In guerra per amore, Cinematographe.it

In guerra per amore vede Arturo Giammarresi (Pif) nei panni di un giovane palermitano emigrato in America che ha trovato lavoro come cameriere presso un ristorante siciliano della Grande Mela. Nella New York del 1943, Arturo si innamora della nipote del suo boss, la bella Flora (Miriam Leone) che lo ricambia, ma è purtroppo già stata promessa in sposa al figlio di un temibile boss mafioso amico dello zio. Per coronare il loro sogno d’amore, Arturo parte per la Sicilia intento a parlare a tu per tu col padre di Flora e chiedergli la mano della ragazza, ma per un piccolo equivoco il giovane si ritrova arruolato nell’esercito americano che sta per sbarcare in Sicilia. Da lì, la sua storia d’amore si intreccia con una narrazione che mostra la tragedia della Seconda Guerra Mondiale e di una piaga che da tempo affligge l’isola del Sud Italia: la mafia di Cosa Nostra.

In guerra per amore

La Sicilia, protagonista delle location del film In guerra per amore

Pif è un palermitano doc, un siciliano fiero e di certo durante la sua carriera l’artista non lo ha mai negato, anzi, lo ha sempre dato a vedere. Non sorprende, dunque, che anche la sua seconda pellicola In guerra per amore – di cui firma regia, soggetto, sceneggiatura e nella quale recita come attore protagonista – sia di fatto un omaggio alla sua terra natale, la Sicilia.
Pif, d’altronde, è un regista attivo nel sociale, politicamente impegnato diremmo, che in molte delle sue opere si è concentrato nel narrare la piaga della mafia siciliana, denunciandone i crimini con il linguaggio della Settima Arte e del documentario – come aveva già fatto nel suo precedente film La mafia uccide solo d’estate.

In questo film, nominato anche ai David di Donatello del 2017 in diverse categorie, Pif si concentra sugli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale e ci regala un’opera che riesce a suscitare emozioni diverse: dalle risate alla commozione.

La pellicola è stata ambientata e girato in Sicilia in luoghi comunemente noti al mondo del turismo: prima fra tutti la città di Erice, ma non mancano alcune scene alle saline di Trapani e altre che mostrano il paesaggio affascinante della Scala dei Turchi e le grotte di Scurati.

Erice In guerra per amore Cinematographe.it

La troupe di Pif ha impiegato ben nove settimane a girare In guerra per amore nella cornice siciliana, andando dalla provincia di Trapani a quella di Agrigento – qui, infatti, a Cattolica Eraclea sono state girate alcune scene presso la Chiesa della Mercede e piazza Roma.

Ma la vera protagonista è lei, Erice: una cittadina splendida, con un fascino arcaico e un centro storico che è un vero e proprio trionfo di arte e storia. A pochi chilometri da Trapani, Erice è famosa per il suo antico Castello di Venere – immancabilmente presente nella pellicola – che regala una vista mozzafiato sulle montagne verdeggianti che circondano il paese. Da qui basta guardare in giù, verso le mura medievali, per scorgere la famosa Torretta Pepoli, dall’architettura eclettica tra maioliche e richiami allo stile moresco.

Erice Duomo In Guerra per Amore Cinematographe.it

Del centro storico della cittadina, ne In guerra per amore si scorgono il Real Duomo – la chiesa madre in stile gotico risalente all’epoca di Federico III d’Aragona – e i vicoli che portano a Piazza della Loggia.

I paesaggi un po’ romantici e un po’ malinconici delle saline di Trapani popolate da fenicotteri rosa che hanno i toni del tramonto, invece, sfumano sul mare blu che contrasta con il candore delle maestose falesie della Scala dei Turchi.

Scala dei Turchi In Guerra per amore Cinematographe.it

Ancora una volta, insomma, la Sicilia si mostra nella sua opulenza tanto naturalistica quanto artistica e architettonica.

Erice: cosa mangiare nella città dov’è stato girato il film di Pif

Sicilia è sinonimo di buon cibo, si sa: in cucina non si scherza con i siciliani e anche le specialità della zona del trapanese, a Erice, non sono da meno.

Se vi capita di fare un salto nelle location dove Pif ha girato il suo film, quindi, non potete perdere l’occasione di assaggiare le famosissime “busiate con pesto alla trapanese“: si tratta di un particolare formato di pasta condito con un pesto rosso che profuma di mandorle e – abbondantemente – di aglio.

Dalla pasta al cous cous, tipico della provincia di Trapani e che rimanda alle influenze derivanti dalla dominazione araba, rigorosamente accompagnato da pesce freschissimo come gamberi rossi, cozze, vongole e pesci da zuppa.

Cous Cous In guerra per amore Cinematographe.it

E dopo un assaggio di tonno fritto – o comunque lo vogliate, è sempre ottimo nei dintorni di Erice – concedersi un dessert è d’obbligo: i biscotti tipici sono i mustazzoli, biscotti con mandorle e al profumo di cannella, da inzuppare in vini liquorosi come il Marsala o il Passito.