The End of the F***ing World cinematographe.it

La stagione 2 di The End of the F***ing World è appena arrivata su Netflix e l’avventura di James e Alyssa si è conclusa: non ci sarà una terza stagione. Questi nuovi episodi chiudono il cerchio e permettono ai due protagonisti di portare a termine il loro percorso. Percorso che  – come era accaduto negli episodi precedenti – avviene a tempo di musica: e che musica.

The End of the F***ing World – stagione 2: recensione

La colonna sonora di The End of the F***ing World è composta da riff originali tra il rock e il folk, con melodie che accompagnano i suoi protagonisti tra il dramma e il sarcasmo. Non per niente è curata da un certo Graham Coxon, uno dei membri fondatori dei Blur, al 15esimo posto nella classifica dei chitarristi migliori degli ultimi 30 anni e definito da Noel Gallagher degli Oasisuno dei chitarristi più talentuosi della sua generazione“. Accanto ai brani originali, però, la serie TV di Channel 4 mette insieme una serie di canzoni più o meno recenti per raccontare la sua storia e la lista è davvero incredibile.

Ecco, allora, tutte le canzoni che trovate in The End of the F***ing World, di episodio in episodio.

Le canzoni della colonna sonora di The End of the F***ing World – stagione 2, episodio 1

La seconda stagione di The End of the F***ing World inizia con un brano che riconosceranno in molti. Si tratta di (You Don’t Know) How Glad I Am cantata da Nancy Wilson nell’estate 1964. Il brano arrivò all’undicesima posizione della classifica Hot 100 e in seconda posizione nella classifica Billboard Pop-Standard Singles. Nell’aprile 1965 (You Don’t Know) How Glad I Am ricevette il Grammy Award per la Miglior interpretazione R&B.

Rimaniamo negli anni Sessanta con il secondo brano dell’episodio: My Special Angel cantata dal gruppo The Vogues. Si tratta di una cover e l’originale è stata pubblicata nel 1957 da Jimmy Duncan. Questa versione raggiunse il settimo posto nella classifica Hot 100 chart.

C’è anche un brano di Scott Walker nella colonna sonora del primo episodio e si tratta di The Old Man’s Back Again il cui sottotitolo è (Dedicated to the Neo-Stalinist Regime). Il brano – che fa parte dell’album del 1969 Scott 4 -, si riferisce al Patto di Varsavia per l’invasione della Cecoslovacchia del 1968.

Il quarto brano presente nel primo episodio della nuova stagione di The End of the F***ing World è Wondrous Place, scritto da Jeff Lewis e Bill Giant. È cantato da Billy Fury che ne ha realizzate diverse versioni nel corso della sua carriera. L’uscita originale si piazzò al numero 25 nella UK Singles Chart alla fine degli anni ’60. La canzone tornò alla ribalta nel 2000 quando venne utilizzata per una pubblicità della Toyota Yaris.

Nell’episodio c’è anche il brano He’s a Keeper of the Fire scritto e cantato dalla cantautrice canadese Buffy Sainte-Marie. Fa parte del suo album Illumination, uscito nel dicembre 1969.

L’ultimo brano da ricordare del primo episodio della stagione 2 dello show Netflix è I’ll Always Watch Over You del gruppo di Philadelphia Turbans.

Le canzoni della colonna sonora di The End of the F***ing World – stagione 2, episodio 2

Nell’episodio 2 di The End of the F***ing World appaiono diversi brani che spaziano dal rock, al pop e fino al blues. La prima canzone è Gay Human Bones della band Harlem. La canzone fa parte del loro album del 2010 intitolato Hippies. Nella colonna sonora è presente un’altra loro canzone, che troverete più avanti.

Il secondo brano degno di nota dell’episodio è Your Very First Love dei The Dubs, brano del 1963. La band americana è un gruppo vocale (nato attorno al ’56) e che, tra le sue canzoni più celebri vanta Could This Be Magic, Don’t Ask Me to Be Lonely e Chapel of Dreams, la quale appare nel corso della stagione (ma la troverete più avanti).

Nella colonna sonora dell’episodio 2 c’è anche il brano Chills and Fever di Jet Harris, un musicista inglese che è stato il chitarrista dei The Shadows (dal ’58 al ’62) e che successivamente ha raggiunto il successo come solista e in coppia con il batterista Tony Meehan.

