the eddy, Cinematographe.it

Una colonna sonora originale è sempre un grande pregio. Un regalo, in qualche modo, per un film o per una serie, che al contenuto inedito visivo vede aggiungersi quello sonoro. Nel caso di The Eddy – la serie ideata e sceneggiata da Jack Thorne e diretta da Damien Chazelle (Whiplash, La La Land), Houda Benyamina, Laïla Marrakchi e Alan Poul – essa è nata dalla penna dei compositori Glen Ballard e Randy Kerber, il primo noto anche, e forse soprattutto, per il suo lavoro da produttore e per aver lavorato con grandi nomi del pop internazionale come, tra gli altri, Michael Jackson, Alanis Morissette, Shakira e Anastacia; il secondo, anch’egli collaboratore di artisti non da poco (da Leonard Cohen a Barbra Streisand, da Bette Midler a Neil Diamond), presente nella serie anche come attore e musicista, nei panni del tastierista della band locale.

The Eddy: La musica della serie, spiega il compositore Glen Ballard è la sua “linfa vitale”

Basta avere una vaga idea della trama di The Eddy per capire quanto la musica ne costituisca l’impalcatura, come spiegato dallo stesso Glen Ballard, che commentando la mini-serie con la stampa ne ha presentato la colonna sonora come “la linfa vitale dello show”. La serie francese, disponibile su Netflix dall’8 maggio, ruota infatti intorno al jazz club parigino The Eddy, aperto dall’ex pianista professionista Elliot Udo (André Holland) e dal suo socio Farid (Tahar Rahim), animato dalla multietnica band locale nella quale lo stesso Elliott è coinvolto come autore. Sono loro, salvo pochissime eccezioni, a farsi carico della musica di The Eddy, che finisce per essere molto di più di una colonna sonora.

Il taglio, considerando il tipo di band e il tipo di club, è chiaramente jazz, con il grande pregio però di essere particolarmente accessibile, senza i virtuosismi di un genere certamente non di punta e che finisce per risultare spesso ostico per il grande pubblico. Ecco, il jazz di The Eddy ammicca talmente tanto, per la maggior parte, alle melodie del pop da prendere una forma fusion che potrebbe incuriosire – e, perché no, avvicinare al genere – anche i frequentatori di altri lidi musicali. La band poi, capitanata dalla bella Maja (Joanna Kulig), e i musicisti che vi orbitano intorno raccolgono in sé le diverse origini – slave, francesi, americane, nordafricane, del Centro America – dei personaggi della serie, ognuno con il suo stile e la sua storia. A confermare il respiro internazionale e rivolto al di fuori dei confini del jazz di The Eddy spuntano anche le due special guest della soundtrack, St. Vincent e Jorja Smith, che con le loro voci impreziosiscono due delle canzoni della serie, la title track The Eddy nel caso di St. Vincent e il brano Kiss Me In The Morning nel caso di Jorja Smith. Più di nicchia un altro degli ospiti delle musiche di The Eddy, il rapper parigino Sopico, parte – insieme a uno dei personaggi principali della serie, Sim – di una band di giovanissimi esordienti fiera di fare ascoltare a Elliott la sua Au Milieu tra i palazzoni della periferia della capitale francese.

Il jazz di The Eddy strizza l’occhio all’orecchiabilità del pop ma lascia anche spazio all’improvvisazione e al rap

Scorrendo la tracklist della colonna sonora di The Eddy, prevalentemente anglofona per quanto riguarda i testi, si alternano brani più energici come Call Me When You Get There, Kiss Your Ass Goodbye, Kiss Me In The Morning, Let It Go, On The Way, Bar Fly e Gossip, uno dei brani più riusciti della soundtrack, a momenti più rilassati e introspettivi: è il caso di Snow, interpretata da Elliot insieme alla figlia adolescente Julie (Amandla Stenberg) e al trombettista della band Ludovic Louis, ma anche ad esempio di Open to Persuasion e della splendida Can’t Stay Away, scritta da Ballard e Kerber in collaborazione con Julia Harriman. Ma il jazz, si sa, ha un’anima profondamente legata all’improvvisazione e in The Eddy momenti di questo tipo non mancano: senza rischiare di spoilerare nulla, lasciamo a voi il piacere di scoprirli. Uno, però, va citato, ed è quando la band si lancia, su richiesta, in una giornata di primavera, su uno dei brani più amati di Mika. La performance è una delle più leggere e luminose – letteralmente – della serie, velata dalla sottile ironia di una band di grandi professionisti che gioca con piacere con la semplicità compositiva di una hit danzereccia. Godetevela, e godetevi i sorrisi rubati alla band, perché The Eddy, insieme alla sua musica, non è una serie di così facile digestione e un po’ di spensieratezza aiuterà di certo ad attraversarne i colori più scuri.

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