Skam Italia 4 - Cinematographe.it

Ay, boy, whatcha say, boy?. Parte così la quarta stagione di Skam Italia, sulle note di Boys di Lizzo, che si fa portavoce del turbinio di pensieri di Sana mentre, avvolta nel suo hijab, indugia ad accendere il motore della macchina ipnotizzata dai corpi muscolosi dei ragazzi che fanno sport qualche metro più avanti. Accade spesso, nel più recente capitolo del remake della serie teen norvegese, disponibile su Netflix dal 15 maggio, che i momenti musicali più efficaci siano legati proprio alle riflessioni della sua protagonista, combattuta tra la sua fede e la sua cultura, da un lato, e lo stile di vita di amiche e amici, ma anche del fratello più grande e del suo gruppo dall’altro.

Capita, ad esempio, quando Sana torna a scuola dopo aver deciso di rinunciare al viaggio di maturità in Grecia con le amiche e dopo che le speranze di potersi legare a Malik sembrano definitivamente sfumare. Mentre il mondo intorno a lei, dal quale la ragazza si sente sempre più distante, continua il suo corso, echeggia infatti Destroyer di Lala Lala: è così che si sente in quel momento Sana, una distruttrice. E ancora, quando l’adolescente prende il tram in cerca di ospitalità per la notte a seguito di una brutta discussione con i genitori il commento sonoro dello sconforto di Sana è you only live once di isaac gracie, che ricorda sottopelle alla ragazza quanto grande possa essere il peso delle nostre scelte.

Skam Italia 4: sono i pensieri di Sana, protagonista del quarto capitolo del remake del format norvegese, a dare il La alla musica della serie

A fare da contraltare ai toni scuri, e spesso votati all’elettronica, della musica legata alla protagonista ci sono poi brani più leggeri, che non a caso nella serie creata e diretta da Ludovico Bessegato arrivano all’orecchio quando la stessa Sana si concede la spensieratezza che la sua età – le ragazze sono all’ultimo anno di liceo – merita. E così lei, le sue amiche, suo fratello e gli amici di suo fratello cantano a squarciagola Non sei tu del giovane cantautore romano Gazzelle, sparata nel furgone mentre la comitiva, avvolta dalla magia del Lungotevere e di quel primo incontro tra le due compagnie, è diretta a una festa. C’è tutta l’adolescenza, con i suoi sogni e le sue paure, nel testo di Non sei tu, così come spesso sono i pezzi rap – quelli di Massimo Pericolo ma anche di Ski o Mally & The Sundance Kid – di Skam Italia 4 a raccontare quel delicato periodo. Corre sempre sul filo dell’assonanza tra il tono e il testo del brano e le emozioni dei protagonisti La casa degli specchi di Gabry Ponte e Myss Keta proposta mentre le rivali delle ragazze, le famigerate UFB (acronimo di Unione Fregne Bastarde), fanno il loro ingresso a casa di Chicco Rodi per giocarsi con Sana e le sue amiche la tanto ambita casa con piscina a Mykonos dove entrambi i gruppi di ragazze vorrebbero andare a festeggiare la fine del liceo. La casa degli specchi del singolo diventa dunque sinonimo della villa al mare e, voluto o meno che sia, la scena sembra citare vagamente anche un’altra canzone che coinvolge Keta, Le ragazze di Porta Venezia, il cui videoclip ha come protagonista l’estemporanea banda, tutta al femminile, della cantante e rapper milanese.

Skam Italia 4: da Lizzo ai Radiohead, da Gazzelle ai Kooks, la musica della serie non si limita a un target di giovanissimi

Nonostante nella colonna sonora di Skam Italia 4 domini l’universo musicale di un target giovanissimo non mancano nomi di band più mature come i Radiohead, presenti con Videotape, o di un gruppo come i Kooks, che ha visto il suo momento d’oro quando il terzo millennio era appena cominciato e che s’inserisce nella musica della serie con la dolcissima Melody Maker. Anche qui, la melodia cantata dalla band di Brighton capitanata da Luke Pritchard rispecchia la melodia creata da Sana e Malik nel loro corteggiamento giocoso al Parco degli Acquedotti davanti a un pallone da calcio. Persino la pizzica Pizzicarella dei Briganti Di Terra D’Otranto trova un posto nell’eterogeneità della colonna sonora della serie che degli adolescenti che prova a raccontare finisce per descrivere, anche soltanto in musica, uno spettro di sfaccettature molto più ampio di quello che ci si potrebbe aspettare.

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