Morbius: spiegazione del finale e delle scene post credits

Ci sono scene post credits in Morbius E qual è il significato del finale del film Marvel con Jared Leto? Ma attenzione agli SPOILER!

Morbius è il nuovo lungometraggio che riporta all’attenzione di tutti l’universo filmico indipendente rispetto al Marvel Cinematic Universe, creato da Sony con l’ambizione di costruire un rapporto tra antagonisti e personaggi che orbitano intorno a Spider-Man. Un piano che ha alle spalle già due capitoli di Venom, usciti rispettivamente nel 2018 e 2021, diretti da Ruben Fleischer e Andy Serkis e che ha già in cantiere un film su Madame Web ancora in pre-produzione che vede come protagonista Dakota Johnson. Già a partire dai trailer della pellicola, la macchina della comunicazione aveva messo in moto una strategia per fornire agli spettatori motivi validi per vedere il titolo.

E così, all’interno dei filmati di Morbius, era possibile vedere collegamenti tra il vampiro di Jared Leto e l’Avvoltoio di Michael Keaton (apparso in Spider-Man: Homecoming), oltre che dei riferimenti all’Uomo Ragno. Ma come vengono inseriti questi elementi nella pellicola? Per scoprirlo, analizziamo il finale della realizzazione e parliamo delle due scene post-credits, ovviamente facendo SPOILER sul contenuto dell’opera, quindi se non l’avete ancora vista non vi consigliamo di proseguire nella lettura.

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Morbius: la spiegazione del finale del film

Morbius

Nella parte conclusiva di Morbius, il succhiasangue di Leto, un incrocio tra un’antagonista e un antieroe, ha la meglio sul suo migliore amico (interpretato da Matt Smith) che ha tentato, nel corso della pellicola, di far esplodere il lato più animalesco del dottor Morbius. Dopo un combattimento estenuante sotto la città, nei pressi di una voragine che hanno creato con i loro poteri, finalmente Morbius esce vincitore, ma non accade esattamente quanto sperato. Il suo collega di siero, infatti, è riuscito con il suo sacrificio a sbloccare il vero potenziale del protagonista ed ora, rimasto solo con una sete insaziabile di sangue umano che è l’unico che lo nutre, è costretto a fuggire.

Mentre accade tutto, questo, inoltre, scopriamo che l’interesse amoroso di Morbius, la dottoressa Martine Bancroft (che ha il volto di Adria Arjona), è stata mutata in creatura della notte proprio dal protagonista e non è deceduta, fatto che accelera il suo reale ruolo nei fumetti. Nelle pagine, infatti, la donna (che però è una segretaria e non un medico), si trasforma anche lì in vampiro e diventa un alleato fondamentale del potente antieroe. Ciò probabilmente accadrà anche nel mondo cinematografico, magari in un ipotetico sequel della pellicola.

Al di là del finale in sé di Morbius che è sbrigativo e accelerato in modo esagerato, la prima domanda che sorge spontanea non appena appaiono i titoli di coda è: ma che fine ha fatto Adrian Toomes visto che eravamo certi della sua presenza grazie ai trailer? Semplice leva di marketing o c’è di più? Andiamo avanti per gradi.

Morbius: cosa accade nelle scene post-credit? Qual è il futuro dell’universo fumettistico Sony?

Morbius

All’interno del film ci sono ben due scene dopo i titoli di coda che hanno deluso parecchio le aspettative dei fan americani e che in effetti non sono proprio brillanti per una serie di motivi. Nella prima, vediamo una spaccatura di colore viola in cielo (la stessa apparsa in No Way Home che segna lo scoppiare del Multiverso). Subito dopo, una figura si materializza in una cella: si tratta dell’Avvoltoio di Michael Keaton che imprigionato nel mondo del Marvel Cinematic Universe si è ora trasferito in quello della Sony dedicato ai villain di Spider-Man. Mentre il personaggio è piuttosto perplesso dalla situazione, ma non si scompone più di tanto, scopriamo che il suo rilascio è imminente, in quanto in questa realtà non ha commesso nessun crimine.

All’interno della seconda scena dopo i titoli di coda di Morbius, vediamo il protagonista guidare una macchina sportiva in una desolata zona al di fuori della metropoli. Il vampiro è lì per un motivo: dopo qualche secondo, infatti, una luce cade dal cielo e Adrian Toomes si materializza con un costume meccanico nuovo di zecca che somiglia di più ad un volatile (ricordate la trasformazione di Electro accaduta in No Way Home a causa del cambio di dimensione?). Proprio l’Avvoltoio spiega al dottore che sta cercando ancora di capire come funzionano le cose in città e che la sua presenza è dovuta probabilmente a causa di Spider-Man, ma Morbius non reagisce a quest’ultima affermazione.

Infine Toomes propone all’altro di mettere insieme un team per “fare del bene”. Questa frase suggerisce, in maniera non troppo velata, che all’interno dell’universo Sony probabilmente vedremo in futuro la formazione dei Sinistri Sei, un gruppo di villain di Spider-Man. Ad ora, oltre alla coppia sopracitata, abbiamo anche Venom che, come indica la scena post-credits di Spider-Man: No Way Home, dopo un breve soggiorno nell’MCU, è tornato nella sua realtà originaria, lasciando però un pezzo di simbionte in Messico. Ora è però da capire chi potrebbero fronteggiare questi antagonisti visto che la presenza dell’Uomo Ragno non è così sicura.

Oltre al fatto che il supereroe per tutto il film non è menzionato e nel momento in cui viene citato non gli viene data importanza, sembra che la sua presenza sia piuttosto incerta. D’altronde, nel Marvel Cinematic Universe, abbiamo Tom Holland ad impersonare l’Arrampicamuri, ma in questo universo chi potrebbe incarnare l’identità di Peter Parker? Tutto questo è ancora avvolto nel mistero, ma una cosa è certa: le due sequenze, per come sono state costruite, sono realmente poco efficaci. Da un lato perché è evidente che la prima è stata realizzata recentemente con l’avvento di No Way Home e ciò stona con la seconda (concepita già da qualche anno) non essendoci un collante effettivo se non causale e cronologico.

Se poi aggiungiamo anche il fatto che Marvel si è giocata la carta Avvoltoio in modo un po’ troppo furbo e senza un reale fine (ritrattando tra l’altro in maniera palese l’elemento Spider-Man), possiamo arrivare alla conclusione che il futuro di questo universo sul grande schermo è piuttosto incerto. Non abbiamo, infatti, la sicurezza che la produzione abbia tra le mani un piano funzionante e a lungo termine, tutto il contrario dell’MCU che invece, nonostante gli alti e bassi, continua ad essere frutto di una strategia preventiva ben organizzata.

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