House of the Dragon: i co-autori di R.R. Martin rispondono alle accuse di razzismo “la diversità non deve prevalere sulla storia”

Linda Antonsson aveva precedentemente definito la scelta dell'interprete di Corlys come “inaccettabile” perché “non vi sono Valyriani di colore".

Linda Antonsson e il marito Elio M. García Jr., co-autori e fact-checkers di George R.R. Martin, rispondono alle numerose accuse di razzismo a seguito dei loro commenti contro il casting di House of the Dragon. Di recente Martin, creatore di Game of Thrones e produttore esecutivo di House of the Dragon, ha pubblicizzato l’imminente di rilascio di un nuovo libro sulla storia della dinastia dei Targaryen: The Rise of the Dragon: An Illustrated History of the Targaryen Dynasty, Volume One. Ma nei commenti sotto al tweet di Martin molti fan hanno riportato a galla i commenti che Antonsson e García hanno fatto nel corso del tempo contro il casting di alcuni attori del franchise di Game of Thrones.

Nel 1999 Antonsson e García fondarono online il forum Westeros.org, portando Martin ad assumerli come fact-checkers ufficiali, in particolare per il libro Il banchetto dei corvi e, nel 2014, il duo ha partecipato come co-autori al libro illustrato Il mondo del ghiaccio e del fuoco. Antonsson poi, nel corso degli anni, ha catturato l’attenzione dei fan della serie per i suoi commenti e gli sproloqui contro l’adattamento televisivo dei libri, in particolare contro l’accuratezza (o non) del colore della pelle di alcuni personaggi e per le scene di violenza sessuale.

Recentemente, sempre Linda Antonsson, ha commentato anche sul casting di Steve Toussaint nei panni di Corlys in House of the Dragon, definendo la scelta “inaccettabile” perché “non vi sono Valyriani di colore e non dovrebbero essercene alcuni nello show. Dal canto suo, lo stesso Toussaint aveva parlato, prima dell’uscita della serie, delle continue vessazioni razziste online da parte di “fan” della serie.

House of the Dragon, la co-autrice di Martin commenta: “cambiare l’etnia o la razza pone una serie di domande logiche”

House of the Dragon - Cinematographe.it

Antonsson ha commentato recentemente circa le accuse di razzismo dicendo che le sue pearole sono state fraintese e lette senza il contesto originale. A Variety aveva anche riferito che l’ha molto infastidita essere “catalogata come una razzista, quando il suo obiettivo era solo quello di portare l’attenzione sullo sviluppo della storia”. Inoltre, Antonsson ha aggiunto che “la diversità non deve rovinare la storia”. “Se George avesse davvero scritto i Valyriani di colore, invece che bianchi, […] avremmo avuto il medesimo problema e [avrei] espresso la medesima opinione”, ha commentato Antonsson, affermando che quando si cambia la razza o l’etnia dei personaggi emergono “tutta una serie di domande di tipo logico.

Nonostante ciò, Antonsson e García hanno comunque espresso il loro piacere nel guardare House of the Dragon, sottolineando la bravura del creatore della serie Ryan Condal, “chiaramente uno che apprezza e a cui interessa il materiale originale”.

Condal dal canto suo ha sempre voluto rendere la serie più aperta ad una maggior rappresentazione, e l’opportunità era stata resa possibile quando ha scoperto che R.R. Martin inizialmente aveva pensato all’idea di rappresentare i Velaryons come persone di colore, conquistatori che venivano a Westeros dall’ovest. Un’immagine che rimase impressa in Ryan Condal, tanto che quest’ultimo ha affermato essere il futuro della serie.

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