Nel nome della terra di Edoaurd Bergeon tra dramma familiare e riflessione sul mondo agricolo attuale arriva prossimamente nei cinema distribuito da Movies Inspired

Nel nome della terra, diretto da Edouard Bergeon, con Guillame Canet, in uscita nei cinema giovedì 9 luglio 2020 distribuito da Movies Inspired, racconta un dramma familiare attraverso una situazione che può sembrare lontana e poco attuale, ma che incarna valori e dinamiche presenti ancora oggi in qualsiasi comunità. Il regista prende ispirazione dalla sua storia personale, da figure esistenti a cui era particolarmente legato e si cimenta in una sorta di film autobiografico che rappresenta la sua visione del mondo agricolo, un mondo tutt’altro che scomparso e che viene spesso ricordato con nostalgia. Il trailer cattura paesaggi spettacolari: distese dorate di grano e colline di un verde acceso a perdita d’occhio, rappresenta il contatto con gli animali, con la natura e con la terra. Una semplicità d’animo che non ha niente a che vede con l’ingenuità, ma che fa della propria terra e dei propri affetti ciò che nella vita è davvero importante. Nel nome della terra è il primo lungometraggio di finzione di Edouard Bergeon, regista di reportage e documentari dove l’agricoltura e il mondo dei coltivatori erano sempre presenti e centrali.

Nel cast del film la famiglia è rappresentata dal padre Pierre, la madre Claire, il figlio adolescente Thomas e la componente più piccola Emma, rispettivamente interpretati da Guillame Canet, Veerie Baetens, Anthony Bajon e Yona Kervern. Tra gli altri interpreti sono presenti anche Rufus e Samir Guesmi. Nel nome della terra è un dramma intenso, carico di tenerezza, dai risolvi amari, che sottolinea l’importanza della famiglia e suggerisce che non c’è bisogno di essere contadini o far parte di un mondo rurale per capire la situazione che vive il protagonista. La globalizzazione, la distruzione della natura da parte dell’uomo, la perdita del lavoro, lo spopolamento delle campagne e l’invidia di chi sceglie quando essere un amico e quando un collega. Emozioni, sentimenti ed eventi universali, in cui chiunque può riconoscersi.

Sinossi: Pierre ha 25 anni quando torna dal Wyoming per ritrovare Claire, la sua fidanzata, e prendere le redini della fattoria di famiglia. Venti anni dopo, la fattoria è cresciuta, così come la famiglia. Sono giorni felici, almeno all’inizio. Perché intanto i debiti si accumulano, Pierre si sfinisce di lavoro e, nonostante l’amore della moglie e dei figli, affonda a poco a poco. Costruito come una saga familiare e basato sulla storia personale del regista, il film offre uno sguardo umano all’evoluzione del mondo agricolo di questi ultimi quarant’anni.

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