The Menu: 10 curiosità sul film con Anya Taylor-Joy e Ralph Fiennes

Tutti i retroscena, i personaggi e gli autori coinvolti nel film The Menu, la dark comedy di Mark Mylod nei cinema dal 17 novembre 2022.

The Menu, diretto da Mark Mylod, nei cinema dal 17 novembre 2022 distribuito dalla Searchlight Pictures, è una delle pellicole che sta facendo maggiormente parlare di sé. Si tratta di uno dei film più attesi dell’anno, e che segna il ritorno di Mylod sul grande schermo dopo più di 10 anni, a seguito di un grande successo sul piccolo schermo, dalla celebre Il Trono di Spade a l’intramontabile Shameless fino all’amata Succession. Presentato alla 17ª Festa del Cinema di Roma, The Menu è un film originale, sospeso tra thriller e satira, una dark comedy a tinte horror con un cast che comprende Anya Taylor-Joy, Ralph Fiennes, Nicholas Hoult, John Leguizamo e molti altri.

The Menu trailer film Anya Taylor-Joy
Foto Youtube

La storia parte da un gruppo di persone in viaggio verso uno dei ristorante migliori al mondo, gestito dal rinomato Julian Slowik, specializzato in gastronomia molecolare e pronto a offrire i suoi esigenti ospiti un’esperienza culinaria indimenticabile. Al centro di The Menu i 12 ospiti, in particolare il personaggio di Margot, l’unica non prevista a quella cena, aggiuntasi come sostituta della ex fidanzata del suo accompagnatore Tyler. Sarà infatti Margot la prima a sentirsi a disagio, a mostrare dei sospetti verso quella cena tanto unica quanto inquietante. La cena si rivelerà una terrificante corsa ad ostacoli verso un destino già scritto: nessuno sopravvivrà e nelle ore che precedono una morte atroce i 12 ospiti vedranno sogni e certezze crollare, costretti a rivelarsi per ciò che sono, ad affrontare debolezze che li umiliano, in un gioco al massacro da cui solo Margot riuscirà a salvarsi. Una satira sul mondo del cibo, sui palati più raffinati al mondo, sulla cucina gourmet e sulle differenze sociali fa di The Menu uno dei miglior film del 2022. Vediamo adesso alcune curiosità sulla realizzazione, lo sviluppo e da dove gli sceneggiatori  Seth Reiss, Will Tracy e il regista Mark Mylod hanno preso ispirazione.

1. Emma Stone al posto di Anya Taylor-Joy

Emma Stone - The Menu cinematographe.it

Inizialmente, quando uscirono le prime notizie sul film, The Menu doveva avere come protagonista ed eroina della storia, Emma Stone, l’attrice statunitense classe 1988 e vincitrice del premio Oscar per La La Land nel 2017. È poi stata sostituita dall’attrice statunitense con cittadinanza britannica Anya Taylor-Joy, classe 1996, una delle interpreti più richieste del momento. Non si tratta però dell’unica modifica che ha subito il film. Dapprima la regia di The Menu era stata infatti affidata ad Alexander Payne, che ha diretto film tra cui Election, Sideways – In viaggio con Jack, che gli è valso l’Oscar alla sceneggiatura e Paradiso amaro, insieme a molti altri.

2. The Menu e Succession

Succession Cinematographe.it

The Menu non è il primo film che ha come focus una cena al quale Mark Mylod lavora e non è neanche la prima collaborazione con Tracy. Per citare l’acclamata Succession, Mylod, tra i 12 episodi dello show HBO, ha diretto anche una puntata, scritta da Tracy, quasi interamente ambientata durante una cena, proprio come The Menu. Mark Mylod ha poi dichiarato che prese ispirazione per quell’episodio dal film Gosford Park, diretto da Robert Altman e candidato a 7 premi Oscar, vincendo quello per la Migliore sceneggiatura. La pellicola conquistò anche un Golden Globe come Migliore regia e due BAFTA come Miglior film britannico a Migliori costumi. Mylod ha affermato che Gosford Park è stato fondamentale anche per The Menu.

