Vikings 4 – recensione della quarta stagione

Nel panorama delle serie tv, vero e proprio mantra narrativo del nuovo decennio, Vikings ha sempre avuto delle caratteristiche più uniche che rare.

Vikings 4 – potrebbero esserci degli spoiler inerenti la quarta stagione

Partito in sordina, con un cast in gran parte sconosciuto, episodio dopo episodio, stagione dopo stagione, la serie canadese targata History si è guadagnata uno stuolo di fan non indifferente, nonché il rispetto della critica. Vikings è accurata quanto basta (senza diventare eccessivamente tediosa), ben strutturata narrativamente, con personaggi accattivanti ed appassionanti, è sicuramente una delle serie storiche meglio costruite che si ricordi. Guardarla è sempre un viaggio nel tempo, un’immersione totale nel IX secolo D.C., quando i vichinghi portarono le loro chiglie affusolate a toccare le spiagge di mezzo mondo.

vikings 4

“Se nelle prime tre stagioni il fulcro della narrazione era quasi sempre stato Ragnarr, con le sue ambizioni, i suoi errori, le sue imprese, dove molto spesso gli altri personaggi (pur se ben sviluppati) erano sovente di contorno, in questa nuova stagione invece le cose cambiano…”

Incentrata sulle gesta del leggendario re e predone Ragnarr Loðbrók (un bravissimo Travis Fimmel), ideata e scritta da Michael Hirst (la penna a cui dobbiamo Elizabeth, i Tudors, Uncovered e Camelot), Vikings ha lanciato le carriere di Katheryn WinnickClive Standen, Alyssa Sutherland e aiutato Alexander Ludwig e Gustaf Skarsgàrd ad allontanarsi dai cliché che avevano contraddistinto il loro percorso artistico. E mai saremo abbastanza grati a Hirst per aver creato qualcosa che si allontana totalmente dai cliché hollywoodiani che ammorbano così di frequente i nostri teleschermi…

Se nelle prime tre stagioni il fulcro della narrazione era quasi sempre stato Ragnarr, con le sue ambizioni, i suoi errori, le sue imprese, dove molto spesso gli altri personaggi (pur se ben sviluppati) erano sovente di contorno, in questa nuova stagione invece le cose cambiano…

Vikings 4 comincia dove abbiamo lasciato Ragnarr, semi-agonizzante dopo le ferite riportate durante l’assedio di Parigi, con l’ormai adulto Bjorn che non mostra alcun tentennamento nel prenderne il posto per portare avanti ciò che è necessario; su tutti l’arresto di Floki, che ormai tutti sanno essere il colpevole per l’assassinio di Athelstan. Allo stesso tempo Lagertha e Kalf continuano con la loro strana alleanza, eliminando ogni oppositore interno e diventando una delle coppie più imprevedibili della serie.

Rollo, che ha accettato di sposare Gisla, la figlia dell’Imperatore Carlo, decide di tagliare in modo netto con il passato, abbracciando in pieno la causa dei franchi, mettendosi contro quella che era stata la sua famiglia fino a poco prima. Nel Wessex intanto, Re Ecbert si è dimostrato particolarmente abile nel liberarsi dell’ormai ingombrante Kwenthrith, anche a costo di andare contro i sentimenti del  proprio figlio, quell’Aethelwulf che verrà mandato prima a liberarla e poi costretto ad accettarne l’esautorazione, che ne precederà di poco la morte…

Vikings 4 - recensione della quarta stagione

In Vikings 4 su tutti domina indiscussa la figura di Rollo

Se l’intreccio mantiene intatto (rispetto al passato della serie) la sua componente di verosimiglianza e di imprevidibilità, dove questa serie riesce veramente a fare il salto di qualità è nell’approfondire quei personaggi che, pure se accattivanti e ben fatti, sovente avevano avuto ben poco spazio nelle serie precedenti o potevano averne di più. Il che è una scelta che sicuramente può apparire azzardata ma che se ben gestita, come in questo caso, può dare dei frutti inaspettati ed allontanare lo spettro della noia e dell’esaurimento della trama.

