nell’immaginario collettivo; la prima fra queste riguarda un classico delle canzoni d’Amore: Mandy di Barry Manilow, del 1974.

Eccoci arrivati alla sequenza iconica di tutto Too Old To Die Young quando Martin dà la caccia agli stupratori di ragazzi per tutto il deserto di Albuquerque in un inseguimento a metà tra Lost Highways (1997) e Breaking Bad (2008-2013), non a caso in una delle puntate – la quinta per la precisione – che Refn ha scelto tra quelle da presentare a Cannes, un pezzo di Cinema d’autore che da solo vale l’intera esperienza di Too Old To Die Young.

Il ruolo di Mandy all’interno della narrazione viene ulteriormente potenziato dalla canzone che passa alla radio pochi secondi prima e che uno dei fuggiaschi avrebbe preferito ascoltare, niente meno che Bubble Sex di Tommy Seebach; un contrasto notevole, quasi una lotta intestina tra la natura perversa e malata, ma al contempo romantica dei personaggi protagonisti della scena.

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Too Old To Die YoungTannhauser Overture e Zabriskie Point

In Too Old To Die Young c’è anche spazio per alcune composizioni classiche che spaziano da Mahler, a Haendel – già precedentemente usata da Stanley Kubrick in Barry Lyndon (1975) come tema principale del film, fino a Wagner.

È la celeberrima Tannhauser Overture di Richard Wagner la protagonista assoluta di uno dei momenti più alti di tutto Too Old To Die Young, quando Viggo, nella nona puntata, decide di lanciarsi in una missione (apparentemente) suicida in un covo di maniaci e stupratori poco lontano da Los Angeles; la sinfonia di Wagner dà lustro e magnificenza a una scena dall’altissimo potenziale narrativo che nell’estetica ricorda, anche per la tipologia di oggetti che vengono fatti esplodere, la celebre sequenza conclusiva di Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni – una totale demolizione dei costrutti della società, dal capitalismo, ai regimi.

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Too Old To Die Young – Goldfrapp e Alte Sacerdoti della Morte

L’atto conclusivo di Too Old To Die Young è una visita nella vita di Diana e Yaritza, l’uno l’antagonista dell’altra; due donne e due ruoli sociali in contrapposizione totale, nella ricchezza e povertà e con problemi legati al differente ceto sociale, ma in entrambi i casi legate da un invisibile legame di forza e dolore – donne condannate dal loro destino.

Questa totale antitesi ontologica viene sottolineata ulteriormente dalla connotazione musicale dei differenti momenti, quello di Diana è dato da Ooh La La dei Goldfrapp in sottofondo mentre balla in giro per casa.

Per Yaritza invece si tratta della reprise del suo main theme in chiave acustica, che sottolinea ulteriormente il dolore di cui si fa portatrice, e di come questo dolore – la sua condanna – la renda un’assetata macchina da guerra.

Too Old To Die Young è stata rilasciata da Amazon il 14 Giugno 2019. Nell trama si legge:

La vita del vice sceriffo della Contea di Los Angeles, Martin Jones, viene sconvolta durante una tragica notte. Viene infatti trascinato in un letale mondo sotterraneo fatto di cartelli della droga, assassini della Yakuza e misteriosi giustizieri. Ben presto si ritrova perduto in una surreale odissea di omicidi, misticismo e vendetta, mentre i peccati del suo passato lo inseguono.

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