3. John Leguizamo e le dichiarazioni su Steven Seagal

The Menu

A pochi giorni dall’uscita di The Menu, John Leguizamo ha detto di essersi ispirato all’attore Steven Seagal per interpretare il personaggio di George Diaz, star dell’action ormai in declino. Definendo Seagal un punto di riferimento, Leguizamo, durante un’intervista di Entertainment Weekly, ha dichiarato che lo considera “un uomo orribile” aggiungendo di averlo incontrato e ricordando l’esperienza come pessima. “Ho incontrato molte star di questo tipo, anche prima che diventassero dei falliti. Ho avuto un pessimo incontro con Seagal. Abbiamo fatto un film insieme nel 1966,  Executive Decision e posso dire che è una brutta persona“, sono state le parole di Leguizamo che hanno ovviamente fatto in breve tempo il giro del web.

4. Dominique Crenn ha preso parte al progetto

Per la realizzazione di The Menu e in particolare per le portate che compongono la cena, è stata contattata Dominique Crenn, chef francesi tra le più grandi  al mondo, proprietaria dell’Atelier Crenn, di San Francisco e unica donna negli Stati Uniti ad avere 3 stelle Michelin. La Crenn si è sempre definita un’artista riferendosi alla propria cucina come a una vera “poetica culinaria“. Insieme a Crenn, anche il socio e chef esecutivo Juan Contreas ha partecipato alla realizzazione del film, cucinando tutti i piatti che appaiono in The Menu, lavorando a stretto contato con una food stylist. “Dominique Crenn è stata fondamentale per questo progetto. È un’incredibile chef, famosa in tutto il mondo e i suoi piatti sono fantastici dal punto di vista artistico ma hanno anche un calore emotivo. Noi volevamo che le creazioni dello chef Slowik fossero invece fredde, bellissime, ma anche senza vita“, ha dichiarato Mark Mylod. Il produttore Adam McKay ha aggiunto: “Il più grande contributo che ci ha offerto Dominque Creen è stato quello di aiutarci a comprendere il funzionamento delle dinamiche razziali, di genere e del rapporto che si crea tra lavoratore e datore di lavoro all’interno di tutte le cucine professionali“.

5. La messa in scena

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The cast of the film THE MENU. Courtesy of Searchlight Pictures. © 2022 20th Century Studios All Rights Reserved

Uno dei punti di forza di The Menu risiede proprio nella messa in scena, sul quale Mylod ha puntato particolarmente. Tutti gli attori erano infatti sempre presenti sul set, giravano la loro scena con il proprio partner, come ad esempio Anya Taylor-Joy e Nicholas Hoult, o John Legeuizamo e Aimee Carrero, al tavolo e, se non erano coinvolti nelle scene successive, osservavano le riprese degli altri attori. Mylod ha concesso anche un’ampia dose d’improvvisazione agli attori girando con due macchine da presa che filmavano in contemporanea. Ogni sequenza veniva così ripresa da più angolazioni e non necessitava di essere ripetuta più volte. Questo ha reso le scene molto più fluide e cariche di realismo nella cornice surreale dell’intero film. “Lavorare in questo film è stato un po’ come assistere a una lezione di recitazione“, ha dichiarato John Leguizamo. “Ad esempio, quando Reed e Judith giravano le loro scene, tutti noi attori eravamo sul set a guardare e poi applaudivamo. Poi toccava a Paul e Janet, che giravano la loro scena mentre noi li guardavamo e poi era il nostro turno. È stato incredibile“.