Vikings 4 - recensione della quarta stagione

In  questa quarta stagione su tutti domina indiscussa la figura di Rollo, forse il personaggio da cui il pubblico si aspettava di più dall’inizio della serie, di sicuro quello che ha subito un maggior sviluppo e dalle potenzialità più ampie.

Stridente è sempre stato del resto il rapporto col fratello, che fin da subito lo aveva soppiantato in virtù di una maggior astuzia, spregiudicatezza, empatia e narcisismo. Rollo appariva sempre un enorme e irascibile orso, silenzioso, possente, instabile e del tutto slegato da qualsiasi persona avesse attorno, tanto che in passato la sua guerra contro il fratello era stato uno dei momenti più seguiti della serie. Si era trattato di un episodio rientrato dopo alcuni dolorosi lutti, frutto di una rabbia che nasceva da un’insicurezza e un senso di inferiorità ed invidia mai sopiti.

Vikings 4 - recensione della quarta stagione

Nella quarta stagione di Vikings tutto è cambiato.

Rollo ha fatto una scelta lucida, meditata, fredda e (egoisticamente) lungimirante, decidendo di tagliare completamente i ponti con il nucleo famigliare di origine, sorta di gabbia in cui la belva era ben poco stimata o considerata. La battaglia navale del finale di stagione è una summa di tutto quello che Rollo aveva dentro di inespresso, tutto quello che ne avrebbe fatto forse un leader più freddo e leale di Ragnarr, sicuramente meno caotico e inconcludente. Rollo forse più prevedibile (fino ad un certo punto come dimostra l’uccisione dei coloni vichinghi), ma dotato di maggior determinazione, maggior perseveranza e anche lealtà rispetto a sua maestà Ragnarr. Da questo punto di vista anche la sua vita privata, dove è riuscito a conquistare Gilsa, mostra un’evoluzione che lo porta ad un altro livello rispetto al fratello, troppo incostante anche negli affetti.

Lo scontro con Ragnarr (climax di questa quarta stagione) è stato come ci si aspettava: non decisivo ma dall’esito inequivocabile. Rollo ha vinto, Ragnarr si è autoesiliato, cercando un’autodistruzione che non è arrivata, tornando diversi anni dopo e affrontando il giudizio di una famiglia allargata che aveva ogni motivo per volerlo morto.

Le menzogne, le sconfitte, l’opportunismo, l’egoismo….eppure ancora una volta Ragnarr è riuscito a cavarsela, anzi ad uscirne quasi reintegrato, sopratutto per la curiosità nutrita verso di lui da quei figli che saranno (e sono tuttora) il fulcro della quinta stagione.

Vikings 4: una stagione avvincente e ben dosata

Vikings 4 - recensione della quarta stagione

È stata quindi una quarta stagione avvincente, ben dosata, capace di creare un finale di grande intensità ma anche sorprendente, con la morte di Kalf per mano di Lagertha, in un omicidio dall’atmosfera agrodolce per la stessa guerriera vichinga. Il suo personaggio è stato forse uno di quelli meno utilizzati in questa stagione, tutto a vantaggio del Bjorn di Ludwig che ha dimostrato di poter fare qualche cosa di più del simpatico biondino palestrato. Il viaggio del primogenito di Ragnarr  tra le lande selvagge è uno dei momenti che ricorderemo di più, così come l’esito del suo scontro mai a viso aperto con Erlendur. 

Ora che la quinta stagione di Vikings è già a buon punto, non possiamo che rassegnarci all’idea di dover dire addio a breve a quella che è stata forse la più genuina, misurata (e forse non compresa del tutto) serie storica di sempre.

Scopri qui dove guardare Vikings 4.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 4
Fotografia - 4
Recitazione - 4
Sonoro - 3
Emozione - 3.5

3.7

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