Il caso Spotlight: intervista a Michael Keaton e Walter Robinson

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Si è svolta questo sabato mattina la conferenza dedicata al film Il caso Spotlight nella quale erano presenti Michael Keaton (che insieme a Mark Ruffalo e Stanley Tucci ricopre uno dei ruoli principali) e il giornalista Walter Robinson del The Boston Globe artefice dell’inchiesta, a cui Keaton presta il volto nella pellicola. I due hanno risposto alle domande dei giornalisti su vari argomenti. Il caso Spotlight è basato sul vero ‘Spotlight Team’ messo in piedi nel 2001 dal direttore di un giornale, Marty Baron. Insieme alla sua squadra di giornalisti investigativi, indaga su un caso relativo a un sacerdote, Bernard Francis Law, che nel corso di trent’anni ha abusato di numerosi giovani senza che contro di lui venissero presi provvedimenti drastici. Ne nasce un’inchiesta che ha portato letteralmente alla luce un numero molto elevato di abusi su minori in ambito ecclesiale.

Michael Keaton si è detto fortunato per essere stato scelto come interprete di Walter Robbins, dato che per il ruolo era già preparato grazie a un solido background: “Per tre volte nella mia carriera ho interpretato un giornalista e personalmente nutro un interesse molto profondo per il giornalisto. Seguo telegiornali e notizie di approfondimento, anche se non lo faccio con molta frequenza”, ha detto l’attore in conferenza stampa, soffermandosi sull’ottimo cast scelto per Il Caso Spotlight.

Guarda l’intervista video e le foto (Ph. Barbara Como) a Michael Keaton, interprete del giornalista Walter Robinson in Il caso Spotlight

In Italia, il grande giornalismo d’inchiesta è finito. Ma in America, invece? Walter Robinson ha risposto che anche gli Stati Uniti stanno vivendo la stessa crisi, poiché questa branca del giornalismo “vive come un malato terminale”. E ‘accusa’ Internet: “L’avvento del network e del web ha privato i giornali  locali dei fondi necessari e quindi molti posti sono andati persi. I direttori del giornali sono ‘pazzi’ poiché i lettori vogliono continuare ad avere questi tipi di inchieste. Se non siamo noi giornalisti a farlo, chi può farlo? Se non spingiamo le istituzioni a prendersi le proprie responsabilità, la democrazia muore. Chi avrà la possibilità di informarsi se il giornalismo d’inchiesta sparirà? Walter Robbins fa inoltre notare la carenza di questo tipo di informazione: “In Pennsylvania, per esempio, c’è una sezione di giornalismo d’inchiesta che però non viene approfondito.”

L’argomento trattato in Spotlight è già noto al pubblico, ma il film lo mette in risalto. A Keaton viene chiesto come si è preparato per la parte di Robinson. “Il ruolo è stato più facile per me grazie a Walter, ‘Robbie’. Ho passato molto tempo con lui, a parlare di tante cose, non solo del caso Spotlight, ma anche di altri. In genere sono molto curioso di natura e ho assorbito tutto ciò che mi raccontava. Sono appassionato di giornalismo e gli facevo tante domande. Cercavo di cogliere l’essenza della persona, oltre che del giornalista, aggiungendo del mio in particolare (avendo interpretato già per tre volte il giornalista sullo schermo).” L’attore è convinto che il film avrà un grande impatto nel pubblico, data la tematica che tratta. A questo proposito, Keaton racconta dell’incontro con un uomo durante la proiezione di Spotlight: “Mi ha ringraziato. Era un sopravvissuto agli abusi da parte di un sacerdote.” Nonostante la critica, il film non punta il dito contro la religione: “Va al di là della tematica”, ha dichiarato l’attore. “Sono cresciuto come un cattolico, vengo da una famiglia praticante. Ciò che mi rende triste è che a causa di questi abusi, molte persone hanno perso la fede. Questa situazione non riguarda solo Boston, ma anche altri paesi del mondo, per questo suscita interesse verso tutti i fedeli. Questo Papa sta facendo un lavoro intenso, mi piace molto. Sta facendo un gran lavoro. Questo film però parla di abuso di potere e di chi lo esercita contro chi non lo ha. Un esempio riguarda le forze dell’ONU che non guardano ma contribuiscono a casi di abuso.”

Cosa pensa invece Robinson dell’interpretazione di Keaton? “Considero Michael uno dei migliori attori del mondo. Nel 1984 ero un cronista d’assalto e lui recitava in Cronisti d’assalto. Quando ho scoperto che mi avrebbe interpretato, ne sono rimasto onorato”. Robinson sa che Spotlight esce durante il Giubileo, ma ha grande speranza e considerazione per l’operato di Papa Francesco. “Rispetto ciò che sta cercando di fare. La prima cosa che ha fatto quando è diventato Papa, è stato privare vescovi e cardinali di limousine (uno di loro era proprio Law) e far prestare loro attenzione su ciò che sono le esigenze dei fedeli. La chiesa è diventata una società clericlarista. Ma Francesco conosce la situazione attuale e sta cercando di cambiarla. Ci auguriamo che questo possa contribuire a diminuire il numero dei casi di abusi sessuali.”

Ph. Barbara Como

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