Vermeer – The Greatest Exhibition: recensione del film d’arte

Una mostra d'arte rappresentata in un documentario sul grande schermo; al cinema il 2, 3 e 4 ottobre 2023, prodotto dalla Nexo Digital in collaborazione con Radio Capital

L’arte e il cinema sono due punti opposti in uno stesso contenitore artistico, che intersecandosi, producono effetti tali da dare forma ad un’ottava arte. Vermeer – The Greatest exhibition è una narrazione documentaristica che nello “spazio” cinematografico ripropone l’estro creativo del grande artista olandese.
Il 2, 3 e 4 ottobre 2023, distribuito da Nexo Digital in collaborazione con Radio Capital, Vermeer – The Greatest exhibition, diretto da David Bickerstaff riapre la rassegna”La Grande Arte al Cinema” offrendo al pubblico la possibilità di vedere la più grande retrospettiva su Vermeer mai realizzata nella storia.

Il film d’arte campione d’incassi in Inghilterra

Vermeer - The Greatest exhibition:
Cinematographe.it

Di Johannes van der Meer, abbreviato Jan Vermeer, artista vissuto nel XVIII secolo diciassettesimo secolo, si conosce ben poco; poche le notizie sulla sua breve vita, poche le testimonianze ma grande la fama che lo accompagna nel corso dei secoli e lo celebra come esponente di spicco del secolo d’oro olandese.

Il documentario è stato realizzato a seguito del successo della mostra presentata dal Rijksmuseum di Amsterdam, che per la straordinarietà dell’evento ha registrato un numero di presenze da record; una sequenza artistica che ha ospitato ben 28 opere dell’artista sul totale di 35.
Interessante il senso di scoperta che sostiene la stilistica del documentario stesso. Le voci narranti coinvolgono rendendo “vivo” il percorso artistico di un genio solitario, “maestro della luce” capace di catturare la Bellezza nei luoghi della quotidianità. 

La sensibilità dell’osservazione tra i chiari e scuri di un artista del diciassettesimo secolo

Vermeer - The Greatest exhibition;
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Vermeer è riconosciuto per l’utilizzo delle ombre e delle luci, per la capacità dell’intenzione partecipativa tra la sua idea artistica e progettuale e quella dell’osservatore. Le sue rappresentazioni sono scene di casuale quotidianità, il suo sintetismo dimensionale personifica il quadro rendendolo vivente attraverso un racconto foto drammatico. L’esuberanza nell’utilizzo dei colori che rispecchiano la sua necessità del viaggio, tanto da paragonarlo alla scuola veneziana. È incredibile come il dettaglio di un’opera riesca ad analizzare aspetti di vita che non appaiono in nessun diario o scritto.

Una retrospettiva che chiarisce anche la religiosità di Vermeer raffigurata in modo del tutto soggettivo demarcando la linea tra il Bene e il Male. Una elaborazione stilistica che incide nelle “pallidezze” delle donne rappresentate nei suoi dipinti, se non concedono di comprendere quali possano essere stati i legami: amanti, figlie, moglie?

L’ossessione per un realismo che, diremmo oggi, sembra rimandare a un concetto fotografico che emerge nei lineamenti delle persone, e dei luoghi come Delft facendo confluire nei contorni diverse interpretazioni ed analisi.  

Sono elementi che in Vermeer compongono in maniera dettagliata la ricostruzione di un artista che ha creato vere icone dei secoli successivi. La ragazza con il turbante, resa popolare con il titolo La ragazza con l’orecchino di perla, è un immaginario estetico che allude alla purezza, al pudore; le linee sono semplicemente appoggiate su una tela che supplisce il verde con il nero, dando al dipinto la proiezione di uno scenario fotografico.

Vermeer – The Greatest exhibition: valutazione e conclusione

Questo appare chiaro nel documentario che guida ad un esercizio di lettura non solo emotiva ma anche tecnica, elaborando un percorso significativo e rappresentativo delle opere di Veermer che vengono riscoperte nella loro autenticità creativa.  

Vermeer – The Greatest exhibition, è il primo appuntamento, imperdibile che celebra la visione di una delle mostre che ha registrato i maggiori incassi negli ultimi anni; un documentario prodotto da Phil Grabsky con Exbithion on Screen.  

Regia - 3
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 3

2.9