Non è mai troppo tardi: per il film Jack Nicholson si è ispirato a un brutto momento realmente vissuto

Per interpretare Cole Chambers, Jack Nicholson ha preso spunto da un'esperienza vissuta in prima persona.

Nonostante ad alcuni fosse sembrato un progetto già perso in partenza, che difficilmente sarebbe approdato in una sala cinematografica, Non è mai troppo tardi è arrivato nel 2007 riscuotendo un successo inaspettato. Rob Reiner, regista del film con Morgan Freeman e Jack Nicholson volti principali, era affascinato dal concetto di due uomini che, al tramonto della loro esistenza, stringono un’amicizia proprio attraverso l’idea della morte imminente.

Non è mai troppo tardi: per interpretare il suo personaggio Jack Nichols prese spunto da episodi di “vita vera”

Jack Nicholson - stasera in tv

Il titolo originale della pellicola, The bucket list entrò nel vocabolario degli anglosassoni inteso come l’elenco di esperienze da provare prima di un certo traguardo. Come spiega IMDB, l’idea originale attinge dall’espressione inglese “kick the bucket”, traducibile con “tirare le cuoia”.  Dunque, “Bucket List” costituisce l’espressione moderna per indicare la to-do-list di una persona prima di morire.

Il concetto di Non è mai troppo tardi piacque tanto pure a Barack Obama. In un discorso del 2015, l’allora numero uno della Casa Bianca accennò al lungometraggio e alla Bucket List sostenendo di non aver più molto tempo in termini presidenziali.

Non è mai troppo tardi racconta le vicende di Carter Chambers (Morgan Freeman) ed Edward Cole (Jack Nicholson). I due finiscono per diventare amici nel peggior modo immaginabile. Cole è un uomo ricco, che dalla carriera ha ottenuto tutto; Chambers, invece, è un meccanico che fatica a sbarcare il lunario, ma con lo spirito di un saggio poeta.

Nel momento in cui viene loro comunicato che il tempo è agli sgoccioli per un brutto male la coppia di protagonisti decidere di compilare una lista di ciò che vorrebbero fare prima di lasciare questo mondo.  

Jack Nicholson e Morgan Freeman in Non è mai troppo tardi

I medici in Non è mai troppo tardi preferirebbero tenerli confinati tra le mura dell’ospedale. Così li potrebbero sottoporre a cure in grado di rallentare lo sviluppo della malattia e concedere qualche giorno in più sulla Terra. I due, però, scappano dalla clinica e intraprenderanno una serie di avventure. Che li condurranno non solo a terminare i punti della loro lista personale, ma soprattutto a scoprire il senso della vita.

Quando si è trovato a dover immaginare chi avrebbe potuto interpretare Edward Cole, Rob Reiner ha subito pensato a Jack Nicholson. La star di Shining ha preso ispirazione da qualcosa che gli era veramente accaduto. Come riporta Boston.com, poco prima dell’inizio delle riprese venne, infatti, ricoverato per via di complicazioni alla ghiandola salivare. La degenza nella struttura gli consentì di ispirarsi alla realtà per la costruzione dei dialoghi del suo personaggio e di alcune scene di Non è mai troppo tardi.

Ad esempio, nel film è presente una scena con dei caratteristici occhiali, i quali non erano previsti nella sceneggiatura originale. Ebbene, si trattò di un’improvvisazione di Nicholson, basata su qualcosa di realmente vissuto durante il ricovero in ospedale. Talmente era soddisfatto da tali piccole perle di “vita vera” che Rob Reiner le lasciò quasi tutte nel montaggio finale.

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