In questo episodio appare anche The End of the World cantata da Julie London. La canzone è stata scritta dal duo Arthur Kent e Sylvia Dee per la cantante Skeeter Davis all’inizio degli anni ’60. La versione della Davis è stata usata spesso nel cinema in film come Ragazze interrotte del 1999, I Love Radio Rock del 2009 e Madre! del 2017, ma anche in altre serie TV come Mad Men, Big LoveThe Man in the High Castle.

Tra le canzoni che avrete sicuramente notato nell’episodio 2 di The End of the F***ing World, c’è anche Ya Ya della London Music Works, un gruppo di artisti britannici specializzati nella composizione di colonne sonore.

Continuiamo con il brano I Love Her Still, I Always Will della band danese The Outsiders. Specializzati in musica psichedelica, sono rimasti attivi per tutti gli anni Sessanta.

Nell’episodio c’è anche questa canzone del 1963 intitolata Ruler of my Heart e cantata da Irma Thomas. La cantante soul statunitense è conosciuta anche con il soprannome di Soul Queen of New Orleans, la Regina del soul di New Orleans.

Chiudiamo la panoramica della seconda puntata con un’altra cantante strepitosa: Fontella Bass. La canzone presente è This Would Make Me Very Happy, del 1964.

Le canzoni della colonna sonora di The End of the F***ing World – stagione 2, episodio 3

L’episodio 3 di The End of the F***ing World stagione 2 è meno denso di canzoni, ma non per questo meno interessante. Si inizia con A Little Bit of Rain del cantautore statunitense Fred Neil. È famoso soprattutto per aver scritto brani per altri artisti famosi, tra i quali spicca Roy Orbison (e la canzone Candy Man).

C’è anche Bob Dylan nella colonna sonora del terzo episodio e appare con la canzone Wigwam, pubblicata dell’album del 1970 Self Portrait. Il brano è stato reinterpretato da diversi musicisti, tra cui i New Christy Minstrels e i direttori d’orchestra francesi Raymond Lefèvre e Caravelli. Anche Drafi Deutscher ne ha registrato una cover, in tedesco, intitolata Weil ich dich liebe (tradotto in Perché ti amo) nel 1970 e che raggiunse la Top 20 tedesca.

Un altro brano presente nella lista di canzoni della serie TV è Yeah cantata da Thee Unusuals e Jay Hamilton e presente nell’album Radio Zone Blanche, la colonna sonora di un’altra serie TV molto interessante: Black Spot, prodotto franco-belga creato da Mathieu Missoffe e diretta da Thierry Poiraud, insieme a Julien Despaux. La serie è trasmessa in Francia su France 2 e in Belgio sulla rete televisiva RTBF. Qui da noi potete trovare la prima stagione su Amazon Prime Video, mentre la seconda su Netflix.

Le canzoni della colonna sonora di The End of the F***ing World – stagione 2, episodio 4

L’offerta di canzoni aumenta in maniera esponenziale nella quarta puntata di The End of the F***ing World. Si parte con What You’ve Done to Me di Alma Cogan, cantante britannica attiva dalla metà degli anni ’50 alla metà dei ’60. Era soprannominata “the girl with the giggle“, ossia “la ragazza con la risatina“.

Ecco il già citato Chapel of Dreams del gruppo The Dubs, presente nella seconda stagione della serie anche con la canzone Your Very First Love.

Nella lista c’è anche il brano Who Knows Where the Time Goes?, canzone originariamente scritta e interpretata dalla cantante folk Sandy Denny e pubblicata originariamente nel 1967. Negli anni sono molti gli artisti che si sono cimentati in una reinterpretazione e tra questi ricordiamo Mia Doi Todd, Eva Cassidy, Judy Collins, Nanci Griffith, Cat Power, Nina Simone, Kate Wolf e Sinéad O’Connor. La versione che troviamo in puntata, però, è quella dei Fairport Convention insieme a Julianne Regan, apparsa nel film irlandese del 2012 Silence.

Proseguiamo con il brano Unholy Faces presente nell’album del 2015 Holdly di Florist, una band indie-pop nata a Brooklyn (New York).

