Il Trono di Spade 6×09: le reazioni di Iwan Rheon agli eventi della puntata

Questo articolo contiene SPOILER!
Come molti avevano previsto, il deliziosamente cattivo Ramsey Bolton (interpretato da Iwan Rheon) è stato ucciso nel penultimo episodio della sesta stagione de Il Trono di Spade.
Dopo che Jon Snow (Kit Harington) prende a pugni Ramsey fino a fargli perdere conoscenza, il sadico ex Signore del Nord si risveglia incatenato ad una sedia in prossimità dei suoi amati cani. Sansa è lì con lui e, dopo un vivace scambio di parole, la porta del recinto dei cani si apre e gli amati segugi di Ramsey, lasciati a digiuno per i passati sette giorni, si apprestano a consumare il loro agghiacciante pasto cibandosi del proprio padrone. Sansa osserva il macabro svolgersi degli eventi con uno sguardo soddisfatto dipinto sul volto.
“Credo sia una scena grandiosa” – ha detto Rheon ad Entertainment Weekly, prima di girarla, “Lascia Sansa in un’interessante posizione come personaggio, perché dice ‘sono dentro di te, adesso’. È orribile, è credo che abbia probabilmente fatto qualche danno, ma è una scena davvero grandiosa”. Ha poi aggiunto:
“Sì, mi sento davvero fortunato che lui abbia avuto un’appropriata uscita di scena. Ed è una morte così terrificante ma insieme ironica, non faceva altro che idolatrare questi cani tutto il tempo”.

Il Trono di Spade 06×09: come è stato informato Iwan Rheon della morte di Ramsey?

“Avevo ricevuto la metà dei copioni. cinque episodi, poi ho ricevuto la chiamata” – ha spiegato. “Si sono messi a scherzare dicendo ‘non sarebbe grandioso se Ramsey finisse sull’Iron Throne?’ Non appena mi hanno detto questo ho risposto ‘è morto, vero?’. È figo. Ho avuto cinque stagioni straordinarie qui. È stato fantastico essere coinvolto in uno show di questa portata. Credo sia giusto che Ramsey sia uscito di scena, cos’altro avrebbe potuto fare? Ha fatto così tante cose. È giustificato ed è la cosa giusta da fare, è il giusto sentiero. Ha raggiunto il suo picco. È giusto anche per il pubblico che esca di scena nel suo momento più alto, se vogliamo”.