Freud - Cinematographe.it
Per molti è la serie del momento, ciò di cui si aveva bisogno, un racconto del padre della psicanalisi colto da un altro punto di vista, per molti altri è uno show di cui si poteva fare a meno, un di più in cui si uniscono e mescolano occulto e ricostruzione. Si tratta di Freud, serie tv austriaca co-prodotta da Netflix, arrivata sulla piattaforma il 23 marzo, presentata al Festival di Berlino, nella sezione Berlinale. Il protagonista è un giovane neurologo nella Vienna del XIX, un alienista del tempo che non gode dei favori della comunità scientifica. Squattrinato e un po’ disperato prova a distruggere le teorie dell’epoca. Di seguito ci sono dieci consigli su alcune serie che possono avere qualche legame più o meno stretto, più o meno “didascalico” con il personaggio, l’atmosfera, la psicologia, l’idea di base che ha dato origine a Freud. Ci sono serie che raccontano la Vienna contemporanea a quella dello show austriaco, che mostrano uno stile simile, o quelle che, nonostante si svolgano in un periodo diverso, uniscono l’utilizzo della psicologia al lavoro investigativo.

L’alienista: psicologica

L'alienista - Cinematographe.it

1896, New York. Dopo che viene trovato mutilato e abbandonato vicino al ponte di Williamsburg il corpo di un ragazzo che si prostituiva, il neoeletto commissario di polizia Theodore Roosevelt lavora per scoprire il colpevole assieme al dottore Laszlo Kreizler, l’analista, e all’illustratore John Moore, suo amico di lunga data, per indagare nella massima segretezza. Il gruppo, al centro della serie L’alienista, si ritrova ad avere a che fare con gangster e poliziotti corrotti, cerca di entrare nella mente del serial killer e creare un profilo psicologico dell’assassino basandosi sui delitti. In una New York in pieno sviluppo industriale, l’uomo è condizionato da idee raccapriccianti sulla psicologia umana e in continuo conflitto tra quello che è peccato e malato pensare e quello che è buono e giusto.

Inevitabilmente ci sono punti in comune tra Kreizler e Freud e una linea di congiunzione tra le due atmosfere, inquietanti e misteriose, anzi sembra che la serie austriaca peschi a piene mani in L’alienista.

Penny Dreadful: sensuale

Penny Dreadfull - Cinematographe.it

Ad aiutare Freud c’è anche Fleur Salomé (che nel nome richiama la scrittrice e psicoanalista tedesca amica del neurologo Lou von Salomé), un’affascinante medium abitata da un demone, che diventa amica, amante e paziente dell’uomo. Freud ha in sé molto della carica di Penny Dreadful, un romanzo visivo in cui brilla l’estetica ottocentesca, proprio come la letteratura di quel periodo: Fleur cede al proprio demone ogni volta che fa sesso, è protagonista di sedute spiritiche, vaga per i vicoli di Vienna alla ricerca di qualcuno con cui sfogare i suoi istinti. La medium Fleur Salomé (Ella Rumpf), una giovane fanciulla ungherese che assomiglia a Eva Green, percorre un viaggio nelle proprie ossessioni, perseguitata da un demone macchiato di sangue. Eva Green veste i panni della sfaccettata angelica e demoniaca Vanessa Ives, un personaggio magnifico, in lotta, indebolita da forze soprannaturali, da sensi di colpa, da esperienze di vita e da una società che schiaccia i figli più fragili.

Ripper Street: criminale

Ripper Street - Cinematographe.itLondra, 1888. Da qualche mese è scomparso Jack lo Squartatore, non ci sono più omicidi, ma non c’è neppure un colpevole. Si ricomincia a vivere ma il timore c’è, è sotto pelle. In questo mondo vive Edmund Reid, ispettore di polizia che lavora con la sua squadra composta dal sergente Bennet Drake e dal capitano Homer Jackson, un medico americano dai modi poco eleganti. Questo racconta Ripper Street, un detective crime che mostra come il gruppo riesca tra enormi difficoltà a far emergere la giustizia.

Ciò che unisce le due storie è l’ambientazione, una Londra brutta, sporca e cattiva, e la scelta di raccontare una vicenda da una diversa angolazione.

Carnival Row: noir

Carnival Row - Cinematographe.itCarnival Row: recensione della serie TV Amazon Prime

La serie racconta di creature mitiche che sono fuggite dalla loro patria, devastata dalla guerra, e hanno trovato rifugio in città dove ora le tensioni sono sul punto di esplodere tra i cittadini e i nuovi arrivati. Al centro della narrazione c’è l’indagine su omicidi irrisolti che rompono gli equilibri e la pace che fino a questo momento regnava. Carnival Row oscilla tra fantasy e period, tra noir e thriller quanto tra dramma e romance.

