The Devil's Advocate cinematographe.it

Tentazione, inganno, lussuria e il resto dei vizi capitali: tutto questo lo troviamo ne L’Avvocato del Diavolo, il film del 1997 diretto da Taylor Hackford, con protagonisti Keanu Reeves e Al Pacino. Reeves veste infatti qui i panni di un giovane e brillante avvocato, che miracolosamente non ha mai perso una causa in vita sua, anche quelle che sembravano le più impossibili. Un giorno viene contattato da John Miller, capo dello studio legale più importante di New York, che lo vuole a lavorare con lui. Sarà proprio quello l’inizio della tragedia di Kevin che scoprirà una parte davvero oscura del suo passato. E proprio dall’oscurità, dalla tentazione e dall’inganno prende spunto il drink ispirato al film, The Devil’s Advocate.

The Devil’s Advocate: ingredienti e preparazione del drink ispirato al film L’Avvocato del Diavolo

L'avvocato del Diavbolo drink

Per preparare il drink ispirato a L’Avvocato del Diavolo occorrono 4.5 cl di rum Don Papa, 2.5 cl di liquore alla mela, 3 dashes di Peychaud’s Bitters, 3 drop di tabasco e 1cl di sugar syrup. Con la tecnica dello Stir&Strain, versate tutti gli ingredienti nel bicchiere vintage Old Fashioned (Stile Sazerac); dopo aggiungete come guarnizione della mela essiccata, del peperoncino e un ciuffo di menta.

A preparare il The Devil’s Advocate è Marco Riccetti, head bartender dell’Inside Restaurant & Cocktail Bar di Torino. Il drink prende spunto da un concetto fondamentale nella dinamica del film, l’inganno:

L’ispirazione nasce dal concetto della tentazione dell’inganno, presenti nel film: tutta la vicenda e la narrazione si evolvono in maniera fluida e calcolata, a quanto sembra. Fino ad arrivare al momento in cui il Diavolo svela le proprie carte al suo avvocato, nonchè suo figlio. Facendogli capire le sue intenzioni, l’avvocato si appella al libero arbitrio per ribaltare la situazione. Quindi si scopre che era tutto un “Sogno”, ma che in realtà si tramuta nuovamente in un volere orchestrato dal Diavolo per ottenere ciò che vuole. Il concetto dell’inganno è quindi alla base di questo drink, un twist su un grande classico, come il Sazerac. Questo viene servito in un bicchiere senza ghiaccio, facendolo sembrare un classico bicchiere di whiskey, ma che in realtà non è. E con lo stesso principio il drink gioca con l’inganno di un rum invecchiato, in questo caso il rum filippino Don Papa. Il tutto unito al gusto dolce e ammaliante della vanillina, alla parte tentatrice del liquore alla mela, al retrogusto amaro del bitter aromatico, e alla speziatura e piccantezza del tabasco. Tutte caratteristiche dello stile ammaliante e pungente del Diavolo, che fa leva sull’Ego dell’avvocato, puntando alla sua superbia, uno dei Sette Vizi Capitali.

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