Richard Morgan: Altered Carbon, l’anima e l’amore per il genere sci-fi [VIDEO]

La nostra intervista video a Richard Morgan, autore del romanzo cyberpunk Bay City (Altered Carbon), da cui è tratta l'omonima serie tv Netflix.

- Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2018 16:20 - Tempo di lettura: 3 minuti
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Negli ultimi anni pochi scrittori sono stati più importanti per il genere fantascientifico di Richard Morgan, autore di numerose opere connesse al cyberpunk distopico, thriller e fantasy, e soprattutto di quel Altered Carbon (vincitore del Premio Philip K. Dick) dal quale è stata tratta una delle serie più importanti degli ultimi anni, una ventata di freschezza e fantasia in un mondo (quello della narrativa televisiva 2.0) che ultimamente tra cancellazioni e caos non è che se la sia passando benissimo. Pubblicato nel 2002, il romanzo sulle avventure di Takeshi Kovacs ha dovuto aspettare un bel pò di tempo per diventare la serie fantascientifica di riferimento degli ultimi anni, grazie al suo unire e fondere tra di loro elementi di riflessione sull’uomo, il futuro, la religione, la tecnologia. Il 2002 forse non era il momento più adatto, come ha confessato Morgan, per un qualcosa di così profondamente anticapitalista, in un’epoca pre-crisi in cui liberismo sfrenato appariva l’unica sine qua non. Di questo e molto di più, si è parlato con Richard Morgan, ospite del Trieste Science+Fiction Festival 2018.

Richard Morgan parla di Altered Carbon, dei suoi autori preferiti e di come è nato il suo amore per la fantascienza

“Scrivere per me è un lavoro a tempo pieno, un qualcosa che affonda le radici nella mia infanzia, nonostante il mio primo libro sia uscito 16 anni fa. Ho sempre voluto scrivere, del resto fin da piccolo ho sempre letto di tutto” esordisce Morgan “senza seguire un solo genere o meglio seguendoli tutti”

“Tuttavia”  – aggiunge lo scrittore e sceneggiatore britannico –devo sicuramente molto a mia madre, al suo amore per il noir, dal momento che per me i romanzi di Ian Fleming sono stati il primo, vero, grande amore. Da lei ho preso in parte anche l’amore per la fantascienza, una fantascienza che ovviamente era diversa da quella di oggi. Anche Anthony Burgess ha contato molto, ma nessuno al livello di un Raymond Chandler…”

“Poi” – confessa Morgan –  “sono arrivati gli anni ’70, è arrivata la scoperta di William Gibson, momento cruciale per la mia passione, l’autore che mi ha avvicinato più di tutti alla fantascienza, il primo amore si potrebbe dire. Il problema è che poi negli anni 80 smise e io così mi ritrovai come orfano dei suoi lavori, della sua visione del mondo. In quel periodo poi uscì anche Blade Runner” precisa Morgan “che è stato incredibilmente importante per me, così tanto importante che il mancato sequel (doveva arrivare egli anni 90), unito alla fine della narrativa di Gibson, è stato il motore che mi ha spinto a scrivere…”

E così si arriva a Altered Carbon, alle avventure di Kovacs, dove troviamo riferimenti alla fantascienza distopica, alla realtà virtuale, ad un futuro cyberpunk. Ma frequente nel lavoro di Morgan emerge il concetto di anima, qualcosa di profondamente legato alla religione. Forse che per Richard Morgan la fede è centrale nel percorso artistico ed esistenziale?

“No. Mi ritengo una persona materialista, distante dalla religione” precisa subito l’autore “del resto il concetto di anima è qualcosa di importante nell’arte ma che per lungo tempo non è stato per forza legato alla religione”
“L’anima la vedo come un qualcosa che parla di noi, la nostra essenza, era mia intenzione creare una metafora ma non c’è religiosità, per quanto tutto sia nato da una discussione che ho avuto ad una cena con un buddista (il loro credo è quello che tollero di più tra l’altro)”

“Ciò che ho sempre trovato interessante ma anche assurdo del credo buddista” confessa Morgan ” è il concetto di reincarnazione. Se commetti qualche brutta azione, niente inferno o altro, ti reincarni in una forma di vita inferiore, è quella la punizione…ma non ti viene dato modo di ricordare perché è successo, quale brutta azione ti ha condannato a tale pena.
Noi siamo i nostri ricordi, ed essere puniti per ciò che non puoi ricordare l’ho sempre trovato ingiusto, nel buddismo e nelle religioni in generale. Da questo concetto si viene a creare in modo il contrasto tra moralismo e materialismo”

Altered Carbon (che vede Richard Morgan nel a lui gradito ruolo di consulente e nulla di più) tornerà sugli schermi italiani con la seconda stagione, con protagonista Anthony Mackie.