Torniamo un po’ indietro nel tempo, invece, con l’ultima canzone che troviamo nella quarta puntata della stagione 2 di The End of the F***ing World. Si tratta di Trouble Is My Middle Name, canzone del 1962 di Bobby Vinton. Il brano è rimasto per 9 settimane nella classifica Billboard Hot 100 chart. Nel ’63 i The Brook Brothers ne registrarono una cover raggiungendo la 38esima posizione nella United Kingdom’s Record Retailer chart e un’altra versione venne realizzata nel 1966 da The Four Pennies.

Le canzoni della colonna sonora di The End of the F***ing World – stagione 2, episodio 5

L’episodio 5 della stagione di The End of the F***ing World comincia con il brano Say It Isn’t So di Frank Ifield. Il cantante australiano è diventato celebre per aver incorporato lo yodelling nella musica country.

Nell’episodio c’è anche il brano Oh Well del gruppo Fleetwood Mac. Composta nel 1969, la canzone è frutto della mente del leader della band Peter Green. Si divide in due parti: la prima è una canzone fast blues con delle parti cantate, la seconda è interamente strumentale con influenze classiche. Nella versione originale la seconda parte era presente come coda al termine del lato A della cassetta e riprendeva sul lato B.

Continuiamo con il brano Tell Me Not to Hurt della band The Shades, formata nel 1964 da Suzi Blodgett, Cindi Stouder e Jannie Gard.

Nella playlist della puntata compare anche il brano Ananais dei The Chosen Gospel Singers che, nonostante abbiano prodotto diversi successi tra gli anni ’50 e ’60, non sono un gruppo estremamente conosciuto. Nel corso negli anni la loro composizione è cambiata più volte, tanto che è difficile elencare con precisione chi sia stato un membro e in quale momento della storia del gruppo. The Chosen Gospel Singers nasce a Houston nel 1950 e originariamente è composto da J.B. Randall, Aaron Wyatt, Willie Rose e altri due membri conosciuti solo con i loro cognomi: Sheridan a Files.

Chiudiamo la quinta puntata con il brano I’m Not Like Everybody Else dei Kinks, pubblicata nel 1966 sul lato B del singolo Sunny Afternoon.

Le canzoni della colonna sonora di The End of the F***ing World – stagione 2, episodio 6

L’episodio 6 della seconda stagione si apre con il brano Broken Heart della band The Contessas.

A differenziarsi dal resto della colonna sonora di The End of the F***ing World c’è il brano Where is Love, dal musical premio Tony Oliver!, ispirato al romanzo Oliver Twist di Charles Dickens. Il musical è stato scritto da Lionel Bart e ha debuttato nel West End di Londra nel 1960.

Nella sesta puntata appare anche il brano She Knows, composto da Graham Coxon appositamente per la serie TV. Potete ascoltarlo qui sotto:

Appare anche il brano A Thousand Miles Away del gruppo vocale doo-wop americano Danny & the Juniors. La band di Philadelphia, nata nel 1955, era originariamente composta da Danny Rapp, Dave White, Frank Maffei e Joe Terranova.

Conclude la carrellata della sesta puntata il brano Fall della cantante irlandese Lisa Hannigan. La canzone, scritta dalla Hannigan insieme a Joe Henry, fa parte dell’album del 2016 At Swim.

Le canzoni della colonna sonora di The End of the F***ing World – stagione 2, episodio 7

Nel penultimo episodio della stagione appare una sola canzone riconoscibile. Si tratta del brano I’m a Dreamer di Josephine Foster, che dà anche il titolo al suo album del 2013.

Le canzoni della colonna sonora di The End of the F***ing World – stagione 2, episodio 8

Siamo arrivati all’ultimo episodio della stagione 2 di The End of the F***ing World. Il primo brano è Swervin’ degli Harlem. È il secondo brano presente della band garage rock americana composta da Michael Coomers, Curtis O’Mara e Jose Boyer. Il brano fa parte dell’album del 2019 Oh Boy!.

Nella puntata appare anche il brano I Lost Something in the Hills di Sibylle Baier. La canzone fa parte dell’album del 2006 Colour Green.

Ad accompagnare l’immagine di James e Alyssa finalmente insieme e pronti ad affrontare il futuro è Then You Can Tell Me Goodbye. La canzone è stata scritta da John D. Loudermilk ed è stata pubblicata nel 1962 cantata da Don Cherry in versione country. Da allora la canzone è stata reinterpretata diverse volte: la cover presente in The End of the F***ing World è quella cantata da Bettye Swann, registrata nel 1969.

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