Django & Django – Sergio Corbucci Unchained: Luca Rea e Steve Della Casa parlano del film, prossimamente su Netflix

Presentato fuori concorso al 78° Festival di Venezia, Django & Django - Sergio Corbucci Unchained sarà in sala come “evento” il 15-16-17 novembre e poi, a quanto pare, approderà anche su Netflix.

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DJANGO & DJANGO – Sergio Corbucci Unchained – documentario scritto da Steve Della Casa e Luca Rea, che ne cura anche la regia – è innanzitutto un grande atto d’amore verso un regista che ha incarnato, attraverso i suoi film, un periodo storico, la fine degli anni ‘ 60 in Italia, irripetibile. Narratore d’eccezione di questa straordinaria cavalcata fra ricordi, impressioni e aneddoti è Quentin Tarantino. Il regista è stato coinvolto dalla produttrice del film, Nicoletta Ercole, in virtù della passione di Tarantino per Corbucci, considerato da lui “il secondo miglior regista di western italiani” – come dichiarato nel suo C’era una volta a Hollywood. La pellicola si avvale del contributo di documenti preziosi – messi a disposizione da Nori Corbucci – e di testimonianze di persone che con il regista hanno lavorato: Franco Nero e l’aiuto regista di Django, Ruggero Deodato.
Una storia nata dalla passione condivisa di tutti coloro che hanno lavorato al progetto, con l’intento di comprendere perché Sergio Corbucci è stato il regista straordinario che tutti ricordano. E con l’obiettivo di renderlo moderno così come Tarantino ha fatto con i film popolari italiani.
Per scoprire altri interessanti risvolti di Django & Django – Sergio Corbucci Unchained ci affidiamo alle parole di Luca Rea e Steve Della Casa, che abbiamo avuto il piacere di intervistare in occasione della presentazione del film al BAFF – B.A. Film Festival.

La nostra intervista a Luca Rea e Steve Della Casa, autori di Django & Django – Sergio Corbucci Unchained

Quali sono i documenti più interessanti che avete ritrovato scavando tra i materiali d’archivio usati per la realizzazione di Django & Django – Sergio Corbucci Unchained?

Luca Rea: “Per quanto mi riguarda l’aspetto più interessante è stata la ‘riesumazione’ – chiamiamola così – di due ore abbondanti di filmati super 8 a colori girati sui set dei film di Corbucci tra il 1969 e il 1973. Da questi filmati sono tratte le parti in super 8 presenti nel documentario. In qualche passaggio molto breve riprendono momenti di vita al di fuori dei set, ma il 90% è stato girato durante la riprese e i preparativi per i film.”

Steve Della Casa: “Questi filmati in super 8 – i quali anche secondo me sono fra i materiali più interessanti ritrovati – sono uno strumento straordinario per comprendere come fosse possibile che ci fosse allo stesso tempo povertà di mezzi e grande genialità da parte di chi lavorava. Il tutto condito dall’io narrante di Quentin Tarantino, senza il quale il documentario non si sarebbe potuto portare a termine”.

A proposito di Quentin Tarantino, in che modo avete lavorato con il regista e come siete riusciti a farlo diventare la voce narrante del vostro film?

Luca Rea: “Il coinvolgimento di Tarantino come voce narrante è stata una scelta venuta fuori in corso d’opera. Contattarlo è stata un’idea di Nicoletta Ercole, la produttrice del film. Io personalmente lo conosco dal 2004, anno in cui ho curato insieme a Marco Giusti la retrospettiva del Festival di Venezia di cui Tarantino era padrino (Italian Kings of the B’s – storia segreta del cinema italiano). Ho passato quella decina di giorni a stretto contatto con lui: siamo diventati abbastanza amici e abbiamo continuato a sentirci negli anni. Nicoletta mi ha proposto di contattarlo, così ho provato a chiedergli di partecipare a questo documentario su Sergio Corbucci. Ha risposto immediatamente che vi avrebbe preso parte. Da quel momento io e Steve abbiamo cominciato a costruire il documentario e, ogni volta che comunicavamo qualche idea a Tarantino, lui spostava l’attenzione sulla parte western del racconto. Cercava di dirigere il suo intervento verso il centro del suo studio – in passato aveva provato a scrivere un libro proprio su Corbucci.
Il giorno dell’intervista Tarantino si è presentato preparatissimo, con una risma di fogli molto alta. Alla fine è stato lui stesso a proporci di usare il suo discorso come scheletro e di inserirlo come voce narrante del film. La forma si è evoluta strada facendo ed è stata evidente solamente il giorno in cui abbiamo girato l’intervista a Tarantino”. 

Steve Della Casa: “Lo conosciamo entrambi, forse Luca meglio di me perché ci ha avuto a che fare più recentemente. Io l’ho frequentato parecchio ma per un periodo più limitato, quando nel 2015 ero autore dei David di Donatello e lui era venuto in Italia per partecipare alla cerimonia. Sapendo della sua passione per il cinema italiano e della sua disponibilità, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante lavorare con lui per una breve intervista. Intervista durate poi tre ore, nelle quali ha riflettuto in maniera straordinaria su quegli anni e su quel cinema”.

Django & Django Sergio Corbucci Unchained - intervista Della Casa e Rea - Cinematographe.it
Quentin Tarantino

Come è stato lavorare insieme? Eravate d’accordo su tutto o ci sono delle scene che sentite particolarmente “vostre”?

