Creed – Nato per combattere: adrenalina e lacrime nella colonna sonora

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Vedendo Creed – Nato per combattere non potete fare a meno di essere trascinati da un vortice di emozioni, e per la candidatura all’Oscar di Sylvester Stallone e per seguire più da vicino un film che sa regalare brividi dal primo all’ultimo minuto. Come in ogni film della saga di Rocky la colonna sonora ha un particolare rilievo; va ricordato infatti che ogni film della saga di Sylvester Stallone ha avuto delle soundtrack entrate di fatto nella storia. Basti ricordare la mitica colonna sonora di Rocky, creata dal genio di Bill Conti e arricchita nel corso del tempo da classici immortali come Eye of the Tiger presente nella tracklist del terzo episodio o magari No Easy Way Out presente invece nel quarto episodio della serie. Creed – Nato per combattere dal canto suo getta delle solide basi su un classicismo appena sfiorato, mixato abilmente con pezzi di musica contemporanea e rap afro-americano. All’interno dell’album sono presenti una ventina di tracce che compongono la sua partitura; quasi ogni aspetto della colonna sonora del film è un riflesso diretto delle idee e dei temi che il film stesso esplora attraverso immagini forti e esplicative riflettendoli in modo estremamente concreto nella soundtrack.

Creed – Nato per combattere – una colonna sonora d’eccezione e senza tempo

Creed – Nato per combattere è un film sulle cui spalle gravita un peso molto importante, è l’erede di una saga fortunata e storica che avanti da oltre 40 anni. Quei film hanno il loro linguaggio e le loro aspettative, di solito sono incastonati su una sorta di narrativa ascendente, un allenamento ben dosato e in crescendo e il classico tema di Bill Conti Gonna Fly Now. L’importanza e l’eleganza stilistica della colonna sonora sta nel fatto che nessuno si ribella o indulge a questo precedente assunto offrendo una storia familiare eppure piena di una nuova vita, a volte invertendo la formula, altre volte continuando nella brillante tradizione. La colonna sonora, appunto, amplifica tutto questo: la sfrontatezza di Michael B. Jordan è sottolineata da track particolarmente aggressive nel ritmo afro-americano, con rap pesanti e spesso espliciti, facendo capire che nessuno picchia duro come la vita.

La track di apertura dell’album, Juvy, si conclude con un pianoforte, sussurrando tranquillamente cinque note che diventeranno il tema dell’acclamato campioncino Creed, gli ottoni che chiudono la track anticipano su schermo il nome, la leggenda di Creed. È un incapsulamento molto letterale di esplorazione del film della leggenda di Apollo, la grandezza di Ludwig Göransson, curatore della colonna sonora riecheggia in modo efficace già nella prima battute.

Le composizioni di Göransson fanno frequentemente riferimento al leggendario Bill Conti, ma sempre senza eccedere nel citazionismo sfrenato. Per la prima volta si sente il familiare ritornello di sei note del tema di Rocky al termine del casuale appuntamento tra Bianca e Adonis nella track First Date. C’è una tecnica che rende la vecchia melodia molto diversa, mantenendo in sospeso il subconscio, lasciandoci una fredda domanda, se tu abbia mai sentito quei corni che in realtà conosci così bene. E forse è proprio a Rocky che il film vuole andare incontro anche se Creed ha ben altre idee per la mente.

Oggi molti blockbuster non hanno colonne sonore degne di nome, degne di essere canticchiate. Il tipo di soundtrack immediatamente riconoscibile, melodie eroiche che hanno accompagnato ed elevato film come Rocky o Star Wars, semplicemente non si trovano molto più spesso, e in questo modo, la valutazione complessiva di Creed è una specie di ritorno al passato. Ma si tratta di un ritorno al passato che attinge a piene mani dal presente. Come l’hip-hop.

L’uso ad esempio in Creed – Nato per Combattere del rap nella sua colonna sonora è intrinsecamente legato al motivo per cui i film di boxe sono così dannatamente appaganti. Anche in questo caso il film ha una grande eredità. Il rap è una denuncia, uno sfogo che di pari passo si abbina alla violenza della boxe, un modo crudo di sfogare la propria rabbia così nella musica come nello sport. Trovarsi nella vita con le spalle al muro ed esternare la propria rabbia al mondo, questo è Creed.

Ecco perché questo picco emotivo raggiunge l’apice quando Adonis s’allena per la sua lotta finale mentre Rocky inizia contemporaneamente il trattamento per il linfoma così dannatamente difficile. Nel tema If I Fight, You Fight è racchiusa tutta la grandezza del film, l’immensità spazio-temporale dei due protagonisti, la grinta, la voglia di vincere le proprie battaglie. Voci da coro si mischiano a strumenti caldi e da battaglia, se da un lato vi è la fame di vittoria dall’altro la paura di essere vinti è forte. Questi sentimenti si rispecchiano nella track e i numerosi cambiamenti di ritmo ne sono la testimonianza. La grinta si unisce alla sofferenza e genera un vortice di emozioni che vi farà venire i brividi.

Il film si conclude con due temi, il primo You’re Creed, figlio della tradizione di Bill Conti e del missaggio con il nuovo tema. Creed ormai è determinato a vincere e proverà ogni colpo pur di essere degno del suo nome. L’ultimo tema è You Can See the Whole Town from Here dove un ormai provato e vecchio Rocky sale la celebre scalinata del Museo di Philadelphia. Presente e futuro accanto in un vortice unico di potenza e voglia di vivere. Una colonna sonora ricca di adrenalina e di emozioni che rende ancora più immortale un personaggio senza tempo come Rocky Balboa.

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