Entrato nell’immaginario di tutti, Rocky Balboa è un eroe del popolo. Creato ed interpretato dal mitico Sylvester “Sly” Stallone, si ispira (nel nome) al mitico pugile italo-americano Rocky Marciano e nasce dall’incontro, a cui l’attore aveva assistito, tra Muhammad Ali e un pugile semisconosciuto di nome Chuck Wepner, i quali era riuscito inaspettatamente a tener testa al campione. Ma perché Rocky Balboa è diventato così importante agli occhi della gente tanto da diventare un esempio di vita? Il franchise cinematografico iniziato nell’ormai lontano 1976 ha raccontato, e lo fa ancora oggi, con lo spin-off Creed, la parabola dell’idolo umano e sportivo più famoso del Cinema.

Rocky – storia di una leggenda senza tempo

USCIRE DALLA PERIFERIA

Tutto comincia nella periferia di Philadelphia, quando un anonimo pugile, solo ed insoddisfatto della propria vita, viene inaspettatamente scelto, all’alba del 200esimo anniversario della nascita degli Stati Uniti d’America, per affrontare il campione in carica dei Pesi Massimi di Pugilato, Apollo Creed. Quello che sembra essere un incontro di intrattenimento si trasforma in un grande scontro fisico e soprattutto personale: Rocky ha finalmente la possibilità di riscattare se stesso ed uscire dalla stagnante realtà del suo quartiere. Per farlo deve anzitutto conquistare la fiducia del suo allenatore, Mickey Goldmill, i quali vede un uomo troppo debole di volontà e di scarso talento.
La grande tenacia e testardaggine di Rocky è la scintilla che accende in Mickey non solo la voglia di aiutare il ragazzo, ma, in qualche modo, avere qualcosa per cui vivere ancora. Sulla base di questo, il rapporto tra Rocky e Mickey, partito in sordina, si sviluppa trascendendo i limiti di una relazione atleta-manager diventando paterna. Senza una famiglia, infatti, Rocky trova in Mickey un primo maestro di vita ed un angelo custode. Non solo quindi un allenatore prezioso, ma un consigliere fidato.
Il personaggio di Adriana Pennino è un elemento chiave della vita di Rocky: timida ed impacciata, viene spinta da suo fratello Paulie, amico di Rocky, ad uscire dalla sua routine fatta di casa e lavoro. L’incontro tra i due mostra fin da subito la perfetta sintonia tra i due personaggi che hanno una cosa importante in comune: voler uscire dalla loro periferia vista non solo come luogo fisico ma anche personale.
L’esito dell’incontro con Apollo Creed e l’abbraccio tra Rocky e Adriana diventa l’emblema di una grande vittoria intima. Finalmente Rocky capisce di non essere più un bullo di periferia, ma qualcuno di valore in grado di poter fare qualcosa di importante nella propria vita.

VINCERE

A seguito di ciò, la fervente eccitazione dell’atleta muta in qualcosa di più grande. Grazie all’incontro che gli ha dato visibilità, ora Rocky è in grado di costruire una famiglia con Adriana. Apollo Creed, d’altra parte, sentitosi quasi umiliato dall’inaspettata resistenza dello Stallone Italiano, lo sfida ad una rivincita.
I problemi fisici di Rocky, però, lo tengono ben presto lontano dalla boxe logorando dall’interno l’essenza stessa dell’uomo che vede nel suo sport l’unica arma per sbancare il suo lunario.
I litigi con Mickey e sua moglie Adriana, che aspetta un figlio, fanno parte di un momento importante della vita di Rocky che vede tutto il suo mondo nuovamente bloccato, congelato.
Ancora la sua grande tenacia, la sua umiltà, e il suo grande cuore sono la chiave per una nuova sfida personale: questa volta rivolta alla vittoria del Titolo Mondiale.
E sono gli Occhi della Tigre a far vincere Rocky, quei famosi occhi ricchi di adrenalina, di cuore, di grande umiltà, di voglia di vincere, voglia di resistere fino alla fine, di dimostrare le proprie capacità.

CREDERE IN SE STESSI

“So many times it happens too fast, you trade your passion for glory.”

Diventato il campione dei pesi massimi, Rocky si lascia andare ai fasti della sua nuova fama e gloria. Finalmente in grazie economiche, perde la sua innocenza sportiva e cade nella provocazione di un pugile che vuole ottenere con prepotenza la stessa possibilità che Rocky aveva avuto anni prima con Apollo.
La leggerezza di Rocky e la perdita del suo allenatore sono fonte di una sconfitta soprattutto morale, che getta l’uomo in un’oscurità da cui è difficile uscire.
Non c’è più voglia di combattere, ciò che resta è la paura e l’idea di aver perso la fiducia di tutte quelle persone che credevano in lui.
È proprio Apollo Creed, il campione battuto, a spingere Rocky a ricominciare, ma più di tutti sua moglie Adriana, che negli anni ha imparato a tener testa a suo marito ritrovando una grinta nascosta nei meandri della sua anima più profonda. Il famoso confronto sulla spiaggia di Los Angeles è un fulmine a ciel sereno che colpisce Rocky e lo risveglia da un buio fatto di terrore psicologico: lui deve combattere, non per sconfiggere Clubber Lang, ma per vincere quella paura che si porta dentro come un nero e pesante macigno.
La nuova consapevolezza di sé si traduce in una vittoria dal sapore di riscatto personale.

