Un amico molto speciale: recensione del film di Alexandre Coffre

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Da qualche giorno a questa parte comincia pian piano a sentirsi nell’aria l’arrivo dell’inebriante profumo delle festività natalizie. Quell’odore di panettone accompagnato da un calice di spumante fanno si che cominciamo man mano ad immedesimerci nella festa più sentita da grandi e piccini. Un amico molto speciale (per gli amanti dello zelo Le Perè Noel) non è il classico film che possiamo accompagnare alle nostre serate natalizie cercando impunemente la lacrimuccia, che tanto piace durante queste festività ma è una pellicola che cerca l’originalità in un campo dove regna sovrana l’ovvietà e la stereotipizzazione. Non è che stiamo parlando del film dell’anno, ma quanto meno riesce in qualche maniera a lasciarci un ricordo poco sdolcinato di babbo natale e company. Qualcuno comincerebbe a chiederesi che film ci potremmo aspettare? La risposta è semplice, una buona dose di simpatia accompagnata da una serie riflessione sul senso del Natale visto da occhi completamente diversi, questo è Un amico molto speciale.

un amico molto speciale
Il piccolo Antoine in Un amico molto speciale

Il protagonista della vicenda è un bambino di nome Antoine, cresciuto senza padre e con un grande desiderio; incontrare Babbo Natale. Durante la notte vede manifestarsi davanti ai suoi occhi la figura da lui tanto amata, il che lo riempie di gioia. Peccato che non si tratta del vero Babbo Natale ma di un ladro che furbescamente cerca di ingannare attraverso il travestimento per rubare l’oro durante la notte festiva. Il bimbo, affascinato da questa figura ingenuamente si fida delle parole del ladro e comincia così una scoppiettante avventura tra i tetti di una meravigliosa Parigi. Entrambi trovano la loro soddisfazione, Antoine pensa di aver incontrato Babbo Natale mentre il ladro utilizzerà il bambino per i furti più impensati. Nascerà una comica amicizia tra rapine ed inseguimenti.

Una scena di un furto durante il film
Una scena di un furto durante il film

La persuasione del ladro (interpretato da Tahar Rahim) abindola la mente del piccolo Antoine ma la sua ingenuità, il suo candore riescono a sciogliere l’apparente cuore di pietra del teppista. Una splendida storia d’amicizia tra un uomo che ancora non ha deciso cosa fare della sua vita e un bambino che cerca una figura di riferimento nella sua esistenza. Una bella dimostrazione di come attraverso il mondo dei più piccoli a volte i grandi cambiano, si pentono e iniziano una nuova vita. Come avevamo visto in Trash di Daldy, i bambini possono cambiare il destino dell’umanità, sta a noi adulti decidere chi seguire: la luce di Babbo Natale o l’oscurità dell’uomo nero. La meravigliosa cartolina di Parigi fa da sfondo ad una entusiasmante amicizia condita con un pizzico di classicismo natalizio che non guasta.

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