The Frankenstein Chronicles: a pezzi

The Frankenstein ChroniclesThe Frankenstein Chronicles: recensione della serie TV Netflix

Ambientata nella capitale inglese nell’800, The Frankenstein Chronicles mischia fantasia, letteratura e realtà e porta sul piccolo schermo una storia che affascina, stupisce e turba lo spettatore. Si tenta di catturarlo con misteri, ambientazione cupa e il protagonista John Marlott, un uomo tormentato con una storia difficile alle spalle che indaga su un omicidio efferato, un corpo senza vita, chiamato “The monster”, ritrovato nel Tamigi.

Anche in questo caso il punto in comune è l’oscurità e la cupezza in cui i personaggi sono immersi.

Vienna Blood: viennese

Vienna Blood - Cinematographe.itSiamo a Vienna, agli inizi del ‘900; questa è l’ambientazione di Vienna Blood: la città sta vivendo un’epoca di grande prosperità economica, artistica e culturale. È la belle époque, l’età dell’oro prima della disperazione, della fame delle due guerre mondiali. A Vienna esercita la professione il dottor Max Liebermann, giovane medico, rimasto affascinato dalle teorie di Freud, che riesce a lavorare accanto all’investigatore Oskar Rheinhardt per vedere se quelle teorie possono aiutare a catturare i criminali. Prima il poliziotto è diffidente, poi apertamente infastidito dai modi saccenti del medico, infine molto grato per il suo aiuto decisivo. Evidentemente il rapporto tra le due serie c’è: Liebermann è un fan accanito del padre della psicanalisi, il periodo è quello, lui mette in pratica gli stessi “strumenti” freudiani.

Hannibal: “empatica”

Hannibal - Cinematographe.itHannibal: recensione della serie TV

“Io sono una casa. È buio al mio interno, la mia coscienza è una luce solitaria, una candela al vento. Tutto il resto è avvolto nell’ombra. Ma le altre stanze ci sono, nicchie, corridoi, scale, porte, sono sempre lì”

Ogni cosa che vive dentro di noi ci tormenta. Questo dice Freud ed è un po’ l’idea che muove il lavoro di Will Graham, profiler dell’FBI, protagonista della serie Hannibal, che ha un modo unico di entrare nella mente dei killer, l’empatia. Graham inizia a creare un rapporto con Hannibal Lecter, ne conosce le nicchie più profonde, le scale più nascoste, le porte dietro cui scopre mondi pazzeschi, affascinanti e pericolosi.

Mindhunter: “seriale”

MIndhunter - Cinematographe.itMindhunter: recensione della serie TV

Non si parla dell’Austria o della Vienna di Freud, si parla dell’oggi, dell’FBI e del serial killer. Sembra un volo pindarico, invece no. Se si ha voglia di vedere una serie in cui si parla della psicologia applicata all’investigazione c’è sicuramente Mindhunter. C’è la mente malata del killer, un profilo da creare per capire cosa muove un criminale. Holden Ford, negoziatore frustrato dell’FBI, collabora coll’agente Bill Tench del reparto scienze comportamentali e con la professoressa Wendy Carr, inizia a studiare una nuova tipologia di assassino, il cosiddetto “serial killer” e la “profilazione”, un nuovo metodo di indagine ed identificazione del colpevole.

Sherlock: mitologica

Sherlock - Cinematographe.itSherlock: quanto Sherlock c è in Dracula? Le serie TV di Gatiss e Moffat a confronto

Il giovane Freud è rappresentato come una patinatissima figura mitologica che nasce con le stesse buone intenzioni con cui è nato lo Sherlock Holmes di Benedict Cumberbatch, protagonista di Sherlock. In una Londra fumosa e grigia Sherlock è freddo e cinico, introverso e arrogante, è un geniale investigatore che vuole esser più intelligente del criminale di turno e della polizia. Anche in questo caso sembra un salto nel buio ma questi due personaggi che investigano utilizzando altre armi hanno in comune la volontà dei creatori di scrivere un personaggio mitico ma anche moderno, affascinante e intelligente.

Criminal Minds: mentale

Criminal Minds - Cinematographe.it Su questa scia si inserisce anche Criminal Minds che racconta di un gruppo dell’FBI che si occupa dell’analisi comportamentale dell’individuo per risolvere i crimini costruendo i profili psicologici di chi li ha commessi. La mente umana si apre di fronte agli occhi dello spettatore, i profiler hanno le chiavi per poter penetrare nei suoi più reconditi meandri e appare chiaro quanto sia fondamentale scoprirne i meccanismi per sciogliere i più profondi nodi dell’animo umano e capire chi si cela dietro allo sconosciuto killer. Questa è una serie che utilizza strumenti più avanzati ma vi è lo stesso interesse per l’io.