Ghost-in-the-Shell

“Sia lodata la fantascienza”. È questa la prima fase che ci è venuta in mente davanti ai primi 15 minuti di Ghost in the Shell, l’attesissimo adattamento live-action del classico anime del 1995. Cinematographe – FilmIsNow, infatti, ha avuto la possibilità, insieme ad altri pochi fortunati, di vedere i primi 15 minuti in 3D del film in anteprima. Qui, il nostro resoconto.

Ovviamente, l’articolo potrà contenere qualche spoiler – anche se solo delle scene iniziali – quindi, ritenetevi avvisati!

Ghost in the Shell: cosa succede nei primi 15 minuti?

Il film di Rupert Sanders – che noi abbiamo visto in 3D – comincia, come era prevedibile, con la creazione di Maggiore: da Mira – una donna il cui corpo, in seguito a un attacco terroristico, diventa inutilizzabile, solo il cervello si salva – a un androide anatomicamente perfetto, una macchina da guerra. Le sequenze iniziali allora sono dedicate al suo assemblamento, strato dopo strato. Partendo da uno scheletro di metallo nel quale viene inserito il cervello di Mira, al risultato finale: la bella Scarlett Johansson, la cui fisicità in questo film sembra essere sfruttata appieno. Mira, ora, è una macchina da guerra messa a servizio della Pubblica Sicurezza numero 9, un’organizzazione antiterrorismo cibernetico gestita dalla Hanka Robotics.

E la vediamo subito in azione, Maggiore. In ricognizione sui tetti di una città che ricorda – in modo più platinato – la realtà immaginata nel 1982 dal Blade Runner di Ridley Scott. Nel frattempo, un gruppo di androidi entra nell’edificio dove si trova, per una cena d’affari, il Presidente della Hanka Robotics. La missione dei ribelli ha un solo obiettivo: raccogliere da lui delle informazioni. Maggiore entra in azione – in maniera assolutamente spettacolare, lanciandosi nel vuoto e facendo la sua entrata sfondando una vetrata – e, tra salti mozzafiato, sgomina la banda criminale.

È però uno degli androidi ribelli – una suggestiva cameriera del ristorante giapponese (che ricorderete di aver visto nel trailer) – a insinuare in Maggiore la bontà delle sue azioni: Hanka Robotics è davvero dalla parte del bene?

Quello che balza all’occhio è la perfezione dell’immagine.

Ghost in the Shell è curato nei colori e nell’uso ottimo (almeno nei primi 15 minuti) del 3D, che si amalgama con la realtà cinematografica, obiettivo spesso difficile da raggiungere. Allo stesso tempo, però, la tecnologia sembra sposarsi a un’armonia generale, quasi poetica, che ci lascia a bocca aperta, incantati da quel visual deliziosamente fantascientifico. L’aspetto del film ha un impatto fortissimo sul pubblico che non può fare altro che meravigliarsi davanti alle scene d’azione, certo, ma anche ai momenti più lenti che – grazie all’uso “anime” dei colori e alla grafica perfetta – sono forse quelli che rimangono più impressi.

Non è facile valutare un film con i soli primi 15 minuti. E se il resto non reggesse il confronto? Possiamo dirvi solo una cosa: è stato difficile accontentarsi di quelle prime scene e moriamo dalla curiosità di vedere il resto, ormai ipnotizzati dalla spettacolarità di Ghost in the Shell. Vi basta?

Basato sul marchio di fantascienza di fama internazionale, Ghost in the Shell segue la saga di Major (Scarlett Johansson), un singolare ibrido umano-cyborg delle operazioni speciali a capo della task force d’elite Section 9.

Dedicato a contrastare i più pericolosi criminali ed estremisti, Section 9 affronta un nemico il cui unico obiettivo è eliminare gli sviluppi di cyber tecnologia della Hanka Robotic. La pellicola è diretta da Rupert Sanders di Biancaneve e il cacciatore.

L’adattamento è basato sull’omonimo manga giapponese, firmato Masamune Shirow. Il casting della Johansson per il ruolo da protagonista ha sorpreso molti fan del fumetto, che hanno definito la scelta un fenomeno di “whitening”. Diverse petizioni che circolano on line si oppongono alla scelta della Johansson da quando è stata ufficializzata.

Ghost in the Shell sarà al cinema dal prossimo 30 marzo, anche in 3D e IMAX 3D. Nel cast troviamo Scarlett Johansson, Takeshi Kitano, Michael Pitt, Pilou Asbæk e il premio Oscar Juliette Binoche.

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