Ms. Marvel: analisi e spiegazione del finale che cambia l’MCU

Il finale di stagione di Ms. Marvel sorprende tutti introducendo [SPOILER] cambiando per sempre il Marvel Cinematic Universe

Arrivati al finale di Ms. Marvel, una domanda – prima solo una sensazione –  si insinua nella nostra mente: il Marvel Cinematic Universe è giunto al suo inesorabile declino? Non possiamo ancora saperlo, ma la scarsa riuscita di molti dei prodotti della Fase 4 lo farebbero presumere. L’esordio delle serie su Disney+ era stato accolto positivamente da critica e pubblico, soprattutto grazie a WandaVision, ma qualcosa si è incrinato nel tempo. Hawkeye non ha avuto la cassa di risonanza sperata, Moon Knight è stato un disastroso esperimento e le problematiche di She-Hulk le conosciamo ormai tutti, non ultima la polemica sugli standard imposti ai professionisti della VFX. Insomma, un’insoddisfazione generale che ha colpito anche i film della saga; per quanto i cinecomic Marvel siano ancora i campioni d’incassi nelle sale.

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La critica è rivolta al mantenimento narrativo di queste pellicole, ben al di sotto degli standard a cui siamo stati abituati. Dal punto di vista emotivo Spider-Man: No Way Home non ha eguali e il tocco di Sam Raimi in Doctor Strange: The Multiverse of Madness è semplicemente magistrale. Tuttavia, il problema è sempre lo stesso: delle sceneggiature tenute in piedi con lo scotch. Per le serie di Disney+ il discorso è differente, in quanto il giudizio tocca altri aspetti. Questo è dipeso dal nuovo piano di Kevin Feige, e il produrre di più ma con meno qualità. Seguendo una linea discendente, però, la qualità dei prodotti è praticamente in caduta libera. Ms. Marvel non raggiunge i livelli di Moon Knight, questo è certo, ma comunque soffre di quella frettolosità nel concludere la storia, al fine ultimo di per poterla collegare a un prodotto futuro. Nel caso della nuova eroina del New Jersey non tutto è da buttare, e alcune cose hanno funzionato meglio di altre, ma andiamo con ordine.

Ms. Marvel e la nascita di una nuova eroina

Ms. Marvel - Cinematographe.it

I primi episodi di Ms. Marvel erano stati accolti positivamente, per quanto su queste pagine avevamo notato alcune forzature e ingenuità. Eppure, al di là di qualche inciampo, la serie sembrava possedere una sua identità e un’ottima caratterizzazione del mondo della protagonista. Iman Vellani è perfetta nel ruolo di Kamala Khan, sprizza energia da tutti i pori. È frizzante ma dallo sguardo ingenuo, come solo una ragazza della sua età può essere. Di tutto ciò avevamo apprezzato il realismo del personaggio, più vicino a quello di una reale adolescente che non ha quello di un’adulta nel corpo di una ragazza; come spesso capita nella caratterizzazione di personaggi in prodotti teen-adult. I problemi di Kamala rientravano perfettamente nella cornice del contesto sociale, quello di una famiglia pakistana di religione mussulmana in America.

La serie ha saputo cogliere colori, musiche, slang ed emozioni di una comunità senza cascare nello stereotipo. Di Ms. Marvel abbiamo apprezzato soprattutto questo: la sua umanità e la serietà nel trattare determinati temi. Il comparto registico-visivo lo abbiamo trovato fin troppo saturo, almeno nel primo episodio, ma la linea che sembrava star seguendo ci è parsa ottima. Purtroppo, il terzo episodio ha smontato tale idillio, puntando troppo in alto. In soli sei episodi la produzione ha voluto inserire fin troppi elementi, personaggi, nemici e chi più ne ha più ne metta. Secondo noi i problemi fondamentali sono due, a cui se ne aggiungono altri minori. Il primo è la gestione dei villain, i djinn sono pressoché una barzelletta, bidimensionali e quasi inutili a fini della crescita personale di Kamala. Questi scompaiono ben presto nel quinto episodio, sostituiti dal Damage Control. Quest’ultimo è trattato alla stregua dell’Impero in Obi-Wan Kenobi, ossia una manica di inetti con manie di grandezza.

Ms. Marvel - Cinematographe.it

Il secondo problema fondamentale è la gestione dei poteri di Kamala Khan, a cui è stata intessuta una storia creata ad hoc per la serie. Se da una parte era l’unico modo, dall’altra la gestione narrativa ha fatto spremere le meningi ai più. Il culmine arriva con il finale di stagione e la rivelazione sui talenti di Ms. Marvel. Qualcosa di tanto atteso nel Marvel Cinematic Universe viene introdotto in maniera blanda, superficiale e con poca coerenza con la lore di questo universo. Quanto segue contiene diverse spoiler, si consiglia quindi la lettura a coloro che hanno visto l’ultimo episodio.

Reazioni innaturali e trampolieri in erba

Ms. Marvel - Cinematographe.it

Come dicevamo, la storia del Pakistan durante la partizione e il contesto sociale della protagonista sono stati i punti a favore di Ms. Marvel. Anche il rapporto della protagonista con la propria famiglia aveva qualcosa di intimo e profondo. Come ogni teen-drama che si rispetti, il personaggio principale deve pur aver un conflitto inziale con la madre. L’evoluzione di tale rapporto prosegue lineare nel corso della serie, a cozzare sono invece le reazioni dei personaggi ai vari eventi. Kamala reagisce fin troppo bene alle sfide che le si presentano davanti, come se tutto quello che le sta succedendo fosse quasi normale. Lo stesso vale per la sua famiglia alla scoperta dei suoi poteri e della sua identità. Con fin troppa tranquillità ne accettano il percorso, di essere dei Djiin provenienti da un’altra dimensione e che Kamala sia una supereroina.

