Inside Out – 16 Easter Eggs che vi siete persi

In occasione della vincita di Inside Out agli Oscar di quest’anno come miglior film d’animazione, Cinematographe vi propone gli Easter Eggs che potreste esservi persi la prima volta in sala. La Pixar ha sempre avuto questa tradizione di piccole self-references tra un film e l’altro, che nel corso degli anni sono diventate uno standard: dalle inside jokes ai riferimenti a film passati e futuri, eccovi gli easter eggs di Inside Out!

Gli Easter Eggs di Inside Out 

16. La vita da sposati di Up

Inside Out

L’ultimo film del regista di Inside Out, Pete Docter, è il favorito della critica Up. Vari momenti del montaggio iniziale di quel film dedicato alla vita insieme di Carl ed Ellie, da quando si conoscono alla sua morte, possono essere trovati nelle sfere della memoria.

15. Uno scivolo come quello del Sunnyside Daycare

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Una memoria del film riguarda la piccola Riley ad un parco giochi. I fan di Toy Story avranno riconosciuto lo scivolo: è lo stesso visto nel Sunnyside Daycare. Questa è il primo di una serie di riferimenti che suggeriscono l’appartenenza di Inside Out allo stesso mondo di Toy Story.

14. Gli uccelli dal corto Per Gli Uccelli

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Durante i titoli di testa, quando Riley e i suoi genitori si trasferiscono a San Francisco, la macchina passa da sotto ad una linea del telefono, sulla cui estremità sono appollaiati degli uccelli. Questi sono i protagonisti del corto Per Gli Uccelli, che fu trasmesso prima di Monsters, Inc., un altro dei film firmati da Pete Docter.

13. Il riferimento a Il Viaggio Di Arlo

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Il momento preferito di Riley del viaggio in macchina verso San Francisco è la fermata ad un’attrazione di dinosauri sulla strada, dove l’auto vuota rotola giù da una collina e va a finire dritta nella coda di uno dei dinosauri, riferimento a Il Viaggio Di Arlo, uscito qualche mese dopo.

12. Il topo morto è Remy

Remy-Ratatouille

Uno dei motivi per cui Riley comincia ad odiare San Francisco è per via del ritrovamento di un topo morto nel soggiorno. Nell’incubo che ne scaturisce quella notte, il topo prende forma concreta, al punto che diventa chiaro che si tratti una versione esagerata di Remy, il topo amante dell’alta cucina di Ratatouille.

11. Il mappamondo di Andy è nella classe di Riley

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Anche se all’apparenza può sembrare un mappamondo qualsiasi, si tratta in realtà dello stesso visto in tutti e tre i Toy Story. Ricordate quello usato involontariamente da Woody per gettare Buzz fuori dalla finestra?.

10. Un poster con riferimento a La Luna

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Sempre nella classe di Riley, proprio sopra al mappamondo, si trova un poster con un bambino circondato da un mucchio di stelle, che somigliano moltissimo a quelle del corto La Luna, proiettato prima di Ribelle – The Brave. La Luna è molto diverso dai soliti corti della Pixar, avendo uno stile visivo astratto e chiare influenze Europee.

9. Una compagna di classe di Riley ha la maglia come quella di Sid

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Una delle ragazze popolari a cui Riley sta per presentarsi prima che Disgusto la fermi indossa una maglietta molto simile a quella di Sid in Toy Story, solo a colori invertiti.

8. Le scatole del takeout Cinese vengono da A Bug’s Life

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Durante la scena della cena in cui vediamo l’interno delle teste dei genitori di Riley, la famiglia sta mangiando del takeout cinese. Guardando attentamente è possibile riconoscere il logo presente sulle scatole, uno degli Easter Eggs più longevi. Apparso per la prima volta in A Bug’s Life, questa marca di scatole per cibo si ritrova in Toy Story 2, Monsters, Inc. e Ratatouille.

7. Pete Docter è la voce di Rabbia del padre di Riley

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Molte voci note della Pixar hanno dei piccoli cameo nei film della compagnia, ed Inside Out non fa eccezione. Qui, Pete Docter dona la voce a Rabbia nella testa del padre di Riley, in cui scopriamo che è lui ad essere la sua emozione principale al posto di Gioia, un sottile accenno alla risoluzione del film, dove Riley capisce l’importanza di avere un equilibrio.

6. La conversazione di Riley su Skype crea un palese collegamento col regista e con Toy Story 3

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Quando Riley parla su Skype con la sua amica, i loro nicknames sono un sottile riferimento non solo al cognome del regista, ma anche a Toy Story 3, dove lo stesso sistema viene usato da Trixie per parlare con un suo amico dinosauro.

5. La memoria a lungo termine ha la forma del cervello

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Il mondo dentro alla testa di Riley è costruito minuziosamente, riuscendo a menzionare tutti i tipi di processi mentali in modo logico e pertinente alla trama. Tra questi, uno dei meno ovvi viene dato dalla forma degli scaffali curvi della memoria a lungo termine: quando si vedono dall’alto, assomigliano al cervello visto da fuori.

4. È la stessa area di Toy Story

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Uno striscione nella pista di ghiaccio dove il nuovo team di hockey di Riley si allena fornisce un forte collegamento alla saga più famosa della Pixar dato che lo pone nella Tri-County, dove è ambientato Toy Story. Il nome si scopre nel primo film, ma nei successivi due diventa chiaro che sia proprio un’area geografica, visto che si nota su segnali stradali e sulle fiancate dei camion rifiuti.

3. Il Mondo dei Sogni della Principessa è il castello della Disney

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Il Mondo dei Sogni della Principessa si trova nella Terra Dell’Immaginazione, dove lo vediamo andare distrutto in confetti e polverina colorata. Il castello è ovviamente quello di Cenerentola, che serve come base per il logo della Disney. Ma è anche un riferimento a come, quando i bambini crescono, la loro affinità con l’idea della Principessa Disney viene sostanzialmente meno.

2. Le facce sulla carte rappresentano Riley e i suoi genitori

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Le carte da gioco appaiono molte volte nel film, sia dentro sia fuori il subconscio di Riley, e specialmente nei vari tentativi di costruire un intero palazzo di carte della Terra Dell’Immaginazione. Ma non si tratta (ovviamente) di un mazzo di carte qualsiasi: le facce rappresentano Riley (con una R al posto del Jack) e i suoi genitori (come Regina e Re).

1. Il design di Gioia rivela un grande indizio

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Inside Out compie un gran lavoro nello spiazzare il suo pubblico con la risoluzione finale – che la Tristezza è una parte naturale della vita – ma se si presta attenzione diventa chiaro come un grande indizio sia presente fin dall’incipit. Tutte le emozioni esistono in blocchi di colore – Rabbia è rosso, Paura è viola e Disgusto è verde – ad eccezione di Gioia, che di blu non ha solo i capelli, ma anche una forte aurora che la circonda. Questo a significare sostanzialmente che Gioia è sempre legata a doppio filo con Tristezza, un indizio della realizzazione che avviene nel terzo atto.