The Walking Dead 11: analisi e spiegazione del finale di stagione

Lunga vita all'universo espanso, l'ultimo episodio di The Walking Dead getta le basi per i futuri spin-off. Analiziamo insieme i vari momenti

Ogni storia dovrebbe aver un inizio e una fine. Un viaggio di crescita, scoperta ed anche rinascita dei personaggi che porti ad una soddisfazione conclusiva. Tutto ciò in casa The Walking Dead non sembrano averlo capito e giungono all’ultimo episodio stanchi e senza più idee. Per tutto il corso dell’undicesima stagione abbiano assistito alla caduta del gioiellino della AMC, tra rovinosi cali produttivi e scelte narrative. La 24esima puntata, intitolata Riposa in pace, avrebbe dovuto chiudere il cerchio dei sopravvissuti all’apocalisse zombie, e invece apre la storia ai vari spin-off di prossima uscita. Tutto ciò va a minare la portata emotiva della serie madre, ormai sfaldata nelle sue singole parti.

L’ultima grande battaglia per la sopravvivenza, o per meglio dire della “giustizia”, sembra racchiudere il modus operandi di ben undici anni; una formula ormai trita e ritrita. Niente di nuovo, quindi, sul tavolo degli sceneggiatori, che ripescano a piene mani dagli escamotage delle stagioni passate. La controparte cartacea di The Walking Dead, opera del Robert Kirkman di Invincible, rifuggiva da tali espedienti, puntando così più al cuore che all’adrenalina con un finale struggente e di un certo spessore. Ma si sa, gli universi espansi fanno gola a tutti, anche alla rete televisiva della serie. La Marvel è stata precorritrice in questo, anche se con l’ultima annata di film e serie sembra aver mostrato il fianco ad una certa fallacità del sistema.

The Walking Dead 11, episodio finale -Cinematographe.it

Siamo sul piano dello sfruttamento fine a sé stesso, della rincorsa alla quantità più che alla qualità. Non mentiamo a noi stessi, dopo undici anni di programmazione cosa potrai raccontarci ancora questa apocalisse zombie? Prodotti come Fear The Walking Dead sono riusciti a trovare la propria nicchia, ma altri come The Walking Dead: World Beyond hanno dimostrato una netta mancanza d’inventiva. Aspetto non da poco, visto che il finale della serie si ricollega proprio a quel spin-off che tanto ha fatto storcere il naso ai fan. Neanche il ritorno della vecchia guardia riesce a coinvolgerci ed emozionarci. Mancano l’epica e il pathos che il finale avrebbe richiesto. Le immagini del passato scorrono senza raccontarci nulla. Ma non addentriamoci oltre nel fitto bosco delle digressioni, ed entriamo ora nei particolari di Riposa in pace.

L’ultima battaglia per la sopravvivenza, l’assalto del Commonwealth

Th Walking Dead 11x24 - Cinematographe.it

Accantonato l’esperimento sociale, al tavolo direttivo della AMC hanno deciso di puntare tutto sull’azione con un copia e incolla di situazioni passate e rinonimate. Il giochetto sembra aver funzionato per qualche tempo fino a che non abbiamo scoperto il trucco. Ed è in questo contesto che subentrano Pamela Milton e il Commonwealth in una formula ormai rodata: i nostri personaggi scoprono una nuova comunità, assistiamo all’incontro al disvelamento del cattivo e alla battaglia per spodestarlo e portare così pace e democrazia. Per ventiquattro episodi la sceneggiatura ci ha fatto girare in tondo, portano sullo schermo il peggio di The Walking Dead.

La terza e ultima parte ci ha portato alla mente Boris, e le scelte produttive dei personaggi e degli iconici sceneggiatori. Le battute collegate alla serie italiana ormai si sprecano, ma in questo caso giungono a pennello. Questo perché abbiamo assistito a dei veri e propri “non lo facciamo vedere”, a buchi di sceneggiatura e scelte registiche discutibili. Pensiamo all’inseguimento di Daryl nell’episodio precedente, in cui non viene mostrata la caduta del soldato del Commonwealth. Oppure, alla facilità con cui Maggie trova un chiodo nel bosco o ancora una volta il Commonwealth che condivide dettagli e posizioni di basi segrete. Tutto ciò ci fa pensare che Pamela Milton abbia preso come riferimento l’addestramento degli Stormtrooper di Star Wars. Al di là di questi dettagli The Walking Dead ha mancato proprio il bersaglio dell’emozione.

