Così The Lost King insegna l’arte della verità

La storia vera di Philippa Langley e della scoperta dei resti del re Riccardo III, dispersi da secoli, che hanno portato a una nuova verità sulla sua figura

Un’incredibile storia vera quella raccontata in The Lost King, l’ultimo film di Stephen Frears (Philomena, Florence) sul ritrovamento dei resti del corpo di Riccardo III e sulla riabilitazione della sua immagina ad opera di una semplice impiegata, Philippa Langley, interpretata dalla candidata all’Oscar Sally Hawkins (La forma dell’acqua). Nel cast anche Steve Coogan, Jeff Pope e Harry Lloyd. Dal 6 dicembre 2023 in esclusiva su Sky Cinema Due, Sky Cinema Drama, in streaming solo su NOW e disponibile on demand.

Philippa Langley vive a Darlington ed è una efficiente impiegata che non vede riconosciuti dal suo capo il grande impegno e la dedizione che dedica al suo lavoro nonostante soffra di una patologia invalidante, l’encefalomielite mialgica, che comporta un affaticamento estremo. Un giorno assiste a uno spettacolo basato sul Riccardo III di William Shakespeare e in lei scatta una quasi morbosa ossessione per questo personaggio passato alla storia come un usurpatore le cui spoglie erano andate perdute. Sarà proprio Philippa a ritrovarle.

The Lost King – 500 anni di bugie

The lost king, cinematographe.it

Stephen Frears torna a raccontare le vicende di una donna caparbia e fuori dal comune come già successo con figure come Philomena Lee e la stonata cantante lirica Florence Foster Jenkins interpretata da Meryl Streep. In The Lost King la vita di Philippa cambia grazie a Riccardo III, re d’Inghilterra dal 1483 al 1485, “vittima” di 500 anni di bugie coadiuvate anche da una delle opere più celebri di William Shakespeare che lo descriveva come crudele, deforme, una canaglia che si macchiò dell’omicidio dei suoi nipoti, figli del fratello Edoardo IV: “Non ho altro piacere per passare le ore se non quello di spiare la mia ombra al sole e meditare sulla mia deformità. Perciò non potendo essere un amante sono deciso a dimostrarmi una canaglia”, gli fece dire il Bardo a più di 100 anni dalla sua morte perché la storia, la verità dei vincitori lo descrivevano in questo modo. Philippa Langley quasi per caso inizia a interessarsi alla figura di Riccardo III comprendendo sin da subito che una bugia a forza di ripeterla diventa verità e che un’opera come quella di Shakespeare e la figura di un sadico villain descritta dall’immortale scrittore sono sicuramente più affascinanti della verità. Philippa comincia ad avere delle visioni del re “usurpatore” (Harry Lloyd): il giovane sovrano, morto all’età di 32 anni, la aspetta sotto casa, la segue per strada, non le parla ma la osserva. La donna comincia così a indagare la vita del re facendosi aiutare da studiosi e da un vero e proprio “fan club” del “Fermo” che da sempre racconta una verità alternativa, arrivando attraverso minuziose ricerche a trovare i suoi resti dispersi fino a quel momento, siamo nel 2012.

The lost king, cinematographe.it

The Lost King, basato sul libro The King’s Grave: The Search for Richard III scritto dalla stessa Langley e da Michael Jones, e sceneggiato da Stephen Frears, Steve Coogan e Jeff Pope, è una storia di ostinazione, alla ricerca non solo dei resti di un sovrano ma della verità. In un’epoca in cui le fake news la fanno da padrone la vicenda di Riccardo III incastrato nelle maglie della storia in un’immagine negativa e ormai consolidata porta a una profonda riflessione sulle diverse facce degli eventi e dei personaggi che hanno lasciato un segno nel mondo. La stessa Philippa diventa vittima di una bugia vedendosi strappare dall’Università di Leicester la maternità della sua scoperta, ma lottando anche stavolta per veder riconosciuto il suo duro e lodevole lavoro. Riccardo III che le appare, serio, silenzioso, fiero, sembra spronarla a continuare, a non arrendersi, un espediente quello utilizzato dal regista che aggiunge un tocco di poesia alla narrazione, immaginando un’unione emotiva tra due persone lontane secoli.

The lost king, cinematographe.it

Una donna sola pronta a scardinare la Storia e a consegnare al mondo un’immagine diversa di un personaggio che rimane comunque emblema di malvagità, immagine consegnata ai posteri dai suoi nemici, dalla falsa propaganda, legittimata per secoli non solo dal dramma scritto da William Shakespeare, ma dalla deformità con la quale veniva descritto il corpo di Riccardo III, per molti motivo della sua crudeltà. “Una colonna vertebrale deviata implica una personalità deviata?”, chiede Philippa a chi si ostina a non ammettere che ci possa essere una versione alternativa dei fatti. Nel 2018 la stessa famiglia reale d’Inghilterra riconosce ufficialmente Riccardo III re legittimo e non più usurpatore. Sono le storie ordinarie che si trasformano in straordinarie come quella di Philippa Langley che cambiano la prospettiva e il modo di vedere le cose, non con cieca accettazione ma attraverso la conoscenza, lo studio e l’aiuto della scienza come in questa vicenda incredibile raccontata in un film appassionante e poetico sostenuto dalla regia di Frears, narratore impeccabile, e dall’interpretazione di Sally Hawkins.

Guarda l’intervista video a Stephen Frears, regista di The Lost King