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Cercare una persona invisibile, un “fantasma”, significa anche scavare a fondo in vite passate fatte di segreti, traumi e conflitti irrisolti, bugie, tradimenti. Un piccolo favore, ultimo film di Paul Feig, è tratto dalle pagine del romanzo edito in Italia con un titolo omonimo (A simple favor quello originale), firmato da Darcey Bell.

Il film e il romanzo narrano la svolta che la vita di Stephanie (Anna Kendrick), mamma vlogger senza alcun apparente problema, subisce dal momento in cui fa la conoscenza di un’altra mamma, l’elegante Emily (Blake Lively), che apprezza la sua compagnia insieme a quella di un Martini ogni pomeriggio.
Le diversità fra le due madri non sembra essere d’intralcio nella scoperta della loro amicizia, ed Emily approfitta della disponibilità della solare amica per tenere a bada suo figlio quando lei è a lavoro. A seguito di uno di questi piccoli favori chiesti all’amica, quello di andare a prendere il figlio a scuola, Emily svanisce nel nulla. Sarà proprio Stephanie, affiancata dal marito di Emily, Sean (Henry Golding), ad avviare la ricerca dell’amica scomparsa.

Un piccolo favore: un Gone Girl sugli stereotipi femminili al cinema

Sembra quasi superfluo specificare che le premesse di Un piccolo favore riconducano immediatamente a Gone Girl – L’amore bugiardo, noir di David Fincher che indagava l’ambiguità dei rapporti decostruendo abilmente le “facce sociali” dell’uomo e della donna, con l’ausilio di una critica ai mass media. Un piccolo favore, dal canto suo, preferisce erigere un discorso concentrato sugli stereotipi femminili, con il chiaro intento di ribaltarli grazie all’indagine che si dipana dalla scomparsa di una delle sue protagoniste: una è una donna devota al suo ruolo di mamma a tempo pieno, come se fosse un lavoro (guai a dirle che non lo è), una donna comune; l’altra è impegnata in un lavoro di alto livello, con un team di collaboratori a sua disposizione. Una è, per dirla come lo direbbe la Emily ben interpretata da Blake Lively, quasi una puritana; l’altra è disinibita e trasgressiva. O così pare.

Tra intrecci, rivelazioni e apparenze, è proprio il “così pare” la vera sostanza e unico punto saldo del film di Feig, che si prepone l’obiettivo di smantellare le superfici e scovare quelle verità-altre celate sotto i maglioncini da brava ragazza di Stephanie, o nascoste dietro l’aria sicura e impenetrabile della seducente Emily. Ed è anche con le epidermidi del genere cinematografico che Un piccolo favore gioca, presentandosi dapprima come innocua commedia tipicamente made in USA, decisamente declinata al femminile, e diluendola poi in un modesto neo-noir dai registri, quasi infantili, di una caricatura della caricatura. Risulta, tuttavia, piuttosto disorganico il risultato finale, in sospeso fra toni indecisi: cos’è, a conti fatti, l’ultimo film di Paul Feig? Una commedia? Un thriller? Una parodia, forse? Tutto e niente: se è vero che la trama investigativa riesce ad appassionare grazie a una base cartacea preesistente con del potenziale, si ha sovente l’impressione che l’insieme venga sorretto unicamente dall’enigma che ruota attorno al quesito “dov’è finita Emily?”, classico centro del film mistery.

Un piccolo favore è un’opera-gioco divertente, ma priva di satira

Dei numerosi plot twist, accatastati l’uno sull’altro soprattutto nel finale (Scream fa scuola), sono solo un paio quelli che riescono a non sembrare forzati. Rimane invece affascinante il background della personalità di Emily, perno assoluto, descritta come una bugiarda patologica che paga ancora lo scotto di errori non suoi. Non sembra essere, tuttavia, argomento d’interesse per l’autore, che subito se ne discosta per non addentrarsi nei pericolosi territori della psicologia. L’impressione finale lasciata dall’ultimo film di Paul Feig è quella di aver assistito a un’opera-gioco ben confezionata, a tratti indubbiamente brillante, ma carente di quella satira pungente che ci si aspetterebbe dal film, e avviluppata negli stessi cliché e nelle medesime dinamiche narrative che si vorrebbero rovesciare.

Un Piccolo Favore è al cinema dal 13 dicembre 2018 con 01 Distribution.

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