Domani è un altro giorno - Cinematographe.it

Domani è un altro giorno è  il nuovo film di Simone Spada con Marco Giallini, Valerio Mastandrea e Anna Ferzetti, remake del film spagnolo Truman di Cesc Gay. Il film racconta l’amicizia storica tra Giuliano e Tommaso. Giuliano da un anno combatte per un tumore ai polmoni incurabile e decide per questo motivo di interrompere le cure e vivere il poco tempo che gli rimane con dignità. Tommaso lo raggiunge a Roma  per un lungo weekend e per salutarlo un’ultima volta: saranno giorni spensierati e ricchi di ricordi e risate, ma anche di tanta malinconia e momenti difficili, accompagnati da un amico speciale Pato, il bovaro bernese di Giuliano, un secondo figlio per lui al quale deve trovare una nuova famiglia prima delle sua dipartita.

Domani è un altro giorno: leggi qui la recensione del film 

Domani è un altro giorno – La colonna sonora composta da Maurizio Filardo

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La colonna sonora del film è curata dal compositore Maurizio Filardo che aveva già lavorato con Simone Spada per le musiche del suo primo film Hotel Gagarin. Tra le altre collaborazioni di Filardo ricordiamo Perfetti Sconosciuti e The Place di Paolo Genovese, e Beata Ignoranza e Non ci resta che il crimine di Massimiliano Bruno.

In Domani è un altro giorno le musiche del compositore accompagnano con dolcezza i momenti più importanti per Giuliano e Tommaso senza essere “invasive”: le risate, i ricordi, le lacrime, l’insostenibile disperazione per l’addio. “Domani è un altro giorno è un film molto intimo – ha dichiarato Filardo – dove il regista riesce ad avere grande equilibrio ed eleganza senza risultare mai eccessivo nel gestire l’emotività del film. La musica segue proprio questo equilibrio; la chitarra è predominante e accompagna il racconto in maniera semplice, supportata in qualche scena dagli archi o da un violoncello solo. Pochi temi che si alternano con delicatezza, discrezione e misura in perfetta armonia con il film”.

“Abbiamo pensato fin da subito con il maestro Filardo ad una colonna sonora che potesse accompagnare le emozioni con leggerezza – ha spiegato Simone Spada – che mantenesse l’equilibrio tra commedia e racconto drammatico. Una musica piena di ironia e “vita” ma allo stesso tempo delicata come i nostri protagonisti ed emozionante come la loro storia”.

Domani è un altro giorno – La cover di Noemi del brano di Ornella Vanoni

Brano di punta del film, che parte nel toccante finale, è Domani è un altro giorno cover del pezzo del 1971 di Ornella Vanoni – a sua volta cover di The wonders you perform di Tammy Wynette – qui interpretato da Noemi:

Sono arrivata all’ultimo, perché giustamente il progetto cinematografico ha una gestazione lunghissima, nonostante il brano dia il titolo al film – ha spiegato la cantante durante la conferenza di presentazione del film – il confronto con Ornella è tosto, perché lei è una grande interprete, che ha avuto una vita pazzesca, forse lei l’ha cantato con in piglio diverso, era anche più grande quando l’ha interpretato: ho cercato di metterci la mia voce e il mio punto di vista, spero che vi piaccia.

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Un brano emozionante e straziante ma che riesce a comunicare anche quella serena accettazione del proprio destino che tutti dovremmo avere, vivendolo a modo nostro. Come fa Giuliano che, pur malato, sceglie di non seguire delle cure inutili: “È uno di quei giorni in cui rivedo tutta la mia vita, bilancio che non ho quadrato mai, posso dire d’ogni cosa, che ho fatto a modo mio, ma con che risultati non saprei”.

Tanti sono i passaggi di questo indimenticabile brano che rispecchiano i sentimenti e le situazioni vissute dai protagonisti: “E non c’è niente di più triste, in giornate come queste che ricordare la felicità”. Uno dei fil rouge del film è proprio il rimando alla giovinezza, ai momenti divertenti e felici vissuti dai due migliori amici, con una vena di tristezza e malinconia. “La mia fede è troppo scossa ormai ma prego e penso fra di me, proviamo anche con dio, non si sa mai”: Giuliano pur essendo sempre stato ateo confessa a Tommaso che vorrebbe, una volta morto, che venisse suo padre a prenderlo e portalo nell’aldilà perché sua madre sicuramente o arriverebbe in ritardo o si perderebbe.

Della colonna sonora del film fa anche parte l’inflazionato ma splendido brano di Bill Withers Ain’t No Sunshine, utilizzato in numerosi film di successo come Notting Hill di Roger Michell, Quasi amici di Olivier Nakache e Éric Toledano e Flight di Robert Zemeckis. La canzone fa da sfondo a un momento privato tra Giuliano e Tommaso il quale, cogliendo un momento di sconforto nel comportamento dell’amico, accende un vecchio stereo dal quale le eleganti note di Withers “accarezzano” e confortano, anche se per poco, i due uomini.

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