6. Il simbolismo di The Menu

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Girato in Georgia, l’isola dove è ambientato The Menu si chiama Hawthorn, biancospino in inglese, è il primo legame tra il mondo di Slowik e la natura. Mylod e lo scenografo Ethan Tobman hanno realizzato un set che potesse vagamente somigliare a una chiesa, con tanto di croce sulla parete di fondo, dando quindi quell’importanza, quel potere e quell’idea culto propri dei piatti e della loro realizzazione in The Menu. Anche la porta chiusa a chiave, che si vede più volte, in contrasto con la vetrata che affaccia sul paesaggio sono un chiaro riferimento a un luogo dal quale è impossibile fuggire, ma dove l’istinto alla fuga diventerà preponderante, come poi effettivamente accade. In particolare per il portone Tobman si è ispirato al film L’angelo sterminatore, del 1962, diretto da Luis Buñuel. La cucina è piena di elementi, persone e mobili, mentre la stanza dei commensali rende ogni tavolo distante, lontano dagli altri, a se stante, si tratta di un ambiente quasi vuoto e dall’arredamento minimalista. Il muro di pietra nella scena dove Margot va in bagno per fumare è stato costruito in pietra, è ruvido e sottolinea la contrapposizione tra naturale e artificiale, antico e moderno, semplice e gourmet.

7. Chef’s Table e la cucina molecolare

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La produzione ha preso ispirazione, soprattuto per gli ambienti da alcuni tra i più famosi ristoranti, in particolare il danese Noma di René Redzepi, lo statunitense Alinea di Grant Achatz, il catalano El Bulli di Ferran Adrìa e lo svedese, attualmente chiuso, Fäviken, di Magnus Nilsson. La figura di Grant Achatz è stata centrale anche per l’interpretazione di Ralph Fiennes. L’attore non si è basato su un unico chef, ma, insieme a Mylod, Fiennes ha guardato numerosi episodi di Chef’s Table tra cui quello che parla di Achatz e del suo Alinea di Chicago, con 3 stelle Michelin, e uno dei maggiori esponenti della cucina molecolare, proprio come il personaggio di Slowik.

8. La colonna sonora realizzata in cucina

The Menu

Il compositore Colin Stetson, durante un’intervista di Collider, ha raccontato com’è avvenuta la realizzazione della colonna sonora, dichiarando che alcune delle percussioni presenti nel corso del film non sono altro che il suono di pentole, padelle e utensili da cucina. Molte sorgenti sonore sono state assemblate sbattendo tra loro questi strumenti in modo ritmico, come di piatti, bicchieri o di qualcosa che si rovescia sul pavimento. Si tratta di piccoli suoni che costituiscono una discreta quantità della colonna sonora di The Menu.

9. La luna di miele di Will Tracy

Il Cornelius Sjømatrestaurant

Durante la sua luna di miele a Bergen, in Norvegia, lo sceneggiatore Will Tracy, da sempre buongustaio, ha cercato in tutti i modi di cenare al Cornelius Sjømatrestaurant, ristorante di lusso raggiungibile con una barca essendo situato su un’isola. Il pasto sarebbe durato a lungo e costituito da 5 portate. Nonostante si trovasse a sol 30 minuti dalla terraferma, quando Will Tracy ha visto la barca allontanarsi dal molo e lasciarli lì, ricorda di aver pensato: “Siamo bloccati qui per quattro ore. E se qualcosa dovesse andare storto?“. Distratto da piatti deliziosi, l’ansia di esser in qualche modo lontani e soli nella piccola isola ha generato una certa dose di paura. Will Tracy desiderava poi condividere e rendere percepibile la sensazione di panico che ha avuto quella sera, immaginando una svolta macabra. È così che, tornato negli Stati Uniti, e raccontando l’esperienza a Seth Reiss, i due hanno iniziato a lavorare alla sceneggiatura, immaginando già Ralph Fiennes nei panni di uno chef perverso.

10. Il finale di The Menu

Anche lo scioccante finale di The Menu, che è arrivato, a detta di Mylod, in corso d’opera, ha un collegamento con Chef’s Table e con Grant Achatz. “Nella puntata dedicata all’Alinea, durante i titoli di testa viene presentato un dessert fatto di meringhe e cioccolato che veniva smontato e tutti gli ingredienti vengono così frantumati sul tavolo“, ha dichiarato Mark Mylod “Io ho cercato di trovare il modo per fare la stessa cosa e dare la stessa idea all’interno di un ristorante“.

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