Luca Rea: “Steve lo conosco ormai da molto tempo, credo dal 1999. In Django & Django – Sergio Corbucci Unchained abbiamo collaborato principalmente alla sceneggiatura. Il suo contribuito è evidente soprattutto nei rimandi alla politica di fine anni ‘60, inseriti anche nello scalettone inviato a Tarantino. Anche se poi in realtà era già nelle intenzione di Quentin cavalcare questi aspetti. Ha infatti una sua teoria politica in merito a Corbucci – che non ci aspettavamo ma che è spiegata nel dettaglio all’interno del documentario. Al montaggio, invece, le scelte sono state prese da me e da Steve Mabey (il montatore del film). Ad esempio, l’inserimento della Equipe 84 che canta Bang Bang”.

Steve Della Casa: “Io e Luca abbiamo un ottimo rapporto. Siamo molto amici e ci stimiamo a vicenda. Per quanto riguarda la parte filmica ci ha lavorato appunto soprattutto lui. Però c’è un aspetto che rivendico con orgoglio, ovvero di essermi battuto affinché il film si concludesse con Vamos a matar compañeros, che secondo me è una specie di inno del western terzomondista – così l’ho sempre vissuto – e una canzone straordinaria”.

Il documentario contiene dei rimandi alla posizione politica di Corbucci – come accennato anche nella risposta di Luca. In che modo li avete affrontati?

Luca Rea: “In questo caso ha fatto tutto Tarantino. È noto che alcune pellicole di Corbucci – come Vamos a matar compañeros – contengono dei sottotesti ma anche dei sovratesti politici. Però non sapevamo che Tarantino avesse questa teoria ben definita in merito. Trattare questi argomenti è stata quindi una scelta partita da lui, che abbiamo cercato di mantenere nel montaggio, nella maniera più dritta possibile. Abbiamo anche lasciato il suo dubbio – legittimo – sulla veridicità e sulla fondatezza della sua teoria. Teoria poi avvalorata dal ritrovamento di un’intervista in pellicola – girata non in Italia – nella quale si dice che Il Grande Silenzio contiene questi rimandi. Ciò che si vede, quindi, non è una costruzione di montaggio ma è la teoria “politica” di Tarantino”.

Steve Della Casa: “Quando ho conosciuto Corbucci, lui mi ha detto una frase secondo me molto significativa: “ Io, Vivarelli e Fulci siamo il marciapiede sinistro di Via Veneto”. Questa battuta ha due significati. Il primo è letterale: loro erano di sinistra e frequentavano Via Veneto, che era il luogo de La Dolce Vita. Il secondo – che mi suggerì lui stesso con una ghignata – è che sul marciapiede sinistro di Via Veneto stavano le prostitute. La sua collocazione nell’estrema sinistra non era assolutamente un segreto e lui stesso la portava avanti”.

Django & Django – Sergio Corbucci Unchained è un omaggio al cinema italiano e soprattutto al regista di cui porta il nome – a circa trent’anni dalla sua scomparsa. Se doveste omaggiare, fra altri trent’anni, una personalità del cinema italiano contemporaneo chi scegliereste?

Luca Rea: “Forse i Manetti Bros. – soprattutto in riferimento al periodo storico attuale”.

Steve Della Casa: “Direi Checco Zalone, perché mi sembra che venga considerato un mezzo buffone invece dice molte cose su come si vive oggi in Italia ed anche sulle idee che circolano. E poi fa molto ridere”.

Django & Django Sergio Corbucci Unchained - intervista Della Casa e Rea - Cinematographe.it
Franco Nero

Per quanto riguarda invece i vostri progetti futuri?

Luca Rea: “Principalmente faccio l’autore di programmi televisivi. Però voglio continuare a trattare l’aspetto del documentario, e ho già qualche progetto in mente. Attualmente non è partito ancora nulla – ci sto riflettendo bene – però qualche idea che prevale c’è, anche se non ha a che fare con il cinema. Potrei cominciare già nel 2022. Sento il bisogno di iniziare a portare avanti qualcosa”.

Steve Della Casa: “Lavorare su quel periodo e su quel cinema mi piace molto, perché è legato a quando ero giovane e scoprivo il mondo, anche attraverso i film. Se ci sarà quindi la possibilità di lavorare ancora su quegli argomenti lo farò sicuramente. Del resto ho già trattato quel periodo in passato – in progetti sui vari Ercole, sui musicarelli, etc…”.

Cosa dobbiamo infine aspettarci da un’eventuale edizione home video? Ci saranno scene inedite o contenuti speciali?

Luca Rea: “Io so solo che è stato venduto in mezzo mondo e che dopo la sala sarà sicuramente visibile tramite modalità molto note e diffuse, probabilmente anche su qualche piattaforma. Credo si stia aspettando la fine dell’uscita cinematografica per annunciare qualcosa in merito. Per quanto mi riguarda è un capitolo chiuso, quindi non so se sarà rilasciata un’edizione home video con contenuti inediti”.

Steve Della Casa: “Netflix ha comprato il film per distribuirlo in moltissimi Paesi. Credo però che l’uscita al cinema come evento di tre giorni sia stata la formula giusta. Ci tenevo infatti che la Sala fosse comunque rappresentata perché quel cinema lì l’ho sempre visto in sala. Mi sembrava quindi la sede naturale di Django & Django – Sergio Corbucci Unchained.

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