Luna Park: la colonna sonora della serie Netflix, tra brani storici e cover ricercate

Un viaggio attraverso la scelta musicale che accompagna Luna Park, nuova serie italiana di Netflix disponibile dal 30 settembre.

La colonna sonora è un elemento fondamentale dell’opera audiovisiva. Grazie alla scelta di brani originali e non, infatti, è possibile far immergere lo spettatore nella vicenda a livello emozionale. Questo perché la musica, con la sua potenza, è in grado di raccontare i sentimenti e le sensazioni che si vogliono trasmettere in quella determinata scena. In Luna Park questo ruolo della colonna sonora è fondamentale. La musica, nella serie prodotta da Fandango per Netflix, ricopre un ruolo importante e accompagna lo spettatore alla scoperta della magica atmosfera degli anni Sessanta. Lo guida anche alla conoscenza dei personaggi e dei loro sentimenti, delle loro emozioni, permettendogli di sperimentare la loro gioia e il loro dolore, la loro angoscia e la loro paura. Luna Park è un costante susseguirsi di brani che ci riportano nella magica epoca della Dolce Vita e di pezzi più moderni, a volte nelle loro versioni originali a volte in cover raffinate.

Un dualismo che racconta quello su cui si basa tutta la vicenda delle serie, che mette a confronto due ragazze e due mondi completamente diversi. La storia di Luna Park è quella di Nora (Simona Tabasco) e di Rosa (Lia Grieco), una giostraia e una rampolla della Roma bene che inaspettatamente scoprono di avere qualcosa in comune. Le loro vite si intrecciano, in un percorso fatto di intrighi e segreti ma anche di nuovi e inaspettati amori, tutti accompagnati dalla musica, che con la sua potenza unica li racconta in modo unico.

La colonna sonora di Luna Park: un tuffo nei magici anni ’60 con un pizzico di modernità

Sulla colonna sonora di Luna Park è stato fatto un lavoro molto attento, quello di trovare un equilibrio tra il fascino della musica dell’epoca e brani più contemporanei che potessero essere riconosciuti anche dagli spettatori più giovani. E il brano portante del trailer – e della serie – dimostra perfettamente questo tipo di scelta. Si tratta di Tu Me, versione remix del pezzo della celebre Ornella Vanoni: la traccia è stata riadattata appositamente per Luna Park con la collaborazione dell’artista stessa. Un’idea così ben riuscita che il brano è stato incluso anche nell’ultimo album della Vanoni, Unica. Ma i richiami al passato non si fermano di certo qui. A riportare gli spettatori nella spumeggiante musica degli anni Sessanta ci pensa il programma televisivo del fratello di Rosa, Giggi, interpretato dal bravissimo Guglielmo Poggi. Si tratta di un quiz musicale in cui i concorrenti devono indovinare una parola di un brano famoso dell’epoca, interpretando dalla band. Ed ecco quindi che arriva una vera icona dell’epoca, riconoscibile dalle prime note: è Tintarella di Luna, brano del 1960 reso indimenticabile dalla divina Mina. Non mancano, nel corso delle sei puntate, altri grandi classici d’epoca come che alterna brani dell’epoca come una cover di Che Cosa C’è di Gino Paoli e 24.000 Baci.

Tra brani contemporanei e cover di classe

La maggior parte della colonna sonora di Luna Park è composta però da brani contemporanei pubblicati negli ultimi anni e facilmente riconoscibili anche da un pubblico più giovane. L’uso che ne viene fatto è molto attento e mai casuale, mirato a raccontare con le parole e con la musica quello che i personaggi stanno vivendo. Ne è un esempio perfetto uno dei brani simbolo della serie, Chasing Cars, celebre pezzo del 2006 degli Snow Patrol. Viene proposto nella struggente versione degli Sleeping at Last, e diventa la canzone simbolo del rapporto tra Nora e sua madre Stella (Ludovica Martino). Ne racconta tutti i risvolti e fa immedesimare nei sentimenti che prova la ragazza, nostalgia, tenerezza, dolore, mancanza. Particolarmente notevole le scelte eseguite anche nel resto della non original soundtrack, dove spiccano scelte più coraggiose come la splendida Sing For Absolution dei Muse usata saggiamente in un momento particolarmente angosciante per uno dei personaggi. Con brani come questo e quelli di band come Phoenix e Planet Funk (con la loro cover coinvolgente di These Boots Are Made For Walkin’), i creatori di Luna Park hanno deciso di creare un collegamento più libero con il presente dei tempi, in modo anche da riuscire a raggiungere un pubblico più ampio. Infine, una menzione speciale merita la musica originale di matrice orchestrale, una serie di splendidi brani eseguiti all’Orchestra Italiana del Cinema e registrati presso lo storico Forum Studio di Roma.

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