Il Trono di Spade: Neil deGrasse Tyson spiega la fisica dei draghi

L'astrofisico più pop in circolazione mette in discussione la fisica e la dinamica che stanno dietro i draghi di Il Trono di Spade

È uno degli astrofisici più famosi del mondo e della cultura pop e più volte ha sfruttato la sua notorietà per spargere un po’ di fisica, di chimica e di scienza sui suoi spettatori. Neil deGrasse Tyson questa volta tocca lo show più in vista dell’anno, il più discusso: Il Trono di Spade 7. La penultima stagione dello show di HBO ha mostrato come mai prima d’ora la potenza del budget che ha a disposizione (altissimo, davvero) portando sul piccolo schermo effetti speciali che probabilmente abbiamo visto solo nei grandi film fantasy. Checché se ne dica (la trama aveva dei buchi che nessun drago sputa-fuoco può colmare) la spettacolarità non è mancata.

A colpire l’astrofisico è stato soprattutto il “realismo” – se così si può dire – dei draghi utilizzati nella serie. Neil deGrasse Tyson ha espresso via Twitter la sua ammirazione nei confronti dello staff tecnico di Il Trono di Spade, ma non ha mancato – come sempre – di commentare l’assurdità fisica di certi momenti.

La cattiva fisica di Il Trono di Spade. Tirare fuori un drago da un lago? Le catene devono essere dritte e non curve come fossero colline.

La buona bio-fisica di Il Trono di Spade: l’apertura d’ali del drago è decisamente larga, tanto quanto il peso del corpo avrebbe bisogno per riuscire a sollevarsi e volare.

Buona biologia in Il Trono di Spade: come in Il Signore degli anelli, i draghi perdono le zampe davanti per avere le ali come gli uccelli e i pipistrelli.

Intrigante termo-fisica in Il Trono di Spade: l’alito del drago blu dovrebbe essere almeno 3 volte più caldo di quello del drago rosso.

Ovviamente, essendo i draghi creature non esistenti, la fisica che Tyson utilizza è riadattata al mondo di Il Trono di Spade, ma è sempre comunque interessante calare la fantasia nella realtà. La serie fantasy HBO tornerà con l’ultima stagione nel 2019.