La mia famiglia a soqquadro: recensione della commedia di Max Nardari

La mia famiglia a soqquadro, il film per la regia di Max Nardari in arrivo nelle sale cinematografiche italiane il 30 marzo, rappresenta esattamente ciò di cui l’industria cinematografica italiana – ed in particolare quella legata al genere della commedia – ha assolutamente bisogno: belle idee e talento nel metterle in pratica.

Sì, perché dopo intere stagioni passate a dare risalto (con numeri di copie nei cinema davvero lontani da ogni logica anche commerciale) ad opere a dir poco mediocri, questo piccolo grande film permette di tirare un atteso sospiro di sollievo, infondendo nuova speranza nella capacità dei cineasti italiani di riuscire a far ridere, con intelligenza.

La mia famiglia a soqquadro è una matriosca di significati, tutti sfiorati o approfonditi con perfetto equilibrio, per merito anche di una scrittura (a cura di Max Nardari e Fausto Petronzio) capace di cogliere sfumature e suggerire messaggi senza mai scadere nel didascalico  – o peggio – nella retorica. Impresa assolutamente non facile, soprattutto quando la tematica di partenza è dotata di una tale originalità da innalzare automaticamente le aspettative: un bambino di 11 anni che si ritrova ad essere emarginato nella nuova scuola a causa del fatto di essere l’unico ad avere i genitori ancora uniti.  Una situazione che non può fare a meno di strappare una risata amara, in un momento storico in cui tale condizione paradossale potrebbe davvero verificarsi da un momento all’altro.

la mia famiglia a soqquadro

Come trattare allora una tematica così seria ed attuale ma, allo stesso tempo, ricca di spunti comici? Max Nardari opta per un’esilarante messa in scena alla Mamma ho perso l’aereo, in cui il protagonista Martino (un bravissimo Gabriele Caprio), stufo dei privilegi dei quali vede godere i compagni di classe, figli di separati (doppie vacanze, doppi regali e – soprattutto – una perenne competizione tra genitori per accaparrarsi l’affetto dei figli a suon di doni costosi), decide di sabotare la sua famiglia perfetta cercando di far separare i suoi innamoratissimi genitori.

Complice di tale piano diabolico una compagna di classe opportunista, e Paola (Elisabetta Pellini), una ignara ed avvenente ex compagna di liceo di papà Carlo (Marco Cocci in un ruolo inedito e molto riuscito) che, trasformatasi fisicamente dopo un’adolescenza all’insegna del sovrappeso, rappresenta ora una potenziale grande cliente dell’uomo e viene quindi usata come facile mezzo per suscitare la gelosia di mamma Anna (Bianca Nappi)…riuscirà il piccolo Martino a portare la tanto agognata discordia tra le mura di casa sua?

la mia famiglia a soqquadro

La mia famiglia a soqquadro: ribaltare le carte in tavola per rimettere ordine tra i valori

La mia famiglia a soqquadro, nel dipanarsi di una trama costruita su equivoci e incomprensioni, affronta delicatamente ma con incisività narrativa temi importanti come l’importanza dello status symbol e del denaro ed il il rapporto con la tecnologia delle nuove generazioni, alle prese con un cambiamento radicale nelle modalità di relazione, in cui essere amici su Facebook, o ricevere un like sembra davvero più importante rispetto ad un’interazione diretta con le persone. A guidare le danze del piano di Martino, infatti, è proprio il cellulare, oggetto tanto agognato dal piccolo protagonista ma abbastanza invadente da portare il suo modesto piano verso direzioni inaspettatamente complicate…

Il tutto sullo sfondo di un bullismo che spesso nasconde un disperato bisogno di affetto, una necessità essenziale e compensabile solo con la moneta dell’amore, un valore che i genitori, separati o no, non dovrebbero perdere mai di vista nell’intento di crescere figli sereni e non problematici.

la mia famiglia a soqquadro

La mia famiglia a soqquadro scivola così verso un epilogo con colpo di scena degno delle migliori commedie internazionali, lasciando che i suoi personaggi, specchiatisi gli uni negli eccessi degli altri per 90 minuti, trovino infine il giusto equilibrio tra cura di sé e cura dell’altro.

Il ricco cast de La mia famiglia a soqquadro gode anche della partecipazione di una splendida Eleonora Giorgi nel ruolo della eccentrica nonna di Martino, una donna che cela dietro all’apparente cinismo di una vita vissuta pensando solo a se stessa la sensibilità che il suo lavoro di attrice richiede, riuscendo a scovare la verità e far vedere il bene laddove sembra esserci tutt’altro.

la mia famiglia a soqquadro

Il film di Max Nardari vi aspetta al cinema con Europictures; nel cast anche Ninni Bruschetta, Beatrice Deodato, Luis MolteniRoberto Carrubba, Elisa Di Eusanio, Raniero Monaco Di Lapio e Silvia Tortarolo.

Regia - 4
Sceneggiatura - 4
Fotografia - 3.5
Recitazione - 4
Sonoro - 3.5
Emozione - 3.5

3.8