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Quando nel 2010 uscì The American per la regia di Anton Corbjin, George Clooney dimostrò di aver mantenuto una promessa: quella fatta qualche anno prima di venire presto a girare in Italia, paese a cui è da sempre legato e che lo accoglie sempre a braccia aperte nelle sue permanenze estive.
Decise così di omaggiare la bellezza dell’Abruzzo, quella regione reduce dal terribile terremoto del 2009 e che, seppur messa in ginocchio, non era sfiorita nella sua bellezza. Detto fatto, The American è un viaggio intorno alla provincia de L’Aquila che si presta alla causa del film: essere il rifugio di un sicario professionista, Jack, in attesa di chiudere per sempre i conti con il crimine. Ecco tutte le location che raccontano la fuga del sicario misterioso.

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Dove è stato girato The American? Dalla Svezia all’Italia: tutte le strade portano a Roma Termini

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The American inizia proprio con un’ampia inquadratura di una foresta svedese innevata: un paesaggio sconfinato, nordico e affascinante che esprime già la costante voglia di fuga e isolamento dal mondo che caratterizza il tormentato Jack, che prova a godersi il calore del fuoco e della sua compagna in una classica casetta lignea di montagna. La sosta però dura poco, perché qualche scena poco più avanti Jack arriva alla stazione Termini di Roma: luogo di snodo, di arrivi e partenze, dove si decide anche la prossima tappa nei mesi che lo attendono.

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Roma ci viene presentata nel pieno della sua vita nei pressi di una stazione frequentatissima, nel via vai di chi da vicino o da lontano partecipa al suo ritmo di metropoli piena di occasioni. Una città indaffarata nella quale Jack si mimetizza e scappa verso un fugace incontro al bar vicino alla stazione con il suo committente, pronto a partire poi per l’Abruzzo, nelle vicinanze de L’Aquila.

L’Abruzzo incontaminato in The American: soste e fughe nei pressi de L’Aquila

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Pur se indirizzato a Castelvecchio dal suo committente, Jack pur arrivando nella piazzetta silenziosa e desolata del luogo, decide di sostare in un posto dove vi sia più movimento. Si ferma così a Castel Del Monte, cittadina abruzzese caratteristica che fa parte dei borghi più belli d’Italia, dal paesaggio roccioso e inclusa nel Parco Nazionale del Gran Sasso. Accolto come lo straniero, l’americano, che desta attenzione, Jack cerca di integrarsi ma mantenendo sempre il proprio contegno riservato. Brevi momenti lo portano anche a Sulmona, meta turistica e decisamente con un flusso cittadino maggiore, luogo perfetto in cui perdersi tra la folla per Jack, che qui si incontra per affari con quella che dovrebbe essere la sua ultima cliente.

Sono messe senz’altro in risalto l’ospitalità e la curiosità che contraddistinguono gli italiani, soprattutto l’accoglienza delle comunità di provincia che vivono ancora immerse in paesaggi montani e contadini, preservando un ritmo di vita tranquillo e fatto di gioie quotidiane quali il cibo, la religione e gli incontri con il prossimo. Qui infatti Jack crea inevitabilmente dei legami che gli consentono di ambientarsi, come quello con il prete del luogo, quello più profondo con la prostituta Clara, ma anche con i luoghi e le abitudini del posto: la passeggiata notturna silenziosa tra le casette in pietra, il bar dove potersi rifugiare dai pensieri o dover poter incontrare qualcuno.

Calascio e Palacentro: la vastità della natura che tutto accoglie

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Jack si muove in auto e le inquadrature di The American ci permettono diverse volte di ammirare la bellezza del verde che caratterizza le zone di Calascio e Palacentro: dei luoghi immersi totalmente nel verde e caratterizzati da stradine, che sono l’unico segno evidente dell’uomo. Nel film di Corbjin la natura si fa teatro dei contrasti di Jack: da un lato zona di prova per le armi che costruisce, luogo perfetto e isolato, dall’altra è il luogo in cui porta Clara, la donna con cui sente di voler ricominciare una nuova vita e chiudere con il passato. In entrambi i casi, quasi sottintendendo ad una dannunziana memoria, è sempre presente una figura femminile, come emblema di libertà in cui si incontrano passato, presente e futuro.

Preponderante quindi in The American è la scelta di luoghi come narratori del percorso interiore del protagonista, che non afferma mai la propria identità su quanto lo circonda, ma lascia quasi che le peculiarità dei luoghi penetrino nella ricerca di questa sua nuova identità. Il colore roccioso di Castel Del Monte e il verde rigoglioso circostante, sono la perfetta fotografia di un uomo scalfito e sommerso dal passato, ma che tenta di darsi uno spiraglio di luce, lasciando che quel verde nascosto possa rifiorire sulla roccia.

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