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Quasi amici, film francese di Olivier Nakache e Eric Toledano uscì nelle sale nel 2009 emozionando il pubblico e incantando la critica.
Una commedia intensa dal sapore agrodolce che racconta una storia magicamente realistica.
Ciò che ha sicuramente aiutato la narrazione di questo film è una colonna sonora scelta con attenzione perchè nei suoi brani va ad accentuare le differenze tra i due protagonisti e al tempo stesso le mixa in un’unica, nuova, dimensione.

I due protagonisti sono Driss e Philippe, il primo, interpretato da Omar Sy, vive in un quartiere popolare, entra ed esce dal carcere e desidera il sussidio statale di disoccupazione. Per riceverlo, deve dimostrare di aver svolto un certo numero di colloqui di lavoro dall’esito negativo. Così si ritrova tra i candidati per il posto di assistente personale di Philippe, un miliardario paraplegico, solo e non autonomo durante tutta la sua quotidianità. Nessuno inizialmente si spiega il motivo, ma Philippe tra tutti i validi candidati sceglie proprio Driss, la sua spontaneità, la sua sana follia e la sua impertinenza.

Quasi amici: una colonna sonora tra musica classica e rythm and blues

Inizia così la loro avventura un po’ magica e molto intensa; un’avventura in cui le differenze tra i due – il colto miliardario costretto in sedia a rotelle e il dinamico ragazzone sempre a rischio nella vita – vengono scandite da musiche che sanno raccontare i personaggi più delle parole e delle immagini stesse.
Philippe ama la musica classica, quella che ha fatto la storia della cultura, ascolta la soave Ave Maria di Schubert nel suo studio e ama l’opera e la musica dal vivo suonata dall’orchestra, come quella di Antonio Vivaldi e Johann Sebastian Bach.

Un brano come Ave Maria trasmette tutto l’apparente stato di calma e serenità che Philippe cerca di dimostrare nei rapporti con gli altri. Uno stato in cui si culla, grazie alle sue passioni e ai suoi interessi intellettuali, anche per non soffermarsi sulla sua disabilità e i problemi che questa comporta.

Ed è sempre la passione per la musica classica che Philippe cerca di trasmettere a Driss, che invece prova a conquistarlo a colpi di hip-hop e funky, cercando in quel modo anche di trasmettergli tutto quel brio e quell’entusiasmo per la vita che Philippe ovviamente ha perso. Driss viene accompagnato da The ghetto di George Benson, ad esempio. Quel rythm and blues in cui regnano il ritmo sostenuto e un po’ di improvvisazione. Un modo perfetto per raccontare Driss, un ragazzo che cerca di  arrangiarsi, di improvvisare, con una grande energia vitale male utilizzata. 

Quasi amici: una colonna sonora che celebra le differenze per poi mescolarle insieme attraverso le note di Ludovico Einaudi

Tra questi grandi capolavori, che raccontano i due protagonisti, c’è un pezzo importante di colonna sonora che fa da collante a tutte le loro differenze. Sono i brani di Ludovico Einaudi, pianista minimalista italiano di fama e stima internazionale. Brani che vanno a perfezionare quella magia già alla base nel racconto.
Quando Philippe è sconvolto da una delle sue crisi notturne in cui gli manca letteralmente il fiato e si sente soffocare, la colonna sonora suona Respiro. E improvvisamente torna il respiro anche allo spettatore, quando vede Driss che si prende cura di Philippe e lo porta fuori all’aria aperta, a respirare.

Con questo pezzo di colonna sonora si respira tutta la vera essenza del film, anche grazie a un altro celebre brano del pianista, Una mattina.

Un brano che, nel perfetto stile di Ludovico Einaudi, scava profondamente nelle nostre emozioni, le scandaglia e poi le mescola tutte insieme, creando una vera fonte di energia. Qui questa energia è incarnata dai due protagonisti, dal loro primo incontro e dall’emozionante ritorno di Driss da Philippe dopo la sostituzione con un altro assistente.
Questi brani riescono a unire i due protagonisti in una nuova dimensione, quella che loro stessi hanno saputo creare, con la conoscenza, l’empatia e la voglia di farsi sorprendere dalla vita, nonostante tutto.

Quasi amici è un film divertente, emozionante che offre molti spunti di riflessione grazie a una trama ben sceneggiata. Un film da vedere e, con questa colonna sonora, anche da ascoltare.

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