La Settima Onda: 5 motivi per vedere il film di Massimo Bonetti

L'attore Massimo Bonetti passa per la prima volta dietro la macchina da presa e dirige il suo primo film, La settima onda. Ecco alcuni motivi per non perdere il film, al cinema dal 24 maggio!

Il mare, il sole e le brulle terre del sud Italia: ne La settima onda di Massimo Bonetti i luoghi diventano veri protagonisti del film, influenzando e facendo da magnifica cornice alle vicende dei protagonisti. Opera prima dell’attore romano, che per questa occasione passa dall’altra parte della macchina da presa, il film racconta la storia di Tanino, un giovane pescatore che deve affrontare le difficoltà della vita pur di realizzare il suo sogno. Sarà l’incontro con Saverio, uomo diverso da lui ma allo stesso tempo simile, a cambiare per sempre la sua vita e quella della sua famiglia.

Perché vedere La settima onda? Ecco a voi 5 buoni motivi!

La settima onda: la nascita del film

La settima onda Cinematographe.it

L’idea alla base de La settima onda nasce da un evento realmente accaduto. Come ha raccontato Massimo Bonetti, che ha firmato anche la sceneggiatura, il film parte da un incontro che lo stesso regista ha avuto con un pescatore di Gaeta. Parlando con l’uomo infatti, Bonetti ha scoperto come questo fosse ben informato sul cinema. E non una conoscenza basilare, ma un vero appassionato, che sapeva parlare di grandi classici e personaggi della storia del cinema. Affascinato da questo aspetto, il regista gli ha chiesto da dove provenisse tutto questa conoscenza ed è lì che il pescatore ha confessato: “Io volevo fare l’attore, ma ho sempre vissuto qua“. Le stesse parole le pronuncerà poi il protagonista Tanino (interpretato da Francesco Montanari) quando conoscerà Saverio, un vecchio regista (interpretato da Alessandro Haber) e i due inizieranno a parlare di cinema. La settima onda è un film che vuole raccontare la realtà nella sua semplicità. E proprio dalla realtà più pura ha preso vita.

Una storia senza tempo o luogo

La settima onda Cinematographe.it

L’aspetto che più colpisce del film di Bonetti è quello di non avere una collocazione precisa, né di spazio, né di tempo. Il regista non ha voluto inserire nessun elemento tecnologico, come quelli che al giorno d’oggi caratterizzano le nostre giornate: non esistono smartphone, computer o social network. Guardando La settima onda lo spettatore non riesce mai ad essere sicuro del periodo in cui la vicenda si svolge. Lo stesso vale per il luogo. I paesaggi bellissimi suggeriscono che ci troviamo nel sud dell’Italia, ma non esiste alcune elemento in grado di dare una collocazione precisa. Anche i dialetti sono i più vari: se infatti il boss interpretato da Tony Sperandeo parla siciliano, lo stesso Montanari parla un dialetto a metà tra il pugliese e il romano. Nessuna sicurezza, nessuna coordinata: La settima onda potrebbe quindi raccontare la storia di chiunque di noi.

La bellezza del mare

La settima onda Cineamtographe.it

Nonostante non sappiamo dove Tanino si trovi esattamente, la bellezza dei paesaggi che fanno da sfondo alla sua storia è incredibile. Il mare, con le sue onde e il blu profondo diventa un vero e proprio protagonista: il sogno di Tanino è quello di aprire pescheria tutta sua e il mare è la sua salvezza. Il sole poi riesce a illuminare qualsiasi cosa, accompagnando i protagonisti nei loro momenti di gioia e regalando delle atmosfere fantastiche. La luna infine è più volte chiamata in causa dallo stesso regista, che le dedica diverse inquadrature: è proprio all’ombra della sua luce che i protagonisti si fermano a riflettere sulle loro vite.

Tanino e Saverio: protagonisti diversi eppure simili

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Protagonista de La settima onda è Tanino, un giovane pescatore che un giorno incontra casualmente Saverio, un vecchio regista, un tempo molto famoso, dal tragico passato. Seppur dai trascorsi differenti, i due uomini hanno in comune più di quello che possono pensare. Entrambi infatti stanno tentando di dare un senso alla propria vita: se Tanino è pronto a tutto pur di realizzarsi come uomo e raggiungere il suo obiettivo, Saverio deve riuscire ad affrontare il proprio passato, a fare i conti con le proprie colpe e fantasmi. Uno proiettato verso il futuro, l’altro legato al passato: solo l’incontro dell’uno con l’altro darà a entrambi la forza per affrontare le rispettive vite.

La settima onda: un sogno da realizzare

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La forza dominante che porta avanti il film è quella di Tanino, disposto a tutto pur di realizzare il suo sogno. Semplice pescatore, con una moglie a carico e una suocera che non perde occasione di ricordargli i propri fallimenti, l’uomo fa di tutto pur di raggiungere il suo obiettivo, anche andare contro la legge o rivolgersi a persone poco raccomandabili. Lungo il suo cammino però dovrà affrontare non poche difficoltà: le incomprensioni con la moglie, i litigi con l’amico di una vita. Tutto questo è il prezzo da pagare per raggiungere il suo obiettivo. Ma Tanino è disposto a sopportare qualsiasi cosa. E forse alla fine la sua caparbietà e forza di volontà lo ripagheranno.