Il caso Thomas Crawford Cinematographe.it

GIUDIZIO CINEMATOGRAPHE - FILMISNOW

VOTA IL FILM ORA!

2.5

MEDIA VOTI PUBBLICO

Un proiettile conficcato nella testa, una confessione, un caso semplice almeno all’apparenza: un marito, l’ingegnere aeronautico Thomas, uccide a sangue freddo la moglie, la bella e giovane Jennifer, dopo aver scoperto la sua relazione con il poliziotto Robert Nunally (Billy Burke). Questo è l’incipit di Il caso Thomas Crawford, diretto da Gregory Hoblit, con Anthony Hopkins e Ryan Gosling che si sfidano a colpi di indizi e controindizi. Se Crawford (Anthony Hopkins) è colpevole, continua spavaldamente a professarsi colpevole, vuole difendersi da solo in tribunale, l’assistente distrettuale Willy Beachum (Ryan Gosling), che sta per essere assunto da un prestigioso studio legale, è lì, pronto con altrettanta boria, a vincere, a sbattere contro se stesso, contro le leggi e contro gli altri ma tale modo di vivere lo fa sbagliare. L’uomo si trova di fronte ad un caso difficile nel momento in cui si scopre che la pistola consegnata da Crawford non è l’arma del delitto e quando emerge un segreto scottante, il poliziotto Nunally che ha arrestato Crawford è l’amante della donna che, dopo essere stata colpita dal proiettile, è in un letto d’ospedale.

Il caso Thomas Crawford: un duello che porta ad un finale interessante

Il caso Thomas Crawford Cinematographe.it

Il caso Thomas Crawford si costruisce come un thriller psicologico fin dalle prime scene: il buono e il cattivo, il colpevole e l’uomo di legge, Crawford e Willy sono l’uno contro l’altro, su un ring irto di insidie. Sin dall’inizio Thomas e Willy si attraggono e si capiscono, nonostante le loro differenze, c’è una pericolosa attrazione fatale tra la mente e l’indole dell’uno verso quelle dell’altro. Thomas comprende subito che Willy sarà il suo nemico, sarà l’avversario da cui dovrà guardarsi; da dietro le sbarre, portando con sé l’aura e l’atteggiamento un po’ alla Hannibal Lecter, parla non da indagato ma da carnefice e pungola Willy in continuazione quasi come un maestro fa con l’allievo.

Se gli dice che è un vincente, che apprezza la sua scalata verso il successo, lo giudica però fin troppo sicuro e arrogante, suoi punti di forza ma che possono diventare punto debole del giovane avvocato. Il criminale, un mostro senza sensi di colpa, ma con solo un calcolato disegno nella mente, tenta di far cadere Willy e ci riesce (terribile per il giovane il momento in cui fanno uscire il colpevole), dimostrando che proprio la smodata fiducia in se stesso lo induce all’errore. Beachum si comporta come un uomo che non deve chiedere mai, o almeno così crede, ma il suo personaggio si modifica lungo il film a causa degli inciampi, più o meno grandi, più o meno dolorosi, si trova a dover aggiustare il tiro. Il caso Thomas Crawford risulto proprio per la dinamica tra i suoi due protagonisti un finissimo duello che trova scioglimento solo nel finale.

Il caso Thomas Crawford: un film che si concentra sulla parola

Il caso Thomas Crawford Cinematographe.it

Se guarda attentamente, ogni cosa ha un punto debole dove può rompersi, presto o tardi

Così parla Thomas e parla chiaramente di tutto il castello di morte e gelosia che ha costruito, ma fa riferimento anche a Willy, lo vuole psicologicamente spezzare e così vincere o forse vuole fare il contrario cioè formare un allievo in grado di superare il maestro. Durante tutto il film Crawford gioca proprio sulla e con la provocazione, usa frasi ad effetto, dice sempre o quasi la verità e cela ciò che vuole e deve tacere (solo nel finale si scoprirà dove ha nascosto l’arma del delitto), ammira Willy ma lo prende in giro. Solo nel finale il mondo di Il caso Thomas Crawford si ribalta: quello che sembrava un ingranaggio perfetto, orchestrato dall’uomo dietro le sbarre, si inceppa nel momento in cui Willy ha compiuto fino in fondo il suo percorso, il giovane capisce la trama ordita dal suo “nemico” e ne scopre le falle.

Il caso Thomas Crawford: un finale che apre un altro capitolo

Il caso Thomas Crawford Cinematographe.it

Il film Il caso Thomas Crawford è un lungo e inesorabile incontro di box in cui i pugni sono le parole, i voli pindarici, le tessere nascoste per stimolare l’avversario; chi prima era all’angolo (Willy perde in tribunale, Crawford esce di prigione) ora attacca (Willy si dirige nella casa di Crawford per incastrarlo), chi prima sulla carta era il vincitore ora è al tappeto (Willy ha scoperto l’inganno della pistola). Soltanto la sofferenza, legata alla consapevolezza che le sue azioni hanno avuto degli effetti letali (la morte di Nunally e quella di Jennifer) su questo caso, fa sì che Beachum, proprio nel momento in cui tutto sembra archiviato, riesca a trovare la soluzione e proprio nel finale il groviglio si scioglie.

L’incontro è il match definitivo che apre un nuovo capitolo: da una parte la sagacia di Willy dall’altra lo spaesamento di Thomas, da una parte ciò che sembrava scontato (Crawford sa che non può più essere processato per quel reato) dall’altra l’ingegno di Beachum in grado di vedere la situazione da un’altra prospettiva. Nelle ultime scene Thomas, in manette, dietro le sbarre, non ha più la sicurezza del passato, questo perché le circostanze sono cambiate, perché colui che era un borioso vincente si dimostra un reale vincente, capace di mettersi in discussione, tornare sui suoi passi e riprendere il posto che, a causa proprio degli errori compiuti, gli era stato tolto. Il caso di Thomas Crawford è forse un film che risente dei 12 anni passati ma ha dalla sua due attori che interpretano perfettamente un killer cinico e mostruoso e un giovane avvocato presuntuoso forse ma anche ricco di talento.

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi novità, recensioni e news su Film, Serie TV e Fiction. Inoltre puoi partecipare alle nostre iniziative e vincere tanti premi

Grazie da adesso riceverei settimanalmente la nostra newsletter

Qualcosa è andato storto