Fino a qualche episodio prima erano in pensiero per un evento come l’Avengers-Con, ma il possedere dei superpoteri, a quanto pare, tranquillizza qualsiasi genitore. Il fatto è che stiamo parlando di un’adolescente senza addestramento, che potrebbe causare danni ingenti alla città, oltre a mettere in gioco la propria vita. Tuttavia, in storie di genere, questo non è mai stato un problema, pensiamo ai ragazzini di Stranger Things. Detto ciò, il finale di stagione presenta anche problemi di visual effect, almeno secondo noi. Nella battaglia contro il Damage Control – sì sembrava Mamma ho perso l’aereo – la nostra rinonimata Ms. Marvel dà pieno sfogo ai suoi poteri, ingigantendo i propri arti come nei fumetti. La resa, però, è alquanto imbarazzante.

Ms. Marvel – Cosa succede nel finale della serie TV?

Ms. Marvel - Cinematographe.it

Le gambe allungate di Kamala la rendono davvero goffa, un mix tra Seamus Levine dei Griffin e un trampoliere alle prime armi. Non sappiamo chi alla Marvel abbia pensato che tale aspetto fosse epico e avvincente, perché il risultato è l’esatto opposto. Lo strampalato modo di camminare della protagonista smorza una scena davvero bella e carica di messaggio, in cui la comunità si stringe a difesa dei propri eroi contro coloro che li hanno sempre additati e guardati con sospetto. Quella di Ms. Marvel è una forte critica verso l’odio riservato alle comunità mussulmane in America e non solo. Da questo punto di vista, la serie ha svolto un buon lavoro, confermando la volontà di andare oltre il cliché dei supereroi.

Ms. Marvel e le nuove origini che ribaltano il Marvel Cinematic Universe

X-Men - Cinematographe.it

Veniamo ora alla ciccia, alla parte inaspettata che ha spiazzato tutti quanti. Proseguendo sulla scia dell’innaturale, il nostro Bruno – lo ribadiamo, un adolescente – ha portato avanti un’indagine genetica sulla famiglia di Kamala Khan su richiesta del fratello della ragazza. Bruno o Bryan, come volete, scopre che c’è qualcosa di diverso nel corredo genetico, una mutazione che la rende diversa. Mentre il ragazzo pronuncia queste parole in sottofondo sentiamo l’icona sigla del cartone degli X-Men del ’97, la stessa usata da Sam Raimi nell’introdurre Charles Xavier nel suo Doctor Strange: The Multiverse of Madness. A quanto pare, ogni volta che si nomineranno i mutanti o ne vedremo uno scatterà sempre la sigla del cartoon, va bene.

È una grande rivelazione trattata alla stregua di una qualsiasi esater egg. L’introduzione dei mutanti nell’MCU arriva da Bruno, sì esattamente. Non sappiamo il come al perché, e la risposta arriverà più avanti, sappiamo solo che esistono. Kamala è una mutante, ma lo è perché viene da un’altra dimensione? È perché è metà umana e metà Djinn? I mutanti esistono e nessuno ne ha mai visto uno? Non lo sappiamo, sappiamo solo che la produzione ha fatto il passo più lungo della gamba. Perché a questo punto ci sorge un dubbio e riguarda i poteri di Ms. Marvel, li ha per via del bracciale e del fatto che è per metà umana o perché è una mutante? E ancora, perché Kamran usa i poteri se non ha il bracciale, è un mutante anche lui? Il finale di stagione ci abbandona con più domande che risposte, lasciandoci interdetti sul modo in cui sono stati trattati alcuni passaggi fondamentali. La scena lascia il passo ai titoli di coda e alla scena post credit di rito.

Qualcuno ha detto Carol Danvers?

The Marvels - Cinematographe.it

Era scontato che Brie Larson sarebbe comparsa nella serie nelle vesti di Captain Marvel, in quanto Ms. Marvel è strettamente legata al secondo film sulla guerriera spaziale. Come sappiamo The Marvels vedrà riunito il trio composto da Carol Danvers, Kamala Khan e Monica Rambeau alias Photon. Inoltre, è proprio Carol Danvers a passare il testimone alla giovane eroina, facendole dono del suo vecchio nome da battaglia, questo almeno nei fumetti. Ma veniamo alla scena post credit. Kamala si sdraia sul proprio letto, mentre il bracciale inizia a illuminarsi in modo strano. La ragazza si alza interdetta è si smaterializza come i maghi e le streghe di Harry Potter. Al suo posto compare Carol Danvers che, guardandosi intorno capisce di essere all’intero della camera di una sua grande fan e scappa via.

Mar-Vell

Non sappiamo cosa sia successo, ma il potere del bracciale ricorda molto quello delle Nega-Bande appartenute al Captain Marvel originale. Nei fumetti il loro potere è pressoché identico, e confermerebbe la teoria per cui l’essere blu visto nel terzo episodio fosse proprio un Kree, la specie aliena a cui apparteneva l’originale Captain Marvel, e con cui ha convissuto Carol. La nostra teoria è che il bracciale di Kamala sia uno delle Nega-Bande, ma soltanto The Marvels potrà darci queste risposte. Nel frattempo non possiamo dirci davvero soddisfatti della serie con protagonista Kamala Khan, la cui storia denota una certa negligenza da parte dei Marvel Studios nel creare le proprie storie.