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Da Hunger Games a Il Lato Positivo, riscopriamo il talento e la personalità di Jennifer Lawrence come donna, attrice e icona della sua generazione

Nasce a Louisville il 15 agosto 1990 Jennifer Lawrence – figlia minore di Karen Koch e Gary Lawrence, proprietario di una ditta di costruzioni, e sorella minore di Ben e Blaine -, la talentuosa e affascinante attrice che ha iniziato a 14 anni e a 28 ha già avuto quattro nomination agli Oscar (tra cui American HustleJoy), vincendone uno (Il lato positivo) ed è stata premiata anche con tre Golden Globe e con il Premio Marcello Mastroianni a Venezia nel 2008 per The Burning Plain – Il confine della solitudine (Guillermo Arriaga ). Jennifer piace per il suo carattere vulcanico, per il suo essere una di noi – dice di aver un profilo Instagram fake con cui guarda -, una persona qualunque che inciampa, cade, che sa essere buffa nonostante l’etichetta di attrice hollywoodiana difficilmente eliminabile. Tra red carpet e battute buffe la Lawrence è una delle attrici più amate, una delle più pagate (tra il 2015 e il 2016 è l’attrice con il cachet più alto), che sa interpretare supereroine come donne qualunque intelligenti e fragili. Ciò che di lei stupisce è la naturalezza e anche l’essere una stella inarrivabile – che fa parte del mondo dello star system – cosa che le ha aperto le porte dello spettacolo.

Jennifer Lawrence: simbolo di tutte le donne che non si fanno mettere i piedi in testa

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Raggiunge la fama internazionale dopo aver vestito i panni di Mystica nella saga degli X-Men (2011-2019) – un anno dopo, nel 2012, veste i panni di Katniss in Hunger Games -, va nello spazio, ha a che fare con la criminalità organizzata ma parla anche ai sentimenti più puri e profondi (Una folle passione) dell’animo umano e ancora tocca tematiche complesse (Gelido inverno).

Ha lavorato per metà della sua vita dimostrando forza di volontà e coraggio, basti pensare che all’età di 14 anni parte, lasciando la scuola, convincendo i genitori a portarla a New York per trovarle un agente, per intraprendere la carriera di attrice. Forse per questo la Lawrence incarna donne coraggiose, delle guerriere che non hanno paura di compiere grandi passi, ambiziose, che non fanno passi indietro, pronte a prendersi le proprie responsabilità.

Lawrence si modifica nel corpo, è bionda, mora, ma il carisma e l’indole da vincente che hanno lei e i suoi ruoli è sempre la stessa, quella di una che non si adagia su come appare ma punta a raggiungere ciò che vuole.

Jennifer Lawrence: una giovane donna forte e controcorrente

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Non è un caso infatti che l’attrice, altrettanto forte, altrettanto coraggiosa, altrettanto indipendente, interpreti Katniss, la ragazza di fuoco di Hunger Games che sconvolge il pubblico di tutto il mondo, la donna ribalta le categorie che spesso ci vengono consegnate: è lei a salvare il mondo, è lei che protegge l’uomo, è lei che mette da parte le paure e si getta nella mischia. La Lawrence si dimostra pronta, perfetta nella parte di eroina che tutte le bambine vorrebbero essere, attrice d’azione credibile. La saga prosegue e lo spettatore si fidelizza, crede a ciò che vede e partecipa agli Hunger Games.

Interpreta un altro ruolo da guerriera, la scrittrice Aurora Lane,  anche in Passengers (Morten Tyldum, 2016) venendo scelta dall’ingegnere meccanico Jim Preston (Chris Prat) per affiancarlo nel viaggio interstellare di 120 anni, sull’astronave Avalon. Perde le staffe quando scopre quale è il vero motivo per cui l’uomo l’ha scelta e dimostra il suo carattere.

La Lawrence ammette durante più di un incontro con la stampa che è stata spinta a scegliere il ruolo di Aurora per la voglia di mettersi alla prova, dando corpo ad una figura femminile dall’ambizione insaziabile, convinta che è quello ciò che per lei conta è proprio raggiungere i propri obiettivi.

Il terzo personaggio di questa categoria è sicuramente Joy in cui l’attrice interpreta Joy Mangano, la donna che ha inventato il Miracle Mop, un mocho che evita di sporcarsi le mani. Joy dà modo all’attrice di vestire i panni di un personaggio che è tante cose insieme: è mamma, figlia, amica, sorella ma è anche una donna che rifiuta di arrendersi, che vuole rompere gli schemi e i cliché. Lei per la società dovrebbe essere “solo” mamma, moglie, lavoratrice e casalinga, ma è arrivata ad un punto in cui non ce la fa più, è troppo stanca però è cerca di ribaltare la sua vita. Joy non riesce a combinare le notti da hostess di terra, l’essere madre, il lavoro a casa e così inventa qualcosa che la renderà capo supremo di un impero. Racconta l’American Dream in maniera diversa, con uno sguardo femminista e il film, grazie alla sua interprete, sfiora l’Oscar diventando manifesto di coraggio, forza.

