La Grazia, Mollicone critica il film di Sorrentino: “Sono contro l’eutanasia”

Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura (Fdi), presente a Venezia, critica alcune scelte narrative fatte da Sorrentino nel suo ultimo film, La Grazia

Paolo Sorrentino torna alla Mostra del Cinema di Venezia con La Grazia, il suo decimo film e la settima collaborazione con Toni Servillo. Nel lungometraggio, Servillo interpreta Mariano De Santis, un presidente della Repubblica immaginario alle prese con la decisione di approvare o meno una legge sull’eutanasia in un Paese profondamente cattolico.

Il film esplora anche altri dilemmi etici, come il perdono concesso a un uomo accusato di omicidio. De Santis resta un uomo di grande integrità, il cui lato umano emerge nei gesti quotidiani, come il vizio di una sigaretta aspirata profondamente dal suo unico polmone. Sorrentino racconta che l’idea del film nacque da un fatto di cronaca: il presidente Sergio Mattarella aveva concesso la grazia a un uomo che aveva ucciso la moglie malata di Alzheimer. “Mi sono chiesto cosa significhi, per chi detiene questo potere, confrontarsi con un dilemma così estremo. È una questione morale straordinaria, soprattutto considerando che il protagonista è cattolico e crede nella sacralità della vita”, spiega il regista. Sul possibile impatto del film nel dibattito sul fine vita, Sorrentino si limita a dire: “Me lo auguro”.

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Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura (Fdi), presente a Venezia in rappresentanza delle istituzioni, pur apprezzando il talento del regista, critica alcune scelte narrative: “Il film è visionario e gli attori sono bravissimi, ma a livello filmico La Grazia sarebbe stato più incisivo con mezz’ora in meno. Nonostante la critica, riconosce: “Sorrentino è sempre Sorrentino, con grande rispetto”.

Sul tema dell’eutanasia, Mollicone non si nasconde: “Con una battuta dico che sto col cavallo – nel film era agonizzante – sto con il presidente che sceglie comunque di far morire naturalmente l’animale”. Racconta anche la sua esperienza personale: “Chi mi conosce sa che sono stato per una notte in coma farmacologico, senza sapere se fosse temporaneo o permanente. Ero cosciente, sentivo tutto ciò che accadeva intorno a me, ma non sapevo quanto sarebbe durata la condizione.

Riflettendo sulla situazione dei malati in stato vegetativo, Mollicone aggiunge: “Forse va fatta una riflessione, ma per il resto sostengo il testo di legge della maggioranza e del governo. Pur da credente, penso che anche il dolore faccia parte della vita. Sono contro l’eutanasia, per sintetizzare.