House of the Dragon: lo show accusato di omofobia per la morte di un personaggio gay

L'articolo contiene SPOILER sul quinto episodio di House of the Dragon.

House of the Dragon continua a scatenare polemiche per la rappresentazione di personaggi appartenenti alla comunità LGBTQ+. Questa volta a suscitare scalpore è stato il trattamento riservato a Ser Joffrey Lonmouth, personaggio queer ucciso nella quinta puntata della serie.

House of the Dragon e le polemiche per la morte di un personaggio queer

House of the Dragon; cinematographe.it

Ser Joffrey Lonmouth (Solly McLeod) viene infatti ucciso da Ser Criston Cole (Fabien Frankel) in maniera molto brutale. Ovviamente il motivo non è il suo orientamento sessuale o la sua relazione con Laenor Valaryon (Theo Nate), ma secondo i fan non è la prima volta che in uno show di successo viene introdotta una storia d’amore queer con l’unico scopo di interromperla nel momento migliore, possibilmente in maniera tragica. Molti spettatori sono infatti insorti contro questa scelta di sceneggiatura, affidando a Twitter i propri pensieri in merito: “Non è la prima volta che i personaggi queer vengono presentati semplicemente per affrontare la loro morte macabra e sanguinosa.”

House of th Dragon Criston Cole - Cinematographe.it

Una decisione, quella di “far fuori” un personaggio gay “in maniera macabra e sanguinosa“, giudicata stantia ed antiquata ed assolutamente fuori target e fuori contesto nel 2022. Un topos troppo abusato, dunque. Va precisato, però, che Criston Cole ha ucciso Joffrey Lonmouth solamente perché era a conoscenza del suo segreto, ovvero che era andato a letto con la principessa Rhaenyra (Milly Alcock\Emma D’Arcy). Segreto che, se svelato durante il matrimonio della stessa Rhaenyra, avrebbe sicuramente fatto saltare le nozze con Laenor Velaryon – compagno dello stesso Lonmouth. Una motivazione “legittima” nell’ottica di una serie come House of the Dragon, ma ugualmente contestata. A scoprire il segreto, infatti, sarebbe potuto essere qualunque altro personaggio e non necessariamente uno queer. Le polemiche, dunque sono destinate a non placarsi. La serie – giunta al sesto episodio – continua ad andare in onda su Sky Atlantic e in streaming su Now.

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