Jennifer Lawrence: un’attrice che ha avuto un grande successo fin da giovanissima

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La Lawrence ha ottenuto il suo primo Oscar nel 2013 per Il lato positivo – Silver Linings Playbook (Russel, 2012), un racconto forte, delicato e violento che non si prende troppo sul serio nonostante i drammi che l’opera cinematografica porta sullo schermo. Lawrence interpreta Tiffany, una misteriosa e stravagante giovane donna che riesce a entrare nel mondo di Pat (Bradley Cooper con cui l’attrice lavora in più di un’occasione e con cui ha una speciale alchimia) e porta in lei quell’universo fuori dal comune proprio di una giovane donna piena di energia e dalla cruda autenticità – come ha detto lo stesso regista. L’attrice ha raccontato le donne nonostante la sua età e la sua inesperienza – come lei afferma in più di qualche intervista -, donandosi e aprendosi al personaggio, diventando un recipiente, una materia plasmabile, un’artista a mente aperta.

Queste caratteristiche, l’energia, l’autenticità, si vedono in tutti i film di Russel con cui la Lawrence ha lavorato e anche in quell’opera tanto amata e odiata che è Madre!, testo stratificato, pieno di simbologie e di significati.

Jennifer Lawrence: femminista, fiera di esserlo

Lei è libera, indipendente, riesce a rompere gli schemi, a stupire per la sua indole lontana dalla norma, è femminista. Femminista è un termine ampio, generale che vuol dire per la Lawrence lottare per l’uguaglianza, essere dalla parte delle donne, fare fronte comune: Jodie Foster è stata sua mentore scegliendola giovanissima per Mr. Beaver, Cameron Diaz le è molto vicina ed Emma Stone è uno dei suoi fari a Hollywood.

Il potere femminile è consapevolezza, vuol dire essere trattata in modo equo, avendo pari opportunità – in molte interviste ricorda che lei stessa e Amy Adams, sul set di American Hustle, erano state pagate meno dei colleghi maschi in quanto donne. La nuova generazione di attrici di cui fa parte lei ma anche Emma Stone, Emma Watson, si batte per i diritti, partecipando alla cosa pubblica, schierandosi, facendo politica. La Lawrence fa parte di RepresentUs, un’associazione no profit e no partisan in cui ci si spende per chi non ha voce, ha parlato del #Metoo e di quanta stima avesse per tutte quelle donne che sono uscite dal silenzio “distruggendo”, o almeno iniziando ad “abbattere”, una costruzione antica e rigida l’industria cinematografica hollywoodiana.

Interessante è anche il discorso che lei fa sul corpo in due sensi: da una parte lei non è in lotta con la dieta, non cerca di rincorrere canoni irrealistici – nelle interviste racconta di mal sopportare le finzioni di Hollywood, quelle per cui si è magrissime e palestratissime senza fare nulla – anzi si mostra bella e naturale con un fisico normale, da “donna” non da icona, dall’altra parte parla del nudo. Anni fa era stato hackerato il suo account cloud e sue immagini sexy hanno fatto il giro del mondo. Il suo corpo è diventato di dominio pubblico e quando in Red Sparrow, anni dopo, dando corpo ad una spia russa, compare nuda dice di avere capito ancora una volta quanta differenza ci sia tra mostrare la propria nudità consensualmente o meno.

Jennifer Lawrence: una donna che non si prende sul serio

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L’attrice è una ragazza come tante che vive con naturalezza e intelligenza il successo tanto che la sua carriera ha avuto una battuta d’arresto utile a riflettere meglio sulla strada da prendere. L’attrice è capace di arrivare al pubblico in ogni modo, in tutti i sensi, con tutti i generi e questo grazie a quell’assurdo mix di stravaganza – che la fa cadere rovinosamente sul red carpet – e bellezza – che la fa essere testimonial del profumo di Dior -, di scene d’azione e di coraggio femminile umano e pragmatico. Lawrence è capace di dialogare con il film d’autore (Madre!) e con i kolossal (le varie saghe), di essere in battaglia e parlare la lingua dei sentimenti, di essere una tipica ragazza del sud che ride facendo qualche figuraccia ma anche guardare diritta in camera facendo innamorare il suo pubblico.

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