Game of Silence: recensione pilot

Fa il suo debutto, subito dopo The Voice, la nuova serie NBC Game of Silence, adattamento di un format turco, scritta da David Hudgins, sceneggiatore di Parenthood, diretto da Niels Arden Oplev, regista della trilogia scandinava Millennium, e prodotto da Carol Mendelsohn (CSI) e Julie Weitz.

Un gruppo di cinque ragazzini. La periferia di Houston. Le corse frenetiche in bicicletta, i primi alcolici e i primi amori. I tuffi nel lago e anche l’esserci l’uno per l’altro. Delle vite felici e spensierate. Un giorno tutto questo cambia. Per “correre” dietro a una nuova ragazzata, quella tranquillità giocosa adolescenziale viene frantumata da un tragico incidente.

Game of Silence

Qui si ferma il racconto di Jackson, interpretato da David Lyons (Revolution), sulla sua infanzia, mentre corre come ogni mattina per il suo quartiere.

Jackson è un procuratore di successo, a un passo dal matrimonio e dalla vera e propria fama. La sua vita scorre tra agi e allori, a differenza dei suoi vecchi amici di infanzia che non se la stanno cavando nel migliore dei modi.

A un soffio dall’apice, dopo venticinque anni, Jackson si vede “minacciato” da quegli stessi amici. Il racconto prosegue e tinte torbide si fanno strada tra il gruppo di ragazzini di Houston che, adesso, sono uomini e donne pronti a tutto pur di far vigere la legge del più forte. Pronti a qualsiasi cosa pur di fare giustizia e riscattarsi da quel passato oscuro e doloroso, il quale li ha marchiati per sempre.

Ad affiancare Lyons in Game of Silence troviamo Michael Raymond-James (Once Upon a Time), Larenz Tate (Rush), Bre Blair (The Flash), Conor O’Farrell, Deidrie Henry, Demetrius Grosse (Banshee, Straight Outta Compton) e Claire Van Der Boom, volti più o meno noti della televisione americana.

Game of Silence

Oscuri segreti e false verità per il pilot di Game of Silence

Game of Silence è un drama dalle tinte legal ma che sa vestirsi anche da thriller. Fin dall’inizio del pilot, semina perfettamente quelli che sono gli elementi che si ripercorreranno lungo tutto l’arco di questa prima stagione.

Non viene rivelato troppo, ma abbastanza per insinuare quella curiosità nello spettatore, quella sadica voglia di andare avanti, pur sapendo che forse, le verità celate dai protagonisti, sono molto più che amare.

Una storia a più livelli, che ha come protagonista Jackson, ma che tenta di dare comunque un minimo di coralità, coinvolgendo tutti i personaggi in modi differenti.

Game of Silence

Sono tante le verità nascoste da scoprire, tutte reazioni a catena le cui conseguenze si stanno facendo sentire solo adesso. La titubanza di Jackson si trasforma ben presto nel bisogno più vivido di dare un senso a tutto quello che ha e hanno subito. Una ragnatela molto più intricata del previsto prende forma sotto i suoi occhi. E se a un passo dal diventare partner del proprio studio legale, era fuori discussione mettersi in qualsiasi tipo di guaio, adesso non ne è più molto sicuro. Il senso di giustizia e vedetta prevarica, così come la nostalgia per gli spensierati giorni di passato.

Senza lode e senza infamia, Game of Silence si preannuncia essere una serie di facile visione. Un prodotto sicuramente non originale, che sa un po’ di cose già viste e fatte meglio, ma che al tempo stesso conserva una sua dignità, spronando lo spettatore, almeno per questo primo episodio, ad andare avanti con la visione.

Che il futuro possa riservare qualche sorpresa più accattivante per questa serie? Bhè, lo scopriremo solo andando avanti.

Regia - 3
Sceneggiatura - 3
Sonoro - 3
Recitazione - 3
Emozione - 3

3

Tags: NBC