The Walking Dead 11x24 - Cinematographe.it

Neanche i racconti di Judith all’inizio di ogni episodio sembrano riuscire in tale intento; anche perché montaggio e sonoro non ci aiutano in tal senso. Detto ciò, nell’ultimo episodio di The Walking Dead i nostri protagonisti riescono a sconfiggere Pamela Milton, l’orda di zombie e riportare così la pace tra le comunità, niente di più e niente di meno. Il Luke di Dan Fogler torna giusto in tempo per lasciarci e con lui la tanto amata Rosita. Eppure, non sono i grandi addii dell’atto finale a destare scalpore, ma le ultime sequenze con il ritorno di Rick Grimes. È quell’universo espanso di cui abbiamo parlato pocanzi e che affronteremo ora nel dettaglio.

Il ritorno di Rick Grimes e la cavalcata di Michonne

The Walking Dead 11x24, Rick Grimes - Cinematographe.it

Tutti noi ci aspettavamo un ritorno di Rick Grimes in grande stile, ma non siamo stati accontentati. Tuttavia, il personaggio appare proprio all’ultimo, in una sequenza legata al personaggio di Michonne, intenta a trovarlo. Il momento vede l’ex sceriffo intento a scrivere una lettera che in seguito getterà in acqua detro una bottiglia. Lo troviamo scalzo, sporco e debilitato, ma a destare soprattutto la nostra attenzione è il simbolo sulla sua borsa. Ebbene sì, Rick è entrato in contatto con il CRM (Civic Republic Military) da cui sembra essere in fuga. Come sappiamo il personaggio è stato salvato da Jadis dopo l’esplosione del ponte nel quinto episodio della nona stagione. Su ciò che è avvenuto dopo aleggia un alone di mistero, ma un suggerimento ci è arrivato nel finale di The Walking Dead: World Beyond.

Nel finale della serie Jadis affermava di essere entrata nella CRM grazie ad uno scambio, per l’appunto quello di Rick Grimes, ma a quale scopo ancora non lo sappiamo. La scena avveniva a Philadelphia, luogo in cui sembra trovarsi anche Rick nella scena di Riposa in pace. Una Michonne, il cui outfit sembra un mash-up tra Okoye di Black Panther e un giocatore di Football americano, cavalca alla sua ricerca in mezzo ad un’immensa orda di zombie. I due si rincontreranno nella miniserie spin-off a loro dedicata, dopo che il progetto di una trilogia cinematografia è saltato.

MIchonne 11x24 - Cinematographe.it

La serie potrebbe arrivare nel 2023, e vedrebbe coinvolti alcuni personaggi di The Walking Dead: World Beyond, compresa la stessa Jadis interpretata da Pollyanna Mclntosh. Lo stesso principio ci sentiamo di applicarlo alla storyline di Daryl e al futuro spin-off sul personaggio, che dovrebbe arrivare in Francia. Vi ricorda qualcosa? Allora saprete che ogni punto delle varie serie partirà proprio da quanto mostrato in World Beyond.   

Tutti gli spin-off di The Walking Dead in cantiere

The Walking Dead, Daryl Dixon - Cinematographe.it

Daryl Dixon di nuovo on the road. Il personaggio parte ancora una volta alla ricerca di Rick, ma come sappiamo dai vari panel il suo viaggio lo porterà fino al vecchio continente, per l’esattezza in Francia. La storia quindi si collegherà presumibilmente con quanto mostrato nel finale di The Walking Dead: World Beyond. Nella sequenza dell’ultimo episodio abbiamo visto il laboratorio da dove probabilmente si è propagato il virus zombie dopo una serie di esperimenti. Se la nostra ipotesi è corretta, Daryl potrebbe scoprire l’origine di tutto e magari trovare anche una cura. Tuttavia, ci chiediamo se sia il personaggio adatto per una trama che sembra avere le tinte da thriller spionistico.

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Lasciando Daryl sulla sua moto, confrontiamoci ora con Maggie e Negan, a cui la produzione ha deciso di affidare una storyline secondo noi forzata. Dopo il loro ultimo dialogo, in cui “la vedova” confessa all’ex capo dei Salvatori di non riuscire a perdonarlo per l’uccisione di Glenn, è giusto pensare che lo spin-off a loro dedicato affronterà proprio questo tema. Con questo siamo a ben tre diramazioni della seria, se non consideriamo Tales of the Walking Dead, dal 21 novembre su Disney+, e Fear the Walking Dead.

The Walking Dead: Dead City - Cinematographe.it

Una proliferazione contenutistica a tema zombie tutta in una volta, ma ci poniamo ancora una volta la stessa domanda: cosa potrebbero raccontarci di nuovo dopo undici anni? La risposta, per ora, la conoscono solo ai vertici produttivi, anche se l’ambientazione europea potrebbe essere qualcosa di interessante e fresco. Non possiamo dire lo stesso di Negan e Maggie, il cui percorso poteva essere tranquillamente raccontato all’interno della serie madre. The Walking Dead ci lascia, ma non nel modo che avremmo immaginato una dècade fa. Nel frattempo possiamo attendere l’uscita dei vari spin-off, con la speranza di una redenzione.