Agente 007 - Si vive solo due volte

La saga di 007 ha un rapporto talmente complesso, variegato e importante con la musica che un solo focus non può essere sufficiente. Qui ci concentreremo sulla colonna sonora di Agente 007 – Si Vive Solo Due Volte, che tra tutte è forse quella che ha segnato una maggior svolta, un punto di non ritorno, e che ha nel grandissimo John Barry il suo artefice.

John Barry, scomparso nel 2011 e per 5 volte premiato agli Oscar, è stato uno dei compositori più amati di sempre, autore di alcune colonne sonore divenute immortali: dal capolavoro di Balla coi Lupi (forse il punto più alto della sua carriera), alla maestosità espressa in La Mia Africa, Barry è stato anche il compositore per eccellenza della serie 007, per la quale ha creato qualcosa come 12 sountracks. Dalla Russia con Amore, Missione Goldfinger, Licenza di Uccidere… sono solo alcuni dei titoli della serie dedicata all’agente segreto più famoso di sempre in cui Barry fu chiamato a creare un sottofondo musicale accattivante, orecchiabile e variegato.

Analizzare la colonna sonora di Si Vive Solo Due Volte vuol dire calarsi in un periodo, quello della fine degli anni 60, dove la sperimentazione la faceva da padrona

Un periodo in cui l’anima più Pop e scanzonata camminava a braccetto con quella più estrema, più radicale e soprattutto con un mood culturale dove sovente il non occidentale  veniva riscoperto.

Agente 007 – Si Vive Solo Due Volte vede il nostro eroe (Sean Connery, sempre inarrivabile come 007) costretto ad indagare sulla sparizione di una capsula spaziale americana, di cui si sono perse le tracce durante una missione.

Il fatto non fa che aumentare la tensione tra sovietici e occidentali, tuttavia i Servizi Segreti di sua Maestà, hanno rilevato da Singapore la traccia di un oggetto in volo non identificato che atterrava sul suolo giapponese. Naturale che 007 venga inviato per scoprire se vi può essere correlazione tra i due eventi, trovandosi catapultato in un’ avventura sul suolo giapponese dove avrà al suo fianco la bella Aki (Akiko Wakabayashi), agente dei servizi segreti giapponesi che lo aiuterà nella sua lotta contro il mefistofelico Ernst Stavro Blofeld (un mitico Donald Pleasence), capo della terribile SPECTRE.

Agente 007 – Si Vive Solo Due Volte: una colonna sonora ispirata alla musicalità giapponese

Dal momento che il film (tratto dall’omonimo romanzo di Fleming) era ambientato in Giappone, John Barry concepì una colonna sonora che fosse strutturata sull’elegante musicalità giapponese, a partire dalla canzone di introduzione, la celeberrima You Only Can Live Twice, composta dallo stesso Barry e dall’autrice Leslie Bricusse e cantata dalla star del momento: Nancy Sinatra (These Boots Are Made For Walking la conoscono anche su Marte ormai!).

Si tratta di uno dei migliori esempi di contaminazione del pop occidentale, dal momento che la canzone, abbastanza elementare quanto ad accompagnamento, era in realtà permeate da una sonorità orientale accattivante ma che non soffocava la bellissima voce della figlia del grande Frank (inizialmente selezionato per cantarla).

Il risultato fu quella che ancora oggi è considerata la migliore canzone mai usata in un film di 007 ed è stata ripresa (parzialmente o in toto) da un numero sterminato di artisti tra i quali i Coldplay,  Soft Cell, Björk, Little Anthony & The Imperials, Shirley Bassey e Robbie Williams. Fin dall’uscita del film, il brano si meritò il plauso della critica, tutta concorde nel riconoscere alla Sinatra una grande capacità espressiva e in Barry un compositore che sapeva destreggiarsi nei generi più disparati.

Nancy era così nervosa durante la registrazione, che ci volle tutta la pazienza del padre per calmarla e la registrazione fu lunga, meticolosa e faticosa, tanto che anche l’orchestra di 60 elementi dei CTS Studios a Bayswater ne uscì provata.

Il resto della colonna sonora di Si Vive Solo Due Volte conta ben 17 tracce, tutte perfettamente in linea con i diversi momenti narrativi, che si tratti di una scena d’azione, un momento di tensione o una delle tante pause romantiche che si prende la spia più libertina di sempre.

Un esempio tra i migliori è sicuramente  Space March (Capsule in the Space), utilizzata nella scena iniziale, dove la navicella americana con l’equipaggio viene rapita dagli sgherri della SPECTRE. Si tratta di uno dei migliori esempi che si possano portare quando si vuole descrivere lo stile di John Barry, caratterizzato da un continuo crescendo e dal massiccio utilizzo di fiati e percussioni rispetto agli archi.

Curiosità: questa traccia è stata fonte di ispirazione per il tema The Kronos Unveiled, utilizzato per il film della Pixar The Incredibles, che in fin dei conti dai film di James Bond e delle musiche di John Barry era un ironico e affettuoso omaggio.

Una menzione merita anche The Weddings/James Bond Averts utilizzata per la scena in cui un James Bond “giapponesizzato” (in modo alquanto comico bisogna ammetterlo), si lega alla bella Kissy Suzuki (Mie Hama) come parte del suo travestimento in Giappone.

È una delle tracce più complesse, orientaleggianti e belle della colonna sonora, forse quella che più fa comprendere quanto complesso fosse stato il lavoro di Barry per Si Vive Solo Due Volte, nel sapere trovare un equilibrio tra le due anime: quella giapponese e quella sinfonica occidentale.

Agente 007 – Si Vive Solo Due Volte oltre ad essere uno dei migliori film di 007, può sicuramente vantare quindi una delle migliori colonne sonore, sicuramente la più innovatrice e spiazzante, che ci ha regalato una canzone tra le più famose del cinema e mostrato ancora una volta perché John Barry si era meritato ben 5 premi oscar nella sua lunga e gloriosa carriera.

 

 

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