Bridget Jones: recensione

Che pasticcio…! Ogni donna almeno una volta nella vita si è sentita un po’ Bridget Jones. Inadeguata, insicura e instabile. Bridget è una trentenne distratta, confusionaria. È una londinese doc. Alle prese con diverse disavventure da single e combattuta dal rapporto nevrotico con sigarette, alcol e cibo. Il diario di Bridget Jones e Che pasticcio Bridget Jones sono prima di tutto due bestseller della scrittrice Helen Fielding e solo dopo due grandi successi cinematografici.

Sharon Maguire ha firmato la regia di Il diario di Bridget Jones e Beeban Kidron quella di Che pasticcio Bridget Jones. Chi non sa che si tratta di due regie diverse, non se ne accorge neanche, tanta è la perfetta somiglianza e lo stile cinematografico che viene seguito nelle due pellicole. Sono due film piacevoli, divertenti e in entrambi nei panni della protagonista troviamo Renée Zellweger.

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Se nel primo Bridget è insicura e distratta, alla ricerca dell’amore e della tranquillità, nel secondo sembra aver trovato una sorta di pace interiore. In realtà non è così! Bridget è una giornalista televisiva abbastanza bizzarra. Ogni suo pezzo finisce con l’essere ridicolo e delle volte imbarazzante. Se pur non sia una donna attraente e perfetta, riesce ad attirare l’attenzione e ad affascinare diversi uomini. Hugh Grant e Colin Firth ne sanno qualcosa. I due sono, infatti, innamoratissimi della bionda combina guai.

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Bridget è una bionda acqua e sapone che ha spopolato ai botteghini di tutto il mondo. In fondo è una donna con una vita perfetta: un uomo che la ama, un altro che è attratto da lei, amici che le vogliono bene e con cui confidarsi, una famiglia strana ma calorosa e un lavoro bello e appagante. Nonostante ciò Il diario di Bridget Jones e Che pasticcio Bridget Jones forniscono un ritratto dolce amaro della generazione trentenne.

Photo Credit: Jason Bell.

Bridget Jones è un personaggio diventato famoso. Amato da tanti telespettatori, soprattutto italiani, che attendono il periodo natalizio per vederla in tv. Un classico delle vacanze insieme a Mamma ho perso l’aereo. Due film che non hanno alcuna pretesa, se non quella di divertire e fare compagnia, regalando qualche sorriso in più.