La Casa di Carta 5: l’incredibile “minaccia” di una fan mette in subbuglio i creatori della serie Netflix

Far morire un altro personaggio del calibro di Tokyo o Nairobi? L’augurio fatto a uno dei creatori de La Casa di Carta, in questo caso, è davvero esilarante

Durante la conferenza stampa globale del 30 novembre 2021 di La Casa di Carta, tra un ricordo, un aneddoto, un racconto, un’analisi su ciò che è stato e sarà, è molto divertente ciò che la sceneggiatrice riporta alla memoria. Esther Martínez Lobato parla di quanto sia pesato il pensiero del pubblico. La sceneggiatrice ricorda la tensione, la paura di scrivere qualcosa di “sbagliato” per il fan, proprio per questo si sono chiusi in un silenzio quasi religioso; è stato un pensare e ripensare, lavorarci su e poi ricominciare:

Abbiamo pensato molto al finale in silenzio. Ci è capitato di vedere le sceneggiature pronte e riscriverle perché non ci piacevano, non funzionavano. Pensavamo sempre a come le avrebbe accolte il pubblico, a come si sarebbe sentito. Una volta mi è arrivata una mail da una fan che si complimentava, ci ringraziava per la serie ed era molto educata, diceva anche che se avessimo fatto morire qualcun altro come Tokyo o Nairobi mi avrebbe augurato una diarrea di sette anni. Perciò abbiamo passato giorni in silenzio guardandoci mentre nessuno osava dire niente perché qualsiasi cosa non sembrava abbastanza potente. Poi finalmente è arrivata la scintilla per il finale.

Lobato con questo episodio divertente sottolinea quanto i fan si siano legati a questi eroi pieni di difetti, sbagliati, che spesso inciampano, sbagliano ma che sono anche molto umani, profondamente sensibili; è emblematico questo episodio. La spettatrice che aveva amato così tanto Nairobi e Tokyo ha scritto una mail a lei, sceneggiatrice per spingerla a non compiere un sacrilegio come quello già compiuto. insomma i personaggi sono anche di chi li guarda, sono di proprietà del pubblico. Chi ha seguito la serie non è pronto ad accettare un’altra morte come quella di Nairobi e Tokyo, così forti e potenti. Insomma Lobato esprime il bisogno da parte sua e degli altri, di fare qualcosa di bello, e che non fosse bello solo per loro ma anche per gli altri. “Niente sembrava sufficientemente poderoso, nulla sembrava all’altezza di essere presentato ad un pubblico che sai che sta aspettando quel momento: è come presentarsi a casa di qualcuno portando la cena e sai che bisogna fare bella figura”

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