Dawson’s Creek e tutti i segreti della sigla. Ancora e sempre Anowanuwei

Ecco tutti i segreti di I don't want to wait di Paula Cole, il brano che ha accompagnato molti dei nostri pomeriggi davanti a Dawson's Creek.

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“I don’t want to wait (for our lives to be over)”: queste sono le indecifrabili parole che aprono una delle sigle più iconiche di sempre, quella di Dawson’s Creek. Ma l’avventura del brano all’interno della serie tv (e per osmosi nelle nostre case) è stato tutt’altro che lineare, anche se nella memoria storica televisiva niente può offuscare il successo e la riconoscibilità di quel tanto amato “tu tu tu tu tu“. Prima di guardare al passato, però, è bene mettere subito in chiaro le cose: quando Dawson’s Creek apparirà su Netflix, la sigla sarà diversa, almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti. Il motivo è più banale del previsto: sussiste infatti un problema di diritti scaduti per l’utilizzo del celebre brano, che nemmeno il colosso dello streaming ha saputo risolvere.

I don’t want to wait: video e significato della famosa sigla di Dawson’s Creek

Partiamo dalle basi. La canzone che è diventata per tutti “la sigla di Dawson’s Creek” è I don’t want to wait di Paula Cole, pubblicata nel 1997 e incentrata sul racconto di un amore eterno, capace di sfidare i limiti del tempo e addirittura la morte. Basta in effetti dare uno sguardo al testo per trovare riferimenti alla Seconda guerra mondiale e alla necessità di vivere fino ogni momento, senza aspettare che il tempo a nostra disposizione sia finito per gioire del proprio amore idilliaco. La fonte di ispirazione per la cantante, secondo quanto da lei raccontato, sarebbe infatti stata la storia d’amore di suo nonno (giunto al termine della vita) e di sua moglie. Sebbene il brano di per sé avrebbe potuto passare in sordina, l’irresistibile assonanza tra l’incipit del ritornello e lo scioglilingua “Anowanuwei” ha fatto il resto del lavoro per far entrare questa performance nella storia della tv.

Dawson’s Creek non è sempre stato “Anowanuwei”: ecco qual era la prima sigla

Dawson's Creek - Cinematographe.it
Paula Cole, la cantante di I don’t want to wait in una recente intervista.

La canzone di Paula Cole, però, arriva a Dawson’s Creek solo a partire dalla seconda stagione: la prima tornata di episodi era infatti accompagnata dal brano Run like Mad di Jann Arden che fu sostituita poi da I don’t want to wait solo in seconda battuta, dopo che gli autori della serie non erano riusciti ad accaparrarsi i diritti di Hand in My Pocket di Alanis Morrisette, proprio per l’opposizione della cantautrice canadese arrivata ai produttori solo sei giorni prima della consegna del montaggio definitivo. La strada per il successo non è certo stata lineare, ma alla fine il connubio tra Dawson’s Creek e Paula Cole ha decretato la definitiva vittoria del brano. Oltre a questo, sono tante le canzoni il cui successo è stato decisamente amplificato dall’utilizzo in questa serie (Kiss me dei Sixpence None the Richer o Kiss the Rain di Billie Myers), ma nessuno di essi è identificabile come l’intramontabile “Anowanuwei”.

Il cast non ha mai imparato la sigla della serie TV

CInematographe.it, Dawson's Creek

Nonostante tutto, però, Paula Cole potrebbe avere un altro sogno nel cassetto: che i protagonisti della serie imparino il testo della canzone anziché canticchiarlo mugugnando strane parole, proprio come facciamo noi. Durante la reunion del cast promossa da Entertainment Weekly, infatti, gli attori non hanno fatto mistero del fatto di non conoscere la canzone che ha aiutato a far entrare nell’Olimpo della tv la loro serie; solo Busy Phillips è riuscita ad abbozzarne il ritornello. Si può comunque consolare Paula Cole, visto che I don’t want to wait è riuscita a piazzarsi tra le 100 migliori canzoni degli Anni ’90 secondo la classifica di VH1.

Leggi anche Dawson’s Creek: come è cambiato il cast?

Di seguito il testo di I don’t want to wait:

So open up your morning light
And say a little prayer for I
You know that if we are to stay alive
Then see the peace in every eye

She had two babies, one was six months, one was three
In the war of ’44
Every telephone ring, every heartbeat stinging
When she thought it was God calling her
Oh, would her son grow to know his father?

I don’t want to wait for our lives to be over
I want to know right now what will it be
I don’t want to wait for our lives to be over
Will it be yes or will it be sorry?

He showed up all wet on the rainy front step
Wearing shrapnel in his skin
And the war he saw lives inside him still
It’s so hard to be gentle and warm
The years pass by and now he has granddaughters

I don’t want to to wait for our lives to be over
I want to know right now what will it be
I don’t want to wait for our lives to be over
Will it be yes or will it be sorry?

You look at me from across the room
You’re wearing your anguish again
Believe me I know the feeling
It sucks you into the jaws of anger
So breathe a little more deeply my love
All we have is this very moment
And I don’t want to do what his father
And his father, and his father did
I want to be here now
So open up your morning light
And say a little prayer for I
You know that if we are to stay alive
Then see the peace in every eye

I don’t want to to wait for our lives to be over
I want to know right now what will it be
I don’t want to wait for our lives to be over
Will it be yes or will it be sorry?

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