Il Commissario Montalbano: storia di un successo che si è fatto “coscienza collettiva”

Tornano su RaiUno, nello splendore del 4K, i primi mitici episodi della saga creata da Andrea Camilleri

Il Commissario Montalbano torna in TV dal 14 settembre 2022. Non sono puntate nuove (l’ultima, il poco riuscito Metodo Catanalotti, ha chiuso il ciclo a marzo del 2021); e non sono propriamente le solite repliche, che periodicamente raccolgono uno stuolo di telespettatori indipendentemente dal titolo proposto.

Perché sono i primi quattro film (Il Ladro Di Merendine, La Voce Del Violino, La Forma Dell’Acqua e il bellissimo Cane di terracotta) andati in onda tra il 1999 e il 2000 e ispirati rispettivamente ai romanzi della saga letteraria edita da Sellerio numero tre, quattro, uno e due.

Leggi la nostra recensione de Il Metodo Catanalotti

Di ladri e di voci

Era l’alba del nuovo secolo (1999) quando su RaiUno arrivava la trasposizione dalla serie poliziesca a firma Andrea Camilleri: il Commissario Montalbano aveva le fattezze di un Luca Zingaretti che dà una svolta alla sua carriera, e la prima stagione -composta da due film tv, in pratica- riprendeva le storie di Il Ladro Di Merendine e La Voce Del Violino.

Da allora sono seguite altre 14 stagioni e 35 episodi, che hanno reso il commissario siciliano un vero e proprio eroe nazionalpopolare e la fiction Rai un punto fermo della rete, portabandiera di una serialità all’italiana che sa(peva) essere di qualità.

Il Commissario Montalbano cinematographe.it

Il Commissario Montalbano ha creato un inedito e sicuramente affascinante equilibrio tra il folklore siculo, il nero accecante della cronaca e una comicità mai stonata su personaggi delineati in maniera tridimensionale nel loro essere bozzettistici.

Ma di sicuro, dietro il successo di un personaggio vincente e storie perfettamente bilanciate tra inquietudini e solari elementi gialli, c’è la personalità e la penna di Camilleri.

Andrea Camilleri, creatore di Montalbano

Parole, parole, parole

Su di lui hanno detto e scritto di tutto: “è come una cassata, meravigliosa torta piena di squisitezze ma zeppa di stucchevoli canditi, pesante e indigesta”, Pietrangelo Buttafuoco; “i suoi romanzi non hanno nessuna necessità espressiva”, Massimo Onofri; “inventa una Sicilia arcaica, una separatezza che ovviamente non esiste se non come stereotipo”, Francesco Merlo.

Si potrebbe andare avanti per molto: ma meglio fermarsi e sottolineare come i numeri, purtroppo o per fortuna, hanno delle conseguenze. Trenta milioni di copie sono un numero impressionante, e equivalgono ad un successo nel quale in tanti vedono il diavolo.

Il Commissario Montalbano cinematographe.it

Tutti dimenticano, o fanno finta di dimenticare, che Camilleri è uno straordinario autore di letteratura popolare, fieramente popolare, un genere che in Italia è il “nemico carissimo” della critica e degli scrittori “alti”: culturalmente, dipende dal fatto che nel Novecento le avanguardie hanno tentato in tutti i modi di eliminarla, con il solo risultato di inimicarsi i lettori.

La tendenza (e la bravura) a semplificare realtà e linguaggio, la prevalenza della trama sullo sviluppo dei personaggi, il gusto per l’intrattenimento: non sono inganni e trucchi come alcuni vogliono far credere, ma caratteristiche sapide e sapienti di un tipo di scrittura che ha un equilibrio fragile e difficilissimo, così difficile da ricreare quanto facile da critica dal di fuori.

Camilleri, con intelligenza acuta e sguardo fuori dal comune, ha riverniciato la Sicilia rendendola -grazie alla Vigata del commissario- non più nera, bensì colorata e smargiassa, un piatto fecondo e saporito nel quale l’omicidio condisce la pasta con le sarde con lo stesso sapore dei broccoli.

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Il Commissario Montalbano, dalla carta allo schermo

Il passaggio dalla pagina stampata all’audiovisivo, avvenuto con Il Ladro Di Merendine e La Voce Del Violino, ha trasformato Montalbano da caso letterario a fenomeno: le sceneggiature, firmate anche da quel fenomeno della tastiera che è Francesco Bruni, sono la summa del Camilleri-pensiero, dove la cultura serve a creare un’icona pop, in un cortocircuito impervio ma reale.

Il Commissario Montalbano cinematographe.it

La produzione del Commissario Montalbano in tv è (stata) la voce della coscienza collettiva con storie e parole vibranti, potenti, oneste, coraggiose, capaci di interpretare il sentire comune di un popolo: perché la statura del personaggio e del suo autore (o meglio autori, visto che nella fiction a scrivere c’era anche Salvatore De Mola ad affiancare il duo Camilleri/Bruni) era tale perché portava avanti idee e immagini capaci di vivere e analizzare il presente.

Montalbano letterario ha attraversato il momento più buio dell’Italia illuminandolo: perché era (è) un Alberto Sordi che impedisce l’immedesimazione al lettore e allo spettatore, severo con le fragilità altrui pur non rinunciando mai a comprenderle, attraversandone le contraddizioni. Insomma, la commedia all’italiana che incontra il cinema d’autore più nero e riflessivo per concedersi al suo popolo, diventando una rarissima forma di prodotto di nicchia dilatato.

I prossimi appuntamenti su RaiUno: La Voce Del Violino (21 settembre), La Forma Dell’Acqua (28 settembre); Il Cane di Terracotta (5 ottobre).

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