VENDICARE UN AMICO

Ma la forza di Rocky e il grande amore che noi proviamo per lui nasce anche dall’estrema empatia e vicinanza che egli prova nei confronti delle persone che lo hanno aiutato e che negli anni gli sono stati vicino. Estrema gratitudine e sentimenti incondizionati sono parte di lui e sono il motivo per cui egli metterebbe a rischio la sua stessa vita pur di vendicare un amico: in questo caso la perdita del grande compagno Apollo, morto sul ring a causa della forte violenza di Ivan Drago.
In questo caso, però, il pregiudizio di Rocky verso Drago che inizialmente si traduce in odio puro verso il suo avversario, muta in un cambiamento fatto di sangue e sudore in cui il massacro sul ring sfocia nella scoperta di un guscio che racchiude la profonda umanità di entrambi.

RIPARTIRE DA ZERO

La perdita del denaro e quindi della lussuosa magione dei Balboa costringe la famiglia a ricominciare da dove tutto era iniziato. Le difficoltà economiche e il ritiro dalla boxe trascinano Rocky in una monotonia da cui non è semplice ripartire. L’arrivo quindi di un promettente pugile riaccende nell’uomo la voglia di combattere ancora, seppur non direttamente.
Messo il giovane Tommy Gunn al centro dei propri pensieri, Rocky comincia a perdere la fiducia del figlio Robert i quali, sempre meno protagonista dell’attenzione del padre, si rifugia in amicizie poco raccomandabili.
Ancora una volta, la tenacia di Adriana e la palese ingratitudine del ragazzo allenato sono fonte di una nuova presa di coscienza per Rocky: la sua bontà d’animo lo aveva infatti costretto a pensare che Tommy fosse il suo naturale erede, la compassione poi, aveva fatto il resto.
Proprio per questo, la rissa che si consuma in strada – “Il mio ring è la strada” – è l’emblema dell’eroe del popolo: Rocky è infatti un eroe popolare, che è cresciuto in strada e che ha fatto la sua fortuna mettendo passione, anima e cuore in una battaglia tutta personale vinta con umiltà e coraggio. Del tutto diversa dalla fame di gloria.

VOLARE FUORI DALLA GABBIA

Col passare degli anni e la morte dell’adorata Adriana, Rocky vive di ricordi: aperto un ristorante a Philadelphia, intrattiene i suoi clienti raccontando gli aneddoti più belli dei suoi incontri di Boxe. Rocky è diventato una leggenda vivente. Il campione invecchiato che ora è fonte di ispirazione per molti.
Eppure, come un uccello chiuso in gabbia, sa che ha ancora qualche cartuccia da sparare e la vita, per nulla semplice, gli ha insegnato che non è importante quanti colpi si ricevono, ma quante altrettante volte ci si rialza e si ricomincia a correre. Con la stessa grinta di sempre e la grande voglia di vivere appieno una vita preziosa.
L’incontro con il giovane pugile non è quindi una vetrina utile a mettersi ancora una volta in mostra, ma la dimostrazione che, nonostante la vita sia stata tutt’altro che facile, c’è ancora vitalità e passione in un corpo invecchiato e che ha ancora la possibilità di ritrovare una felicità sbiadita negli anni.

LA STORIA RICOMINCIA

Rimasto solo, non c’è nulla per cui combattere. L’idolo di speranza conduce la vita regalando i propri insegnamenti a chi gli è vicino. Rocky è lo zio di tutti, una persona che mostra, con le rughe del proprio viso, le esperienze di una vita vissuta con amore e fremente passione. Ha molto in comune con Adonis Johnson Creed, figlio illegittimo di Apollo, che arriva a Philadelphia con la stessa magia che caratterizzava il giovane Rocky in cerca di riscatto e di un posto nel mondo.

Totale mancanza di arroganza, grande rispetto, condivisione, la ricerca della felicità più autentica, l’amore per la famiglia, la gratitudine, l’umiltà, l’empatia, il coraggio, la grinta…sono tutti elementi che hanno costruito un personaggio diventato tutt’altro che solo cinematografico.
Rocky Balboa è una persona semplice, vera, un uomo come molti che ha combattuto voracemente per poter vincere le proprie battaglie. Non si è mai innalzato su un proprio piedistallo, ma è stato elevato da tutti coloro che lo hanno visto, e lo vedono ancora oggi, come fonte di grande motivazione ed esempio di speranza, rivincite e vittorie personali.

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