Freud: la serie Netflix sul padre della psicoanalisi racconta una storia vera?

La serie Netflix su Sigmund Freud mette insieme le più note intuizioni psicoanalitiche del personaggio con una sua spiccata attitudine a risolvere crimini. Ma cosa c'è di vero?

Sigmund Freud è stato un neurologo, psicoanalista e filosofo austriaco, fondatore della psicoanalisi, la più celebre tra le correnti teoriche e pratiche della psicologia. È noto per aver elaborato una teoria scientifico-filosofica, secondo la quale i processi psichici inconsci esercitano influssi determinanti sul pensiero, sul comportamento umano e sulle interazioni tra individui.
Di formazione medica, tentò di stabilire correlazioni tra il concetto di inconscio, una sorta di ambiente simbolico in cui hanno luogo processi reali, e le strutture fisiche della mente e del corpo umano, teorie che hanno trovato parziale conferma anche nella moderna neurologia e psichiatria.

La nuova serie Netflix dedicata alla storia del padre della psicoanalisi mette insieme elementi di realtà, relativi alla vita e alle vicissitudini del protagonista, con una trama totalmente romanzata, che svolge la funzione di offrire un contesto più avvincente alla vita del celebre medico.

Diciamolo chiaro, Freud – con tutti i suoi lati oscuri – non diede mai la caccia a nessun omicida, ma lo show è abile nel mostrare come il giovane medico avrebbe potuto mettere le sue intuizioni psicoanalitiche al servizio della risoluzione di certi crimini.

Freud: dal personaggio reale alla fiction

Freud, Cinematographe.it

La serie è ambientata nella Vienna del 1880, dove il medico visse per gran parte della sua vita. Lì frequentò l’Università di Vienna nel 1873 per studiare medicina, continuando a lavorare presso il locale General Hospital.
La serie Netflix esplora alcuni dei primi lavori del personaggio nella sfera della psicoanalisi, come le brevi sperimentazioni con l’ipnosi.
Per prepararsi a interpretare il protagonista, l’attore Robert Finster ha dichiarato di essersi lasciato ipnotizzare durante la sua fase di ricerca. Ha anche detto di aver studiato e analizzato le più grandi teorie di Freud.

È un pozzo senza fondo. Avrei potuto fare ricerche per anni. Naturalmente non c’era molto tempo, quindi ho dovuto limitarmi“, ha detto.
Finster ha precisato di essersi concentrato sugli anni della gioventù di Freud, essendo la serie basata sui primi anni della sua carriera.

Un altro aspetto di Freud che appare basato sulla vita reale del medico è il personaggio di Fleur Salomé, una medium che si unisce a lui per aiutarlo a risolvere i casi. Tale figura, sembra vagamente basata su quella di Lou Andreas-Salomé, studentessa, amica e confidente di Freud, secondo The New York Review of Books, che riferisce che la vera Salomé, “sebbene non fosse una medium, era in grado di anticipare delle connessioni che altri non riuscivano ancora vedere“. Freud una volta disse in una lettera che Salomé era in grado di capire le persone meglio di quanto loro stesse sapessero fare.

Freud, Cinematographe.it

Nella serie Netflix, c’è molta tensione romantica tra Freud e il personaggio di Fleur Salomé. Il New York Times ha riferito che ci sono state voci secondo cui i veri personaggi potrebbero aver provato sentimenti reciproci, ma ciò non è mai stato provato. Tuttavia, dato che la serie si svolge nel 1880 e il NYT ha riferito che i due non si sono incontrati fino al 1911, gli spettatori non dovrebbero fare troppo affidamento su ciò che la serie presenta riguardo alla loro presunta storia d’amore.

Una serie avvincente ma volutamente romanzata

Il regista Marvin Kren ha dichiarato a Variety che, quando ha realizzato la serie, non voleva che “apparisse troppo storica“. Ha detto: “Vogliamo fare appello a un pubblico giovane e moderno“. Per fare ciò, la serie doveva contenere “elementi moderni e provocatori mescolati con aspetti storici“. Lo spettacolo è stato anche messo alla prova dal fatto che Freud “notoriamente controllava il modo in cui venivano presentate la sua storia e la sua biografia“, come ha detto Kren, quindi non ci sono molte informazioni attendibili sulla sua vita personale, anche se, secondo quanto riferito, l’abuso di cocaina è verosimilmente collegabile alla personalità dell’uomo.

Per realizzare la serie, quindi, ci si è dovuti accontentare delle poche informazioni certe sul protagonista, con lo show che si è preso numerose libertà creative per presentare al pubblico una storia elettrizzante in salsa crime sullo psicoanalista in erba, in parte mortificando (forse involontariamente) la portata storico-scientifica del suo lavoro.

Freud, Cinematographe.it

Le idee e le teorie di Freud – viste con diffidenza negli ambienti della Vienna del XIX secolo – sono, a onor del vero, dibattute ancora oggi, non solo in ambito medico-scientifico, ma anche accademico, letterario, filosofico e culturale. Molti hanno messo in discussione l’efficacia terapeutica della psicoanalisi. Di questo fatto Freud stesso era probabilmente consapevole, avendo sostenuto che la psicoanalisi fosse una valida terapia, ma che sarebbe poi stata superata da altre teorie della mente più raffinate ed evolute. Seguendo le sue stesse parole:

L’avvenire forse ci insegnerà ad influenzare direttamente, con speciali sostanze chimiche, le quantità d’energia e la loro distribuzione nell’apparato psichico (…) probabilmente il futuro stabilirà che l’importanza della psicoanalisi come scienza dell’inconscio oltrepassa di gran lunga la sua importanza terapeutica.

In conclusione, va detto che non è la prima volta che il personaggio viene immaginato in veste investigativa: un precedente show chiamato Freud: The Secret Casebook vedeva lo psicoanalisti risolvere casi impossibili, ma il progetto è rimasto bloccato nella fase di sviluppo.
Esiste anche un romanzo intitolato The Interpretation of Murder, in cui Freud risolve un omicidio di New York nel 1909. Secondo The Guardian, il medico è stato anche un grande lettore di romanzi polizieschi, compresi quelli su Sherlock Holmes. Quindi, pur non avendo mai risolto crimini nella vita reale, il padre della psicoanalisi sarebbe stato probabilmente lusingato da una serie TV che lo vedeva farlo. O almeno così si spera.

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