Alessandro Tersigni

A Giffoni 2016 il terzo giorno si apre con un attore su cui vale la pena puntare. Alessandro Tersigni, infatti, al pari di Luca Argentero, sta ampiamente dimostrando che anche diventando noti al grande pubblico tramite un reality show come il Grande Fratello si può tranquillamente costruire una carriera basata sullo studio e la passione.

Un percorso artistico partito dal video musicale della canzone Stupido del gruppo AF04 con la regia di Gabriele Paoli e dal debutto ufficiale a teatro, nel musical Maria di Nazareth, una storia che continua, di cui racconta:

Fui chiamato per caso ad interpretare il ruolo di Gesù. È stato un importante privilegio ed una grande emozione. Ho conosciuto anche mia moglie in quel contesto lavorativo…(ride) Mi raccomando non raccontatelo a nessuno!

Alessandro Tersigni si racconta a Cinematographe

Ciao Alessandro, benvenuto a Giffoni Film Festival. Per te è la prima volta in questo contesto giovanile, questo è il festival dei ragazzi e tu d’altronde sei poco più che un ragazzo. Qual è la tua prima impressione?

Mi avevano ampiamente raccontato di quanto questo festival fosse travolgente e pieno di vita, adesso che ci sono non posso far altro che confermare. Si respira un’aria piena di aspettative e di speranze per il futuro. Beh, direi che ne abbiamo proprio bisogno. 

Ogni anno Giffoni Experience ha un tema specifico che racchiude tutto il senso che si vuole dare all’evento. Quello di quest’anno è Destinazioni. Quali sono le destinazioni di Alessandro Tersigni?

Nella mia vita ho sempre avuto molteplici destinazioni, come credo la maggior parte degli essere umani. Spero di essere destinato ad una vita serena e – visti i fatti che hanno coinvolto il mondo negli ultimi giorni – credo che l’unica risposta possibile alla violenza è continuare a viaggiare, scoprire e conoscere. Non bisogna vivere nel terrore. Dal punto di vista professionale, siccome il mio lavoro mi piace molto, spero di essere destinato ad essere ancora impegnato sia sul piccolo che sul grande schermo.

A proposito di piccolo e grande schermo, dove ti vedremo?

Attualmente sono ancora sul set di Noi eravamo, un docu-film di per la regia di Leonardo Tiberi. Per la primo volta sono impegnato in un progetto che mira a raccontare la 1° Guerra Mondiale tramite l’incontro in un ospedale allestito vicino ad un campo d’aviazione di una giovane crocerossina e un pilota d’eccezione, Fiorello La Guardia, futuro sindaco di New York. È un lavoro che mi ha entusiasmato molto, abbiamo girato vicino Treviso. Mi sono avvicinato all’ambientazione e al periodo della guerra anche grazie ai racconto di mio nonno, lui è stato l’unico aggancio che ho avuto con quel periodo. Per quanto riguarda le serie tv sono contento di dirvi che a novembre iniziamo a Roma a lavorare a Il paradiso delle signore 2, un altro lavoro a cui sono molto affezionato.

Una domanda ad Alessandro spettatore: cosa preferisci guardare in tv o al cinema? E cosa ti piacerebbe interpretare in futuro?

Bella domanda … (ride) Cerco di guardare ciò che mi incuriosisce, le storie vere, i conflitti umani, anche film o serie che hanno un messaggio difficile da comunicare. Mi piacciono i film di guerra, sia da guardare che da interpretare. Sono stato felicissimo di essere coinvolto in Noi eravamo.

Così come sono a mio agio nel personaggio di Vittorio Conti de Il paradiso delle signore. Mi piace quel periodo che va dagli anni ’40 agli anni ’60 perché racconta un periodo di grande compattezza tra gli italiani, unito nelle difficoltà di carattere economico e sociale. 

L’attualità è difficile da raccontare, i conflitti ci sono sempre stati, ce ne accorgiamo oggi perché stanno colpendo l’Europa e, attraverso i social, li viviamo in presa diretta. Mi piacciono anche molti personaggi, ad esempio, sono affascinato da Luigi Tengo, un artista profondissimo e il cui destino sembra essere ancora avvolto dal mistero, il suo sarebbe un racconto biografico interessantissimo. In fin dei conti considero il cinema e la tv come il calcio e il calcetto, le regole del gioco rimangono le stesse, le modalità cambiano in funzione dei tempi di lavorazione, soprattutto per le serie tv che ti impegnano molto più tempo.