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Magari, l’opera d’esordio di Ginevra Elkann, sarà il film che aprirà l’iniziativa La Rai con il cinema italiano, con la quale verranno pubblicati otto film inediti – ogni giovedì, uno per settimana – alcuni mai usciti in sala altri per la prima volta su una piattaforma direct video. Magari è una produzione Wildside con Rai Cinema e coprodotto da Tribus P Films e Iconoclast. La storia del film ha al centro Alma, Jean e Sebastiano, tre fratelli molto legati tra loro che da Parigi, città in cui vivono nel sicuro, seppur bizzarro, ambiente alto borghese della madre di fede russo-ortodossa, si ritrovano scaraventati tra le braccia di Carlo, padre italiano, assente, anticonformista e completamente al verde, che non ha alcuna idea di come badare a se stesso, tantomeno ai figli. Durante una vacanza di Natale passata in una casa al mare insieme a Carlo e alla sua collaboratrice Benedetta i nodi delle tensioni di famiglia emergono. Carlo scopre degli aspetti oscuri della sua ex moglie e dimostra ai suoi figli di essere un padre inaffidabile. La piccola Alma, però, continua a credere fermamente che un giorno la sua famiglia possa tornare a unirsi come un tempo.

Ne hanno parlato, nella conferenza stampa di presentazione, la regista Ginevra Elkann, la sceneggiatrice Chiara Barzini e gli attori protagonisti Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher.

Ginevra Elkann: “Magari unisce i miei ricordi degli anni Ottanta e Novanta e una visione intimista della famiglia”

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Ginevra Elkann, alla sua prima regia, e Chiara Barzini, sceneggiatrice, hanno spiegato la genesi del film: “Questo film nasce da una conversazione tra di noi, con la memoria rivolta agli anni ‘80 e ‘90, parlando dell’infanzia e rientrando dentro i nostri ricordi, con una storia sull’idea della famiglia e con un po’ di nostalgia. In un momento in cui siamo tutti molto ricollegati alla famiglia, dovendo stare in casa, trovo molto bello che il film possa arrivare ora su RaiPlay. Abbiamo attinto a molti libri su famiglie disfunzionali e siamo affezionate a personaggi romantici e sognatori. Volevamo raccontare sia l’essere genitori sia l’essere figli senza inserire troppi giudizi. Il film ha il punto di vista di una figlia ma abbiamo voluto mettere anche empatia verso questi genitori, un po’ sgangherati ma di gran cuore”. La regista ha poi specificato: “Non è un affresco sociale ma è un ritratto dei sentimenti che caratterizzano i personaggi, è molto intimo su ognuno di loro. Volevo parlare di emozioni e delle piccole cose dell’infanzia che sembrano piccolo ma poi fanno di noi gli adulti che siamo. Abbiamo creato questo racconto, questa casa, cercando di rendere i sentimenti particolarmente chiari, ma cercando di far percepire anche quello che non raccontiamo, cercando di far capire che c’è molto dietro”.

Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher parlano dei loro personaggi in Magari

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Riccardo Scamarcio si è poi addentrato sul ruolo del padre da lui interpretato: “un padre che si ritrova in un momento preciso in cui deve passare le vacanze di Natale con i suoi figli, inizialmente dovrebbero andare in montagna ma il padre li porta al mare a Sabaudia a casa di un amico, già da questo dovreste capire di che padre si tratta. Vestiti da sci i bambini dovranno passare le vacanze in un ambiente marittimo. È un padre che non è abituato ad avere i figli intorno, è uno scrittore, un sognatore, idealista, un po’ incapace di assumersi completamente le responsabilità, anche se a suo modo lo fa. Ho individuato nel copione una vera qualità di scrittura e poi Ginevra aveva la grandissima capacità di entrare in empatia con i propri attori. È stata una grande esperienza. È stata molto importante l’empatia all’interno di questo film, quell’empatia che forse è anche la cosa più a rischio in questo momento storico”.

Alba Rohrwacher nel film interpreta Benedetta, sceneggiatrice e compagna di Carlo, che si ritrova coinvolta in questa strana vacanza e ha parlato così del suo personaggio: “Benedetta si ritrova a far parte di questa famiglia allargata, questo film racconta la possibilità di una famiglia di estendersi al legame di sangue. Benedetta verrà prima messa in discussione e poi accettata anche dai ragazzi in maniere inaspettate, a volte più buffe e stravaganti. A questo nucleo poi si uniranno anche gli amici, creando una nuova idea di famiglia in cui i ragazzini conosceranno il genitore per quello che è e lui prenderà la responsabilità d’essere padre, mentre Benedetta capirà davvero i suoi sentimenti di legame. In altri film il personaggio di Benedetta sarebbe stato bidimensionale, restando ai margini, mentre qui è diventato un personaggio sorprendente che cambia in continuazione e diviene il motore del cambiamento anche degli altri, a cui gli altri si appoggiano per risolvere loro stessi. Benedetta non è una madre, ma tratta i ragazzi con un atteggiamento davvero materno”.

Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher:  “Magari crea un mondo di sentimenti ed emozioni in cui il pubblico potrà immedesimarsi”

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I due attori hanno parlato poi parlato dell’immersione in un mondo così particolare. “Siamo stati immersi in maniera incredibile da Ginevra in un mondo accogliente e vero in cui era facile muoversi, ci siamo trovati a nostro agio. Un mondo che derivava dalla sua memoria e da quella di Chiara. Un mondo concreto ma fatto anche di sensazioni ed emozioni. È stata talmente brava a creare questo universo, facendolo diventare immediatamente il nostro. Questi personaggi per me sono sempre esistiti, non mi sono mai chiesta dove finisse la memoria di Ginevra e dove iniziasse la mia. Ha creato un contesto che conteneva anche il mio ricordo, dove il mio diventava un supporto al suo, contribuendo a creare quel mondo. Po ad un certo punto questo nucleo familiare messo in scena è diventato autonomo, facendo diventare strette anche le relazioni tra noi attori, compresi i fratelli, che erano bambini che non avevano mai recitato prima. Grazie a Ginevra mondi che non conosciamo sono diventati più vicini del nostro mondo” ha raccontato Alba Rohrwacher.

Mentre Riccardo Scamarcio ha proseguito così: “Ho trovato subito una totale empatia con questa cosa che Alma immagina i suoi genitori nuovamente sposati, mi rimandava alla mia memoria di bambino a quando i miei genitori litigavano e pregavo che non si separassero. Il film da subito attraverso queste dinamiche delicatissime. Il mio personaggio l’ho costruito anche con la memoria che ho di mio padre. È un film che riesce a mettere in scena dei personaggi con cui il pubblico riesce poi a trovare un pezzo di sé.

Ginevra Elkann ha infine parlato di come i giovani attori hanno reagito all’esperienza: “c’è stato un lungo casting per trovare i bambini giusti per ricreare la familiarità. I nostri interpreti sono stati meravigliosi, bravi, coraggiosi, partecipi e molto capaci. Hanno mostrato una grande forza e capacità di comprendere ciò che stavano facendo, con un grande adattamento. Ognuno di loro dentro al mondo del set ha trovato il proprio interesse ed ognuno di loro è riuscito ad essere sé stesso”.

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