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Poche colonne sonore sono risultate più sorprendenti di quella creata da Allah Rakha Rahman, che in due mesi di lavoro e dopo due settimane in studio a registrare, creò nel 2008 quello che è il suo capolavoro: la colonna sonora di The Millionaire.

Poche sono risultate più premiate, dal momento che il compositore indiano classe 1966 si portò a casa un Oscar per la Miglior Colonna Sonora, uno per la Miglior Canzone, un Golden Globe, Un BAFTA e tanti altri premi in giro per il mondo.

Ma chi è A.R. Rahman? Il suo percorso artistico è molto originale, atipico e segnato da una commistione di gusti e interessi a dir poco strabiliante!

Nato a Chennai nel 1966, è figlio d’arte, dal momento che il padre era un compositore per colonne sonore. Perso il padre a soli nove anni, Rahman ha però portato avanti la tradizione di famiglia, cimentandosi nel rock e raggiungendo l’eccellenza nel padroneggiare 15 strumenti diversi.

A soli 11 anni già suonava in una delle orchestre più prestigiose dell’India e già adolescente collaborava con i più importanti compositori del suo paese. Dopo essersi cimentato come compositore per documentari e spot commerciali, a partire dal 1992 Rahman ha iniziato un percorso professionale nelle colonne sonore cinematografiche, sfornando successi e cominciando a collezionare premi su premi.

Tra gli altri suoi lavori vale la pena ricordare le soundtrack per Elizabeth The Golden Age e il recente Pelé.

Per The Millionaire Rahman ha attinto alla ricchissima sonorità indiana, che da sempre è una delle più vaste e complesse del mondo, creando una colonna sonora che, se da una parte è un’omaggio alla classicità del suo paese, dall’altro costituisce il banco di prova per una sperimentazione ardita e accattivante.

In numerose tracce infatti l’abilità di Rahman con la componente elettronica e la sua passione per la creazione di nuovi flussi sonori, che uniscano gli stili della musica Hindustani e Qawwali, i più amati da Rahman, con le sonorità occidentali, si palesano in qualcosa che è allo stesso tempo conosciuto eppure nuovo. Questo risulta chiaro in alcune tracce come Paper Planes (una delle più famose e note al pubblico), Ringa Ringa, Millionaire e Liquid Dance.

Tutto cambia con Latika’s Theme o Dreams of Fire, dove Rahman sposa atmosfere più malinconiche e dolci, per poi ritrovare tutta la sua energia in quella Jai Ho che oltre a fruttargli un Oscar è sicuramente uno dei pezzi di musica indiana più famosa di sempre, tanto da essere stata ripresa dalle Pussycat Dolls per la loro hit You Are My Destiny, il cui videoclip vede Rahman nella doppia veste di regista e artista.

Ciò che stupisce di Rahman è l’abilità con cui (non solo nella Colonna Sonora di The Millionaire) riesce a fondere suoni, strumenti ed elementi fino a creare qualche cosa di equilibrato e allo stesso tempo innovativo, né completamente legato alle sonorità pop o elettroniche occidentali, né eccessivamente connesso ad una musicalità (quella indiana) che ancora oggi non completamente accettata in occidente.

The Millionaire, con la sua colonna sonora, conferma quanto detto da Baz Lurhmann sul compositore indiano (da molti paragonato a Mozart):

“Un genio in quanto alla capacità di fondere stili e culture diverse, capace di creare leitmotiv suggestivi e sonorità più pop e melodiche. La sua musica infonde speranza, spiritualità e umanità.”

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